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Intervista con la candidata sindaco di "L'Altra Campomorone"

Valentina Armirotti : una svolta per Campomorone

valentina armirotti Continua il nostro viaggio elettorale in Val Polcevera, tappa a Campomorone dove abbiamo intervistato Valentina Armirotti, candidata alla carica di primo cittadino con la lista “L’altra Campomorone”. Armirotti, 41 anni, nella vita di tutti i giorni è libera professionista, sposata con una figlia, è grande appassionata di arte.

Sig.ra Armirotti, la lista L’Altra Campomorone come nasce?

La scelta di creare questa lista civica è nata perché ci siamo incontrati e conosciuti grazie alle problematiche sul territorio, una su tutte il Terzo Valico e molti di noi infatti fanno parte del movimento No-Tav. La lista è nata puntando molto sulle questioni ambientali, la differenza tra la nostra lista e le altre è che è composta da persone unite da ideali, il nostro collante è la speranza, come dice il nostro nome, di fare un’altra Campomorone.

La lista è prettamente civica o ha appoggi politici?

Siamo completamente civici ed indipendenti, anche se la lista guarda a sinistra, abbiamo avuto l’appoggio di Rifondazione Comunista grazie alla presenza in lista di Davide Ghiglione, che è consigliere uscente per la Federazione della Sinistra..

 Com’è composta la lista L’altra Campomorone?

Siamo tutte persone che vivono, lavorano o comunque hanno forti legami con il territorio del Comune di Campomorone.

Lei ha avuto delle esperienze politiche?

No, non ho mai fatto politica attiva, ho vissuto tuttavia il mondo della politica sin da piccola, grazie alla persona di mio padre, Giuseppe Armirotti che fu un grande attivista, partigiano e sindaco di Campomorone dal 1973 al 1983, con la prima giunta di sinistra (PCI-PSI) nel Comune, dopo quasi trent’anni di sindaci democristiani. La politica, a mio parere, la facciamo nella vita tutti i giorni.

Quali sono i punti principali del vostro programma?

Abbiamo preparato un programma molto concreto e fattibile, proporre alle persone dei voli pindarici in questo periodo di crisi è impensabile. Nel nostro programma, che è economicamente sostenibile, parliamo di mense scolastiche, attività per i giovani e per i giovanissimi, la cura delle strade e del verde, bisogna cercare di riutilizzare quello che attualmente non viene usato, senza costruire cose nuove. Vogliamo che Campomorone non diventi la periferia della Val Polcevera genovese ma sia un paese vivo. Bisogna costruire il benessere di Campomorone, perché la crisi c’è anche qui ed è evidente, si vedono i negozi che chiudono. Poi assolutamente un no alle grandi opere, che sarebbero una devastazione per il territorio, portando inquinamento, disagio e traffico senza ritorni economici significativi, magari ricompesante da oneri di urbanizzazione inutili, ad esempio qui volevano offrirci una fontana nella piazza di Campomorone!

In caso fosse eletta sindaco quali sarebbero i suoi primi interventi?

Sicuramente redigere un bilancio delle cose che si possono fare, le cose base di tutti i giorni, ad esempio dando molta attenzione alle scuole ed al trasporto, attualmente l’Atp copre alcune frazioni del territorio in maniera molto deficitaria. Poi appunto, come dicevo prima, curare il verde e le strade.

L’accoglienza delle persone alla vostra campagna elettorale com’è?

Molto buona, abbiamo raccolto molte firme in pochissimo tempo, segno che c’è davvero una voglia di cambiamento, le persone sono stanche di tante cose.

Infine lei è favorevole ad un Unione dei Comuni in Val Polcevera?

Dipende molto dai casi, deve esserci sia il Comune che lavori bene da solo e che collabori allo stesso tempo, su alcune competenze, con gli altri comuni. Dobbiamo evitare di essere assorbiti nella città metropolitana, che rischierebbe di farci diventare una periferia della periferia.

Fabio Mazzari
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