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Riflessioni sul dramma del Canale di Sicilia

La tragedia di Lampedusa

LampedusaPGLampedusa: ennesimo dramma umanitario nel Canale di Sicilia.

Chi deve fuggire dal proprio Paese dove i diritti civili sono negati, deve scappare espatriando in condizioni disumane, finendo in mano ad organizzazioni criminali che programmano questi “viaggi della morte”, facendoseli pagare una fortuna. Le vittime di ieri e di oggi hanno subito questo atroce destino e non si può non immaginare quanto, al momento dell’imbarco su quelle “carrette del mare”, fosse forte la loro convinzione di essere scampati alla guerra, ai soprusi, alla fame e alla miseria.

Morire invece ad un passo dalla meta sperata è un’atrocità disumana del destino. Questo fiume di vite umane non si fermerà, proprio perché ci troviamo di fronte a gente che non può nemmeno permettersi di pensare a migliorare la propria vita là dove è nato, perché là una vita è come se non l’avesse.

E tutto ciò ce lo dimostra le assurde morti in mare, questi viaggi della morte, che noi non riusciremo mai a fermare sino a quando nel mondo vi saranno ingiustizie, sfruttamenti, soprusi, disparità e diritti negati. Il Centro culturale islamico del Comune di Novi Ligure con la loro referente Rachida Hasbane esprime il suo cordoglio e il profondo dolore per le vite spezzate in mare.

 

 

 

Il Centro Culturale Islamico di Novi Ligure
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