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Il Castello di Rocca Imperiale baluardo di Federico II ai margini settentrionali della Calabria

Nel primo periodo degli Svevi in Calabria vi fu un certo interesse nella redistribuzione delle contee e di una nuova spartizione amministrativa. Dopo la morte di Enrico VI, suo figlio Federico II divenne re di Sicilia (1208) e imperatore (1220). Una delle sue prime preoccupazioni fu quella di esaminare tutti i titoli feudali che certamente avevano subito abusi negli ultimi tormentati decenni, fatti di lotte, successioni, invasioni e schieramenti dei vari conti e baroni. Successivamente, al ritorno dalla V crociata e dopo l’emanazione delle “Costituzioni di Melfi” (1231), Federico II provvide alla ristrutturazione dei grandi uffici del Regno e delle province. Risale a quegli anni la fondazione di nuovi centri abitati tra cui Rocca Imperiale ai margini settentrionali della costa ionica.

Il suo abitato, circa 200 metri sul livello del mare, venne costruito lungo uno scosceso pendio ai piedi del castello che gli diede il nome. Nelle sue vicinanze sorgono le importanti “polis” magno greche di Siri, Eraclea, Pandosia e Metaponto. Un’area fertile e frequentata fin dai tempi antichi.

Il castello venne dunque fatto costruire da Federico II in un luogo di estrema importanza dal punto di vista strategico e militare in quanto posto praticamente nelle vicinanze della Via Publica Apulia citata nella famosa Tabula Peutingeriana. La fortezza presenta una pianta a forma quadrata costituita da un mastio poligonale a scarpa, il quale si protrae fino al margine della collina sulla quale poggia l’intera struttura, assomigliando moltissimo a una prua di una nave. Ad Oriente vi è la presenza di una torre cilindrica, mentre ad Ovest venne costruita una torre frangivento probabilmente di età aragonese. A sua volta il mastio è circondato da un muro di cinta, da un fossato profondo circa 8 metri, da due ponti levatoi e da un grosso e maestoso portale d’ingresso.

Alla morte di Federico la rocca fu affidata ai cavalieri dell’Ordine Gerosolimitano guidati da Carlo I d’Angiò, che nel 1271 soggiornò nel castello e fu accolto dai cittadini locali come un liberatore. Nel 1664 la fortezza si oppose con fermezza e prontezza all’attacco di circa 4000 pirati saraceni che devastarono però l’intero abitato di Rocca Imperiale. Infine nel 1835 il castello cadde in un periodo di totale abbandono e devastazione trasformandosi in una cava di pietra e di materiale edile per la costruzione di nuovi edifici.

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