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Una giornata in campagna e un amico per sempre

Asso cavallo del west

Camminando alla Merella nella piana sotto Novi, dove dovrebbe passare il supertreno

Asso il Cavallo

Asso il Cavallo

 

In una bella giornata di maggio, durante una scampagnata, in un prato all’improvviso è apparso, galoppando, un cavallo bianco come quello della Vidal. La criniera al vento e la coda alzata quasi sembrava chiedere di fermarci. Giusy si è avvicinata alla recinzione e gli ha dato una carota che provvidenzialmente aveva messo nel cestino del picnic. Il cavallo in un attimo l’ha divorata e poi è rimasto lì quasi a chiederne ancora strofinando il muso contro la rete. A malincuore ci siamo allontanati mentre lui continuava a seguirci sino al limitare del campo e poi si messo nuovamente a galoppare quasi per dimostrare gratitudine. Siamo tornati il giorno dopo con una buona scorta di carote e lui ci ha subito riconosciuti e, sgroppando, ci è venuto incontro. Da quel giorno Asso, questo è il nome del cavallo della Merella, è diventato un nostro inseparabile amico.

 

Giusy & Gianni
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2 commenti

  1. Il cavallo “bianco” (ovvero, un “grigio”, nel gergo dell’equitazione, come Asso) della Vidal è un’immagine che pochi hanno dimenticato, pur a distanza di tantissimi anni.

    Cardinero era il nome del (primo) cavallo “della Vidal”, che legò la sua immagine allo slogan “una piacevole sensazione di armoniosa prorompente vitalità”.

    E’ morto nel 2007, all’età di vent’ottanni, a San Genesio, dopo essere stato per parecchi anni con un camionista in pensione, Lino Casazza, che lo aveva salvato dal mattatoio cui era destinato.

  2. Gian Battista Cassulo

    Grazie per le precisazioni, Patrone.

    Sarà nostra cura, per quanto possibile, fare una ricerca per metterci in contatto con Lino Casazza per chiedergli, o chiedere a chi per lui, come sia riuscito ad individuare “Cardinero”, il cavallo della Vidal, e a salvarlo da una triste fine, permettendogli una meritata e giusta “pensione”.

    Certo è che tale salvataggio sarebbe stato più consono alla Vidal stessa, almeno per sdebitarsi della testimonianza che questo bel cavallo ha fatto al nome della ditta!!!!

    Abbandonare un cavallo, o qualsiasi altro animale che ci ha accompagnato per un tratto della nostra vita o che ci è stato utile, è un atto riprovevole e che lascia il segno in chi lo fa.

    Ne so qualcosa io che ai tempi dell’Austerity, nel 1973, quando nel Medio Oriente infuriava la Guerra del Kippur e noi qui in Italia, rimasti a secco di benzina, non potevamo più adoperare la macchina la domenica o dovevamo andare a targhe alterne, alla faccia della crisi e con quella incosciente baldanza che solo i vent’anni sanno dare, comprai , quasi per gioco, un cavallo, ma mi affezionai talmente tanto, che lo tenni, come fosse il mio miglior compagno, per dieci anni, scorrazzando con lui al galoppo per i prati, per i boschi e tra le vigne dell’Oltregiogo.

    Quando poi, dovendo trasferirmi definitivamente a Genova, non riuscii più a curarlo come di dovere, fui costretto a lasciarlo. Lo comprò una ragazza di Arenzano e per un certo tempo lo seguii ancora, ma ogni volta che andavo a trovarlo mi sentivo un traditore. E così, quasi per fargli sentire la mia vicinanza, un giorno chiesi a quella ragazza di poter fare una galoppata, ma salendo in sella riuscii a far solo un breve tratto: sembrava quasi che il mio cavallo mi trattasse da estraneo!!! Smontai e quella fu l’ultima volta che lo vidi.

    Ancora oggi mi porto dietro nel ricordo gli occhi di quel cavallo. si chiamava Sambor. Quando lo presi era un bel puledrino. Oggi sicuramente non c’è più e non voglio neppure lontanamente pensare alla sua sorte, ma se solo potessi tornare indietro, andrei alla ricerca di una qualche cascina per chiedere ospitalità per un cavallo al quale la sella non serve più e lasciarlo libero senza ferri in un campo recintato a godersi la sua pensione, così come è stato per Cardinero, il cavallo della Vidal, ed oggi per Asso, il cavallo della Merella.

    Ciao Sambor, ti ricorderò sempre

    Gian Battista Cassulo

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