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L’antico cenobio di Jure Vetere.

Abside semicircolare del cenobio di Jure Vetere.

Abside semicircolare del cenobio di Jure Vetere.

Qualche giorno fa, due delle principali testate giornalistiche calabresi hanno dedicato alcune pagine relative all’incuria in cui versa oggi il sito archeologico di Jure Vetere. Ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica ci hanno pensato alcuni parlamentari del Movimento Cinque Stelle e il professore Salvatore Oliviero (presidente emerito del Centro Studi Gioachimiti di San Giovanni in Fiore) il quale ha sottolineato come il cenobio si sarebbe conservato meglio se fosse rimasto sotto uno spesso strato di terra che l’avrebbe così custodito.

Nell’Ottobre del 2001 ha avuto luogo una prima indagine conoscitiva dell’area sulla quale sorge il sito di Jure Vetere Sottano, luogo in cui secondo tradizione, Gioacchino da Fiore avrebbe fatto costruire, nell’ultimo decennio del XII secolo, il suo primo monastero. Il cenobio si trova su un pianoro alla confluenza del fiume Arvo e del torrente Pino Bucato, ad un’altitudine di 1068 s.l.m., in una località sperduta e al di fuori dei più battuti assi viari; la solitudine e la preghiera erano infatti dei capisaldi nella filosofia di Gioacchino.

Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce diversi ambienti, tra cui parte dell’abside. Poi, grazie ad un’attenta analisi del sottosuolo con il georadar, gli studiosi hanno potuto ricostruire tutto il perimetro e l’architettura dell’antico cenobio. La pianta della chiesa era a navata unica e a croce latina con delle cappelle laterali chiuse; l’abside centrale risultava essere piatto e largo, mentre quelli delle cappelle laterali erano semicircolari. Il complesso monasteriale comprendeva altri edifici tra cui officine, laboratori, stalle e granai.

Una ricostruzione 3d dell'antico cenobio.

Una ricostruzione 3d dell’antico cenobio.

Nel 1214 un incendio di vaste proporzioni distrusse tutto il monastero e i suoi edifici. I monaci florensi e Gioacchino da Fiore dovettero così spostarsi nel paese più vicino, San Giovanni in Fiore, dove fondarono l’abbazia florense ancora oggi esistente.

Il sito, che oggi vive in uno stato di completo abbandono, risulta essere molto importante sia perché ha fornito dei dati storici sulla figura di Gioacchino da Fiore sia perché ha dato delle risposte su un tipo di architettura, quella florense, che era del tutto o quasi sconosciuta.

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