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Il castello di Aiello Calabro

Una foto d'epoca dello splendido borgo di Aiello Calabro.

Una foto d’epoca dello splendido borgo di Aiello Calabro.

Aiello Calabro è un piccolo paese nella provincia di Cosenza. In posizione elevata, ha alle sue spalle la naturale protezione delle alte montagne calabresi e gode di una vista sublime sullo sbocco del fiume Savuto nel mar Tirreno.

Su una piccola collina sorge il vecchio castello di Aiello, di cui rimangono delle strutture risalenti al periodo aragonese, ma diversi elementi suggeriscono ulteriori particolarità normanne. Il castello aveva una funzione strategica e militare, essendo posto a controllo della via verso Cosenza sul flumen Sabbutum. Si poteva e si può raggiungere attraverso una suggestiva stradina scavata nella roccia tufacea. Godeva di cinque porte ferrate, ponte levatoio, torri, cunicoli e passaggi segreti, vie di fuga, cappelle, cisterne per rifornire i bisogni della cittadella. Purtroppo il tutto andò in rovina dopo i distruttivi terremoti del 1638, 1783 e 1905. Oggi del castrum rimangono i muri perimetrali, torri angolari e alcune stanze proprio al di sotto di esse.

Particolare dei ruderi del castello.

Particolare dei ruderi del castello.

La zona probabilmente venne fortificata già in epoca bizantina per arginare le continue scorrerie arabe della vicinissima Amantea. Nel 1065 il castello fu assediato dal normanno Roberto il Guiscardo che, nonostante avesse perso nella battaglia due nipoti, riuscì a conquistarlo. Sotto gli Svevi la fortezza acquistò grande importanza sia dal punto di vista strategico che economico. Nel 1270, infatti, risultava essere uno dei presidi più consistenti di tutta la Calabria, gli stipendi dei castellani erano molto alti per l’epoca e il paesello arroccato contava circa un migliaio di abitanti.

La leggenda vuole che queste mura furono, nei tempi passati, teatro di crudeli atrocità. Nei racconti si parla di prigionieri sottoposti a torture brutali come l’estrazione di entrambi gli occhi.

La stretta strada che sale fino al castello.

La stretta strada che sale fino al castello.

Negli anni novanta del secolo scorso tutta l’area venne riqualificata e pulita e oggi il castello si può ancora visitare. Non sono mai state fatte nell’area indagini archeologiche e studi sistematici. Come spesso accade il periodo medievale viene completamente scavalcato e dimenticato. Ciò che rammarica è la quantità smisurata di siti da indagare che darebbero lavoro per anni a studiosi, ricercatori, e giovani laureati, creando un indotto imponente per l’intera Regione.

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