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Terina e la sirena Ligea

Moneta coniata a Terina

Moneta coniata a Terina

Terina fu una città della Magna Grecia, fondata da coloni provenienti da Crotone, intorno al VI sec. a.C. Strabone, storico e geografo greco, nel libro sesto della Geografia, sua opera monumentale, scriveva: «[…] Contigua a Temesa c’è Terina, la quale fu distrutta da Annibale, non potendo costui difenderla, quando si rifugiò nel paese dei Bretti».

Dopo anni di intensa attività archeologica e studi programmatici sulla posizione topografica dell’antica città greca, si è arrivati alla conclusione che Terina si trovasse nei pressi di Sant’Eufemia Vetere, nel comune di Lamezia Terme, così come aveva ipotizzato l’archeologo italiano Paolo Orsi. Lo studioso basò la sua tesi, grazie al ritrovamento di un tesoretto oggi conservato al British Museum. Nonostante la polis non fu più ricostruita, dopo essere stata rasa al suolo dai cartaginesi, non scomparve dalla documentazione letteraria antica.
Moneta di Terina II
Erodiano, detto il grammatico, infatti affermava: «Terina città e fiume dell’Italia, fondazione dei crotoniati come dice Flegonte. Alcuni la considerano l’isola stessa verso la quale fu sbalzata dai flutti la sirena Ligea, come dice Licofrone “Ligea sarà trasportata dal mare verso Terina”». E poi ancora il poeta tragico Licofrone: « Quanto a Ligea naufragherà presso Terina sputando acqua di mare. I naviganti la seppelliranno sulla riva ghiaiosa vicino ai vortici dell’Ocinaro che con le sue acque bagnerà il monumento di quella che ebbe i figli mutanti in uccelli».

Ma chi era Ligea? Joseph Hilarius Hechel, numismatico austriaco, individuò una certa somiglianza tra la sirena Partenope, presente sugli stateri coniati dalla città di Nepolis e la figura alata presente sulle monete coniate dalla città di Terina tra il 460 e il 275 a.C. circa. Secondo l’ermeneutica alessandrina, che riprende la tradizione omerica sulle sirene, Partenope, Leukosia e Ligea erano figlie di una delle muse e del fiume Acheloo, in seguito mutate in uccelli da Demetra come punizione per non aver aiutato Persefone, loro compagna di giochi, quando Ade la rapì. Partenope, sempre seguendo i versi di Licofrone nell’Alessandra, fu scagliata dalle acque approdando nei pressi di Napoli, Leukosia giunse nei pressi di Paestum e infine Ligea fu sballottata dalle onde nei pressi di Terina dove alcuni marinai che le diedero degna sepoltura.

Oggi conservato al British Museum

Oggi conservato al British Museum

Quali forme rituali assunse il culto della sirena a Terina è difficile dirlo, ad essa di sicuro non potevano non essere riconosciute le facoltà tipiche delle ninfe, considerate in tutto il mondo greco divinità propiziatrici della fecondità della natura e degli esseri viventi. Questo è un dato ricorrente che spesso ha lasciato traccia nella tradizione nel caso di fondazioni greche nel territorio panellenico. Si instaurò così un legame forte e profondo tra Ligea e gli abitanti terinei i quali con molta probabilità non solo la innalzarono a simbolo della città, ma svilupparono il tessuto urbano di essa intorno al fiume Ocinaro dove la sirena fu sepolta.

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