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Tiriolo e la terra dei Feaci

Veduta di Tiriolo (CZ).

Veduta di Tiriolo (CZ).

Heinrich Schliemann, dopo che per molti anni si era dedicato alla lettura e allo studio dei libri omerici, divenne uno degli archeologi più importanti della storia dell’umanità, grazie alla scoperta di Troia e del tesoro di Priamo. Fu proprio grazie ad Omero che l’archeologo tedesco riuscì a trovare la mitica città.

Moltissimi studiosi hanno dedicato le loro ricerche basandosi sull’Odissea e sull’Illiade e fu così che, recentemente, lo studioso tedesco Wolf ha elaborato una lunga tesi documentata sulle peregrinazioni di Ulisse nel bacino del Mediterraneo. Riuscì, dopo anni di studi, a identificare nei luoghi di Tiriolo – piccolo paese in provincia di Catanzaro – la reggia di Alcinoo re del popolo dei Feaci.

Omero, infatti, nel V libro e nei successivi dell’Odissea, racconta del fortunoso naufragio di Ulisse lungo le coste di Schèria: l’isola dei Feaci. Qui fu accolto da Nausicaa, figlia di Alcinoo, e splendidamente ospitato dagli abitanti del posto, Odisseo cominciò il racconto delle sue mirabolanti avventure.

Copia di un'opera seicentesca che rappresenta l'incontro di Ulisse con Nausicaa.

Copia di un’opera seicentesca che rappresenta l’incontro di Ulisse con Nausicaa.

La lamina in bronza col decreto del Senatus Consultum de Bacchanalibus.

La lamina in bronzo col decreto del Senatus Consultum de Bacchanalibus.

Tiriolo, secondo la leggenda, venne fondato dai Greci circa 600 anni prima della guerra di Troia. Intorno al 500 a.C. il sito venne poi occupato da una popolazione autoctona: i Bretti. Le indagini archeologiche dell’intera area di Tiriolo, hanno confermato l’origine antichissima della città grazie al ritrovamento di oggetti appartenuti all’ultima età della pietra (ossidiana, asce levigate, ecc…), dell’età del bronzo e del ferro. Nel 1640 poi venne rinvenuta una tavoletta bronzea risalente al 186 a.C., emanata dal Senatus Consultum de Bacchanalibus, nella quale si vietavano alla gente del posto i riti orgiastici in onore di Bacco. Di recente è stata anche rinvenuta una tomba monumentale a camera con corredo funebre, risalente al IV sec. a.C. che connota le caratteristiche principali della società Brettia. Gli studi hanno confermato che la tomba sarebbe appartenuta agli esponenti di spicco di questa antica popolazione.

Tiriolo in epoca medievale venne fornita di un imponente cinta muraria e di un vasto complesso fortificato.

Come abbiamo potuto leggere in queste poche righe, Tiriolo è stato ed è ancora oggi uno dei centri calabresi più importanti dal punto di vista storico e archeologico. Una città sospesa tra i due mari: il Tirreno e lo Ionio; nel punto più stretto della Calabria si può godere di una vista suggestiva e affascinante che ci piace pensare possa aver visto Ulisse con i suoi occhi.

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