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Maida, il suo territorio, il suo castello.

Tutta l’area di Maida fu abitata fin dai tempi antichi e lo testimoniano la presenza di manufatti in pietra risalenti al Paleolitico Inferiore (choppers e raschiatoi) e le diverse grotte sparse per il territorio. Fondo Castella (Casella), nei pressi della stazione ferroviaria di San Pietro a Maida, viene riconosciuto come il più antico sito di industria litica della Calabria al quale è stata assegnato un’età tra 700.000 e 500.000 anni circa.

Furono però i Bizantini probabilmente a costruire o ricostruire il borgo e fortificarlo (resti di una cinta muraria bizantina erano ben visibili lungo la via costiera prima che la cementificazione moderna la inghiottisse per sempre). Tuttavia, anche il toponimo Maida, anticamente Maghida, deriva dalla parola greca Maghis-Maghidos che significa pane e non è un caso che nello stemma della città venga raffigurata una donna guerriera che difende una torta di pane.

Nella seconda metà dell’XI secolo furono i Normanni, guidati da Roberto il Guiscardo, a edificare un castello proprio sui resti della fortificazione bizantina con l’intento di espandere il proprio dominio nella regione. La struttura di forma quadrata, di cui rimangono solo dei ruderi inglobati nelle case più moderne, era completamente circondata da un corso d’acqua e vi si poteva accedere oltrepassando due porte situate a levante e a ponente. Oggi è visibile solo una delle torri che ornavano il maniero e i cui locali furono utilizzati fino agli anni ’80 come sede delle carceri mandamentali.

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