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Intervista con la candidata sindaco del Comitato Indipendente per Sant'Olcese

Elena Viola : in campo per cambiare Sant’Olcese

elena viola Abbiamo intervistato Elena Viola, candidata sindaco nel Comune di Sant’Olcese, per la lista “Comitato Indipdendente per Sant’Olcese”. Elena Viola, 34 anni, sposata con figli, vive a Manesseno e nella vita è impiegata amministrativa nel settore legale.

Rispetto a cinque anni fa la squadra è rinnovata o è simile?

E’ stata molto rinnovata, abbiamo scelto di mantenere in lista i quattro consiglieri comunali eletti cinque anni fa, e che hanno fatto un’opposizione seria e costruttiva, ovvero Claudio Di Tursi, Giorgio Bruzzone, Maria Grazia Lanzavecchia e Danilo Pestarino. Il resto della squadra invece è composto da persone qualificate e preparate, la cui età media è circa quarant’anni; sono persone alla loro prima esperienza politica tuttavia motivate e determinate a far bene. Inoltre, me compresa, siamo in ben sette donne in lista.

Due mesi fa è stata scelta come candidata sindaco, com’è stato questo periodo di campagna elettorale?

Molto positivo e allo stesso tempo molto impegnativo, vedo con i miei occhi che bisogna davvero mettere la testa a cuocere e darsi da fare. La nostra filosofia è cercare di raggiungere il più alto numero di persone, nelle varie frazioni, in modo capillare.

La lista rimane totalmente indipendente rispetto alle forze politiche…

Certamente, seguiamo quanto stabilito già cinque anni fa. Non solo siamo indipendenti dalla politica, ma nessuno di noi è mai stato iscritto ad un partito. Tutto quello che stiamo facendo viene fatto grazie alla buona volontà dei nostri sostenitori, anche il nostro “point” è tutto fatto in autonomia, dai volantini, alla bandiera, che è stata disegnata da un nostro candidato! La lista è stata costruita sulle competenze delle persone, abbiamo persone molto conosciute sul territorio come il geologo Flavio Poggi o l’avvocato Silvia Bevegni, la portavoce dei pendolari della Genova-Casella.

L’accoglienza da parte dei cittadini di Sant’Olcese com’è stata fino ad ora?

Estremamente positiva, c’è una forte voglia di cambiamento nel Comune, moltissime persone stanno chiedendo di voltare pagina rispetto all’amministrazione uscente. Purtroppo Sant’Olcese, che è un comune con grandissime potenzialità, è stato gestito come una sorta di feudo è ora di dire stop a tutto questo, perché il degrado ed i problemi del territorio sono apertamente visibili da tutti.

Come sono stati questi cinque anni di opposizione da parte del Comitato?

Abbiamo fatto un’opposizione propositiva e non strumentale, facendo varie proposte e riuscendo a far perdere il pregiudizio che il Comitato sia nato solo per protesta. Siamo riusciti a fermare una cementificazione nella fascia cimiteriale di Manesseno, abbiamo fatto aumentare la protezione dei cittadini in caso di allerta idrogeologica 2, abbiamo ottenuto la messa in sicurezza della scuola Matteotti, siamo riusciti a far approvare una mozione di sostegno, presso gli enti superiori, della ferrovia Genova-Casella e molto altro ancora.

Dovesse diventare sindaco quali sarebbero i primissimi interventi?

Il mio desiderio, non lo nego, sarebbe quello di rivoltare il Comune come un calzino. Non sappiamo cosa troveremo, ad esempio sul bilancio, la gestione uscente è stata, a mio parere davvero pessima. I primi passi da sindaco sarebbero incentrati per riportare il cittadino, in quanto fruitore di servizi, al centro dell’azione di governo, concentrandomi sugli aspetti più delicati: la scuola, le strade, la trasparenza dell’amministrazione. Problemi in questo comune ne abbiamo davvero tanti.

Sarebbe favorevole all’Unione dei Comuni in Valpolcevera?

E’ molto auspicabile, perché ci sono delle problematiche, ad esempio la raccolta differenziata, che non possono essere risolte solo a livello comunale. Più si è, meglio si riescono ad ottimizzare le risorse ed i costi di gestione, l’esempio della Valle Stura che grazie all’Unione di Comuni ha portato la raccolta differenziata dal 30 a quasi il 70% ne è l’esempio. Grazie ad un unione di comuni sono convinta che potremmo riuscire a riqualificare in toto la Val Polcevera.

Fabio Mazzari
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