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Con l'apertura della fortezza, si ricordano le leggende locali

Novi Ligure: la torre ed il suo fantasma

Torre Castello di NoviTra poco la torre del Castello di Novi Ligure, posta sulla collina vicino al borgo antico, verrà riaperta al pubblico.

Se gli umani sono stati esclusi a lungo, altri abitanti hanno continuato a dimorare nell’antica fortificazione: secondo la leggenda, infatti, la torre di Novi ospita un fantasma.

Diversi l’hanno visto: tra le testimonianze più credibili, quella di un ragazzo, andato sulla collina per una notte di divertimento insieme ad alcuni amici. Il giovane parlò di “Un cavaliere senza testa, armato di tutto punto, sopra un bellissimo cavallo bianco”, che girò due volte intorno alla struttura per poi sparire.

Nonostante la paura, riuscì a notare diversi dettagli: il cavaliere fantasma di Novi è vestito con un’armatura di metallo, le braccia e le gambe coperte da una cotta, la spada nel fodero ed un elmo in mano. Particolarmente interessanti le scritte sulla corazza, dal coloro rosso vivo e recante il lettere maiuscole “VI A CAPPELLA NIGER”. Il significato non è certo ma, tra le ipotesi più credibili, “Oh, uomo malvagio allontanati dalla capra”.

Come prevedibile, gli storici hanno indagato sulla possibile identità dello spettro ed, in base alle vicende locali, hanno ristretto la lista dei sospetti.

Al primo posto, Teofrone, vassallo del Marchese del Monferrato inviato a Novi per presidiare la fortezza e la città. Guerriero valoroso, Teofrone protesse il borgo per cinque anni, soprattutto contro i Tortonesi. Più volte sconfitti in battaglia, questi ultimi ricorsero all’inganno: sfruttando la confusione di una festa di primavera, riuscirono ad infiltrare 200 soldati presso la Pieve. Uscito dal castello con un seguito di pochi servitori, Teofrone fu rapidamente catturato. Padroni del castello, i Tortonesi rinchiusero il nemico in una segreta, dove venne poi decapitato.

La seconda ipotesi ruota intorno alla figura di Donna Orriga di Campofregoso. Nobile della famiglia dei Gambara, di forte personalità, bell’aspetto ma indole tiranna, fu per anni la padrona di Novi. Suo passatempo preferito, reclutare occasionali amanti di cui poi si disfava tramite una serie di morti atroci, decapitazione inclusa. Il cavaliere sarebbe così uno dei sventurati compagni e l’iscrizione sulla corazza ricorderebbe forse tanto lui (o forse, tutti gli uomini a rischio di tentazione) di stare lontano dalle donne malvagie (rappresentate dalla capra, simbolo del male per definizione).

Foto di Giada Maccioni con la supervisione di Gianandrea Diano

Foto di Giada Maccioni con la supervisione di Gianandrea Diano

Foto di Giada Maccioni con la supervisione di Gianandrea Diano

Foto di Giada Maccioni con la supervisione di Gianandrea Diano

Foto di Giada Maccioni con la supervisione di Gianandrea Diano

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Matteo Clerici
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