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Una società conservatrice: Locri Epizeferi

Locri: resti del tempio.

Locri: resti del tempio.

Locri Epizeferi confinava a sud col territorio di Reggio e il suo nome derivava dall’unione dell’etnico dei coloni (che provenivano dalla Locride in Grecia) con l’epiteto del promontorio Zefirio (oggi Capo Bruzzano) presso cui fu edificata la colonia.

Dalle fonti antiche sono stati individuati diversi particolari che riguardano sia gli avvenimenti relativi alla fondazione della città, sia le origini degli abitanti. Aristotele raccontava, per esempio, che Locri fu fondata proprio dai Locresi, fuggiti in Occidente con le compagne dei loro padroni, i quali erano impegnati a sostenere Sparta in guerra contro i Messeni. Tesi che fu poi confermata e sostenuta dallo storico greco Polibio.

Certo è che l’area in cui fu edificata Locri Epizeferi era già abitata dai Siculi (una popolazione indigena) che ne limitò inizialmente le attività di espansione. Polibio raccontava che i Greci si impegnarono con gli indigeni ad abitare insieme la regione rispettandosi a vicenda: “finché avessero calcato la stessa terra e portato la testa sulle spalle”, ma si trattava di un accordo truccato. Al momento della promessa gli abili e astuti Greci avevano infatti messo della terra nei loro calzari e nascosto sotto le vesti, sulle spalle, delle teste di aglio, per cui, liberatisi dell’aglio e della terra, poterono sentirsi disimpegnati del giuramento e cacciare così gli autoctoni.

Statere coniato a Locri.

Statere coniato a Locri.

La costituzione e gli ordinamenti sociali di Locri sono stati sempre messi in risalto dagli antichi e dai moderni. Il codice delle leggi, attribuito al famoso Zeleuco, rispecchiava una società molto conservatrice, alla cui estremità si trovavano le cento famiglie nobili che possedevano il potere e che discendevano dai primi coloni: le “Cento Case”. Un’altra caratteristica del popolo locrese era quella della prostituzione sacra, un rito legato al culto di Afrodite che abbracciava molti popoli del Mediterraneo. Si trattava di un’offerta eseguita da donne consacrate, attuata all’interno di un santuario, e come una vera forma di prostituzione esigeva un pagamento in denaro che finiva poi nel tesoro del tempio. Le Locresi diventavano così protagoniste del potere sacrale della cerimonia e di conseguenza occupavano una posizione di prestigio nella società.

Locri si contraddistinse per un importante sviluppo artigianale, basato sulla creazione di bronzi, terrecotte e manufatti di altissima qualità.

Resti della stoà a U

Resti della stoà a U

Da visitare, oltre ai resti archeologici e al museo, il famoso monumento stoà a U situato nella località Centocamere: si tratta di un portico disposto su tre lati (il quarto verso il mare, è aperto) composto da una serie di piccole stanze tutte uguali di cui rimangono solo le fondazioni in pietra. Nel vasto cortile, frequentato a lungo per motivi di culto, sono stati ritrovati 371 pozzi con resti di sacrifici che attestano l’uso dell’area dal VII al V sec. a.C.

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