Home | Archeologia | Una figura enigmatica: Gioacchino da Fiore

Una figura enigmatica: Gioacchino da Fiore

Ritratto moderno di Gioacchino da Fiore

Ritratto moderno di Gioacchino da Fiore

<<…Il calavrese abate Giovacchino, di spirito profetico dotato>>: così il sommo poeta Dante Alighieri nel XII canto del Paradiso descriveva la figura di Gioacchino da Fiore. Un personaggio da molti sconosciuto, ma che ha lasciato un segno profondo all’interno della storia della Chiesa e dell’Italia.

Nacque in Calabria, a Cèlico presso Cosenza, intorno al 1130, figlio di un notaio e tabulario che gli consentì di vivere nell’agio. Nel 1148 circa intraprese un viaggio in Terra Santa, dove visitò i luoghi della vita di Cristo e le località dell’Oriente note dalla Bibbia. Iniziò così il suo profondo interesse per le Sacre Scritture e cercò di elaborare una concordanza tra i personaggi e le vicende dell’Antico e del Nuovo Testamento.

Al suo ritorno in patria Gioacchino si fece monaco cistercense entrando nel celebre monastero della Sambucina e passando poi successivamente nell’abbazia di Corazzo dove venne eletto abate. Ottenne in seguito da papa Lucio III l’autorizzazione a dedicarsi alla compilazione delle sue opere esegetiche. Personalità mistica, percepì in un’ottica escatologica il significato più recondito delle concordanze bibliche, giungendo alla sua celebre periodizzazione della storia della salvezza che è distinzione di tre età ed attribuzione di ognuna di esse ad una persona della Trinità. Per Gioacchino la più importante e profonda era l’età dello Spirito Santo: estesa nel tempo che va dal 1260 alla fine del “millennio sabbatico”, ovvero quel periodo in cui tutta l’umanità avrebbe vissuto la vita in un clima di purezza e libertà, un periodo in cui anche la chiesa si sarebbe trasformata da dogmatica, gerarchica e materiale a tollerante, libera ed ecumenica.

Particolare del Liber Figurarum.

Particolare del Liber Figurarum.

Scrisse tantissime opere teologiche e filosofiche tra cui il Concordia Novi ac Veteris Testamenti, l’ Expositio in Apocalypsim, il Psalterium decem chordarum, il Liber Figurarum.

Gioacchino morì nel marzo del 1220 presso Pietrafitta, dopo aver fondato l’Ordine Florense, che praticava la povertà, la vita eremitica, la contemplazione del mondo sovrannaturale e rifiutando la vita attiva e la predicazione. I Florensi, il cui ordine sopravvisse fino alla metà del Cinquecento, ebbero larga diffusione nel Regno di Sicilia, Calabria, Lazio e Toscana. Oggi le spoglie mortali del profetico abate calabrese sono conservate presso l’abbazia florense di San Giovanni in Fiore.

Teca con il corpo di Gioacchino da Fiore.

Teca con il corpo di Gioacchino da Fiore.

Gioacchino da Celico è stato un personaggio controverso e innovativo. Oggi il suo pensiero viene studiato in tutto il mondo, ubicandosi tra le figure di spicco del medioevo italiano e confermando una personalità che con il suo carisma ha ispirato le idee di artisti come Michelangelo e numerosi letterati.

Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione con un commento all'articolo, che verrà moderato dalla redazione prima della sua pubblicazione. Affinché il tuo contributo possa essere pubblicato, dovrà attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato* Campi obbligatori *

*

Torna ad inizio pagina