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Non erano meglio le care e vecchie “sporte”

Dal carrello alla tavola: un pericolo in agguato

carrello della spesaTra grandi centri commerciali e piccoli supermercati, le nostre zone sono dotate di una miriade di esercizi per la spesa self service. Come molti hanno notato, i cestelli di plastica, più o meno ampi, che si usano per portare la spesa alle casse, si presentano spesso davvero sporchi. Sui carrelli metallici la sporcizia si nota meno, ma sicuramente non sono molto più puliti, vista anche la pessima abitudine di molte persone di mettere i bambini in piedi sul carrello (come se le suole delle scarpe dei pargoli non fossero sporche come quelle degli adulti). Da uno studio scientifico è risultato che proprio i carrelli dei supermercati sono tra le cose più contaminate da colonie batteriche, un po’ come le maniglie dei bagni pubblici. Se si pensa che gli oggetti poggiati sui fondi dei carrelli e cestelli finiscono spesso direttamente sulla nostra tavola, si pensi ad esempio ai sacchetti del pane, c’è da preoccuparsi un po’. Quanti sono i supermercati che procedono periodicamente a un accurato lavaggio di questi contenitori? Da ciò che si vede a occhio davvero pochi. Giacché il consumatore può scegliere, sarebbe opportuno che, oltre ai prezzi, tenga d’occhio anche l’igiene. Quindi scelga dove fare la spesa guardando innanzitutto la pulizia. E se nei supermercati i cestelli sono sporchi, ci sono sempre i negozi tradizionali! Dove, spesso, anche se con prezzi mediamente un po’ più alti, si trova una maggior cura per il cliente. E ricordiamoci anche che tanti centri storici rimangono privi di vita dopo la chiusura di tanti esercizi tradizionali, che non riescono a reggere la concorrenza con le grandi catene di magazzini, fra l’altro in continua espansione. Se questi negozi sono in grado di fornire un servizio migliori, facciamoli sopravvivere.

Stefano Rivara
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