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L’altopiano della Sila

Il Lago Arvo innevato

Il Lago Arvo innevato

La Calabria troppe volte viene associata a terribili fatti di cronaca e a volte ci si dimentica delle sue intramontabili bellezze storiche e paesaggistiche. Spesso accade però che i beni paesaggistici, archeologici e storici di questa terra si fondano insieme: è il caso della Sila e degli insediamenti preistorici trovati nel suo territorio.

La Sila è uno degli altopiani dell’Italia Meridionale. Il suo nome deriverebbe dal latino Silva, più precisamente in epoca romana veniva chiamata Silva Bruzia, cioè foresta abitata dai Bruzi. Perfino il grande Virgilio (Georgiche 3, 209-293) scriveva: “pascitur in magna Sila formosa iuvenca”, un dato non trascurabile che ci permette di capire quanto in epoca romana i boschi della Sila fossero conosciuti e soprattutto sfruttati per la notevole quantità di legname, di resina e di pece che offriva.

Ma uno degli elementi più sorprendenti di tutta l’area è stato il ritrovamento di insediamenti preistorici nei pressi dei tre laghi dell’altopiano silano: il lago Ampollino, Cecita e Arvo.

Nel primo caso la Soprintendenza dei beni archeologici della Calabria ha individuato, grazie ai primi scavi condotti da Domenico Marino, importanti reperti bronzei (pugnali e asce) che risalirebbero all’età del bronzo. Nel secondo caso, più precisamente lungo le sponde del Lago Cecita, furono rinvenuti reperti risalenti al periodo tra la fine del neolitico e l’inizio dell’età del rame (3800-3300 a.C.). Infine, nelle vicinanze del Lago Arvo, sono state scoperte delle interessantissime testimonianze della fase homo Erectus dell’evoluzione umana.

Rinvenimenti neolitici

Rinvenimenti neolitici

Tutte queste testimonianze, documentate da indagini e ricerche archeologiche, hanno confermato la presenza in tutta la Sila di insediamenti di pescatori e agricoltori che sfruttavano queste antiche conche lacustri (i laghi nel nostro caso) per la pesca e per le altre attività di sopravvivenza.

L’altopiano silano diventa di diritto uno dei posti più suggestivi della Calabria e dell’Italia. Perché, come abbiamo potuto constatare, racchiude al suo interno una variegata quantità di elementi naturali e altri derivati dallo sfruttamento territoriale da parte dell’uomo in epoca antica. In alcuni recenti studi sul clima, è stato sottolineato come l’aria respirata in Sila sia una delle più pulite del mondo (http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/calabria/2010/07/07/visualizza_new.html_1850394183.html).
Dunque amici e lettori, quando siete stanchi di vivere la quotidianità delle città e del lavoro, fate un salto in Calabria, per respirare e rilassarvi davanti a uno dei più bei paesaggi d’Europa.

Scorcio dei campi coltivati della Sila

Scorcio dei campi coltivati della Sila

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