Home | Io penso dunque sono | Caro Beppe, c’è Qualcosina da rivedere

Un appunto al Movimento 5 Stelle

Caro Beppe, c’è Qualcosina da rivedere

Beppe GrilloCaro Beppe,

questo non è un articolo. E neppure una lettera aperta. Diciamo che sarebbe un dialogo se ti avessi di fronte, per cui altri non è che un monologo. Ti do del tu perché sono, purtroppo, più vecchio di te. Di solito non mi permetto.

Ti dirò allora che non sono mai stato iscritto a nessun partito politico (e non è facile per chi ha lavorato in Rai), non ho mai accettato compromessi, ho sempre detto – si proprio in Rai – quello che pensavo a colleghi e dirigenti. Ma parliamo di te. Non ho, per ora, votato il tuo movimento. Non ti ho pertanto fornito idee o suggerimenti poiché la “RETE” non è nel mio DNA. Non uso il computer e tutti i suoi derivati.

Apprezzo e condivido molte delle tue idee e mi auguro, magari dandoti in futuro il mio contributo elettorale, che tu possa arrivare ad una maggioranza che ti consenta di imporre i tuoi programmi: Per aiutare la gente italiana della quale, per ora, poco si curano i nostri ineffabili politici. Per non vedere più, mai più, anziani che perdono la loro dignità andando a frugare nei cassonetti della spazzatura!

Condivido molto, ti ho detto. Non alcune cose. Da ultimo il tuo incontro e quasi monologo con Renzi. Non hai fatto una bella figura davanti alla gente in attesa. La tua rete ti aveva suggerito di andare all’incontro. Ma non così. Tu, e te lo dice chi ha forse un po’ più di saggezza di te, avresti dovuto trattarlo come un fratello minore, fargli capire dove sta sbagliando, cosa avrebbe dovuto fare per avvicinarsi a te e tu a lui. Da te doveva ricevere dei consigli e – se non accettati – ognuno per la sua strada. La gente, L’Italia, si aiuta con il dialogo.

Tu, ad esempio ce l’hai con la Rai. Per certi versi anch’io. Perché me la ricordo agli esordi, perché la Rai ha una sua storia, ed è una bella storia. Oggi sì, ti do ragione. Bisogna entrarci dentro con un coltello. Tagliare gli enormi sprechi di certe trasmissioni, tagliare il modo di informare di certi telegiornali, il modo di fare cultura che spesso danneggia il paese, questo povero nostro bel paese. Ma non voglio divagare più di tanto.

Diversamente al posto di un monologo dovrei scrivere un romanzo.

Ricapitolando, caro Beppe (a proposito, nonostante il cognome sono genovese), le tue idee sono buone. Il difficile, qui da noi, è il metterle in pratica. È necessario entrare nel sistema e per farlo non si può – come fai tu e molti dei tuoi – starsene sull’Aventino. Si, lo so che molte delle vostre proposte non vengono prese in considerazione.

Lo so bene che vi ripugna scendere a patti con certi personaggi e con certi partiti. Ma per avere una maggioranza che vi permetta di affermare il vostro pensiero è necessario raccogliere voti. E i voti si raccolgono mostrando alla gente che fate qualcosa di concreto. L’Italia, quella che tutti i mesi fa estrema fatica a coniugare colazione e cena, ha fretta. Non può più aspettare. Pensaci! Te lo dico da genovesi e, se me lo permetti, da amico.

A proposito di Genova. Credo che tu sia d’accordo con me che l’Alta Velocità vale buttare soldi. Perché tu sai, come me, che il porto di Genova è in agonia. E allora datti da fare!

 

Alfredo Liguori
Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione con un commento all'articolo, che verrà moderato dalla redazione prima della sua pubblicazione. Affinché il tuo contributo possa essere pubblicato, dovrà attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato* Campi obbligatori *

*

Torna ad inizio pagina