Home | Archeologia | Siamo in un paese meraviglioso

Siamo in un paese meraviglioso

Da alcuni giorni sono rientrato in Italia dalla mia brevissima vacanza, trascorsa tra la Germania occidentale e l’Olanda. Una vacanza molto on the road, poco riposo e tanto da vedere. E, come ogni volta che rientro nella penisola, dopo aver varcato il confine, il mio animo subisce un profondo scossone. Non riesco a spiegare bene i sentimenti che provo in quei momenti: se da un lato ho una voglia matta di riabbracciare la mia terra, dall’altra vorrei abbandonare tutto e trasferirmi per sempre in quei luoghi dove tutto funziona nella maniera apparentemente più corretta. Dico apparentemente perché basta un momento di sincerità tra una birra e l’altra con gli abitanti locali e spuntano fuori sassolini anche nelle pulitissime e ordinatissime città nordiche.

I miei studi archeologici e umanistici mi consentono di avere un occhio allenato e riesco così a soffermarmi soprattutto sulla diversa capacità che hanno gli altri Stati nel valorizzare il patrimonio storico e artistico rispetto a noi italiani. L’esempio più immediato mi viene pensando al castello bavarese di Neuschwanstein costruito alla fine del XIX secolo e oggi diventato uno dei luoghi più visitati in Europa con circa 1,4 milioni di visitatori all’anno. E pensare che Ludovico II di Baviera fu interdetto e destituito della carica di re per le sue spese folli nel realizzare questa e altre costruzioni ispirate all’epoca medievale, che tanto lo affascinava. Oggi, i suoi “sperperi” fruttano un piccolo tesoro ai territori bavaresi.

Lo splendido castello voluto da Ludovico II di Baviera

Lo splendido castello voluto da Ludovico II di Baviera

L’Italia possiede siti archeologici, abbazie, fortezze e castelli tra i più belli del mondo, molto più antichi e storicamente più importanti dello splendido castello tedesco, ma lasciati all’incuria e all’inesorabile scorrere impietoso del tempo. Tante di queste ricchezze si trovano nell’ultimo lembo dello stivale, dove la noncuranza per i beni storici è da sempre legata all’ignoranza. È quanto mai ovvio che nel nostro Paese i maggiori tagli dello Stato siano stati fatti alla cultura, per cui oggi ci si trova davanti ad una molteplicità di beni il più delle volte lasciati abbandonati a loro stessi, quando invece potrebbero costituire una risorsa economica non indifferente.

C’è oggi qualche spiraglio di luce proveniente da organizzazioni giovanili e associazioni che cercano di recuperare alcuni siti antichi e così di lavorare sul territorio. Spesso però bisogna scontrarsi con l’inettitudine delle persone (nel senso sveviano del termine), con le istituzioni, con la sovrintendenza che più passa il tempo, più diventa un vero e proprio organo politico e politicizzato. Migliaia di giovani laureati in beni culturali, in archeologia, in storia dell’arte devono accontentarsi (quando va bene) di altro perché con la cultura non si lavora, eppure un tempo studiare queste materie era un lusso.

E allora che cosa bisognerebbe fare? È finito il tempo di porsi le domande: è arrivato il momento di cambiare, di rimboccarsi le maniche ed estirpare questa mentalità retrograda e autolesionista. Dobbiamo capire che valorizzare un bene antico serve a conservarne il suo ricordo, a preservarne la sua integrità secolare e a creare occasioni di profitto per un Paese che ha nel patrimonio culturale la sua ricchezza più grande e allo stesso tempo più sottovalutata e incompresa.

Castello costruito dai Normanni

Castello costruito dai Normanni

Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione con un commento all'articolo, che verrà moderato dalla redazione prima della sua pubblicazione. Affinché il tuo contributo possa essere pubblicato, dovrà attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato* Campi obbligatori *

*

Torna ad inizio pagina