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Il gruppo locale dei Ramrod si presenta sulle pagine de l'"Inchiostro Fresco"

Giovani rockers

La band locale dei Ramrod è una formazione di giovani ragazzi e ragazze che hanno come minimo comune denominatore l’amore spassionato per la musica, in particolare, per la musica rock. Un viaggio che parte dal Delta del Mississippi, con le influenze blues della tradizione  sudista americana, passando per il rock della grandi formazioni degli anni Sessanta e Settanta (Pink Floyd e Rolling Stone sopra tutti) per approdare ai protagonisti degli anni Ottanta, soprattutto il “Boss” Springsteen ed i Queen. Un viaggio attraverso quasi 50 anni di musica rock che è sterile ripasso ma fertile rielaborazione.

Da noi intervistato, Alessio Poggio, chitarra ritmica e seconda voce dei Ramrod, ci spiega meglio la genesi, le passioni e i sogni del gruppo.

1- Quando e perché sono nati i Ramrod?

I Ramrod sono una band formata da alcuni amici ai tempi del liceo, band che però si scioglie nel 2010,anno in cui due dei componenti originari, il tastierista Davide e il batterista Claudio, decidono di mettere insieme una nuova band mantenendo il vecchio nome. E’ allora che io, Caterina e Guido entriamo a far parte della formazione.

2-Da chi è composta la band?

Siamo cinque: Guido, cantante e chitarrista ritmico, io, chitarrista solista e cori, Davide, tastierista, Claudio, batterista, Caterina, bassista.

3-Quali sono i vostri numi tutelari?

Le principali influenze, nonostante molte siano comuni, sono diverse per ognuno di noi; a grandi linee Davide, Claudio e Caterina sono amanti del rock classico e in primis di Bruce Springsteen (da un suo brano il nome del gruppo), Guido è grande fan dei Queen ed in generale del rock italiano e moderno, io sono in particolare legato al blues, da Robert Johnson ai più moderni interpreti, ma le mie influenze vengono anche dal rock anni ’70 di Pink Floyd e Rolling Stones.

4- Quali sono le difficoltà che ha un ragazzo che vuole fare musica nella nostra zona?

La nostra zona non offre molte possibilità per un giovane musicista: i locali che propongono musica dal vivo sono pochi, anche se durante l’estate, tra feste dei comuni minori e eventi locali “storici” come per esempio la festa della birra di Pasturana, l’attività concertistica non è poi così misera se ci si “impegna” a cercare date. Senz’altro l’interesse per il nostro genere musicale e per la musica dal vivo in generale era di gran lunga superiore nelle decadi passate, si tratta semplicemente di un fatto di cultura, di società che è cambiata, senza cadere in discorsi da bar della serie “non esiste più la vera musica”.

5- Se potessi scegliere dove suonare, quale sarebbe il palco perfetto?

Diciamo che abbiamo suonato all’Area 51 di Vignole Borbera un paio di volte (escludendo la partecipazione al contest “Hangar”) e, per musicisti non di mestiere come noi, è una grande soddisfazione. Altrimenti, il mio sogno sarebbe esibirmi all’Austin City Limits..the ramrod feffo the ramrod the ramrod.jpg2 the ramrod3 the ramrod4

Matia Nesto
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