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Daniele Gualco, 23 anni,l (laureando in Economia presso l’Università di Genova, ex allievo Amaldi) e Cecilia Bergaglio, 29 anni (dottoranda in storia contemporanea Università di Torino e Università di Grenoble, collaboratrice Isral) ci presentano la loro "Idea di Novi"

Vi presentiamo la Grande Novi

Riceviamo e pubblichiamo quest’interessante modo di(ri) pensare la città di Novi Ligure.

 

10403037_746736858704390_8463750662995493303_nSu circa 28.000 persone che risiedono a Novi Ligure, il 15% ha meno di 18 anni. Si tratta di circa 4.000 tra ragazzi e ragazze che rappresentano un segnale di speranza, ma tra non più di dieci anni saranno in cerca di un lavoro a Novi, e, se non lo troveranno, lasceranno la città. Quasi 5.000 persone hanno tra i 19 e i 35 anni e sono quelli di cui a Novi rimane solo la residenza, perché per studio o per lavoro essi sono già fuori città. Che cosa proponiamo a questa fascia di popolazione “invisibile”?

La nostra generazione vive sulla propria pelle i limiti di una città che, dopo essere stata per decenni un polo industriale di primissimo piano nel panorama provinciale, si sta avviando verso una posizione di marginalità – economica e sociale – legata in particolare modo all’uscita di larghi strati della popolazione dalla vita lavorativa attiva e al suo invecchiamento. Il fenomeno è davanti a noi tutti: è nelle statistiche ufficiali così come nel modo di vivere e di pensare la città da parte della fascia generazionale maggioritaria, quella che ha superato la soglia dei sessant’anni.

I giovani e i giovanissimi novesi vivono, nella maggior parte dei casi, esperienze di studio e di lavoro fuori dalla città: i flussi si muovono in direzione dei centri urbani più importanti del Triangolo Industriale, ma sono diretti anche più lontano, verso il resto dell’Italia, verso l’Europa, l’Oriente e gli Stati Uniti. Se la città non riesce a dotarsi, nell’immediato futuro, degli strumenti necessari per essere pienamente vivibile anche per questa generazione di studenti e lavoratori “ad alta mobilità”, è destinata, irrimediabilmente, a un lento declino.

Noi non vogliamo una città che invecchia in attesa della fine, vogliamo costruire una città che, grazie a particolari condizioni di vivibilità, di qualità della vita, e ai servizi offerti, possa essere scelta come luogo di residenza stabile anche da chi ogni giorno si sposta per centinaia di chilometri e da chi vive all’estero ma rientra regolarmente nella propria città natale. Crediamo fermamente che per immaginare Novi come punto – fisico e virtuale –  di partenza e di ritorno di flussi di persone, di scambi, di esperienze, di connessioni virtuali, sia necessario, in primo luogo, raccogliere le idee, confrontando anche le proposte di chi ha visto, sperimentato, conosciuto altre realtà, vicine e lontane dalla nostra.

La Grande Novi che abbiamo in mente è portavoce di un modello di sviluppo sostenibile dal punto di vista economico e ambientale, al cui centro vi sono la tutela dell’ambiente e del paesaggio, i servizi alla persona, il ciclo dei rifiuti, le reti energetiche, il servizio idrico integrato, la sanità, la logistica, l’assetto infrastrutturale, l’accesso alle risorse comunitarie.

Noi siamo per la Grande Novi digitale perché riteniamo che non sia possibile tradurre in realtà progetti innovativi che siano logistica, nuovi insediamenti industriali, servizi culturali, o attività direzionali senza una connessione internet ad alta velocità. La Grande Novi che abbiamo in mente dispone di una rete capillare a fibre ottiche per essere un centro nevralgico della Provincia e della Regione, per permettere lo sviluppo di nuove attività produttive, per promuovere nuove forme occupazionali.

Noi siamo per la Grande Novi in Europa: da tutti i punti di vista. Essere in Europa vuol dire in primo luogo crederci, diffondendo in maniera sempre più coinvolgente tra i cittadini una cultura e una pratica dell’Unione Europea. Essere in Europa vuol dire sviluppare le competenze e le professionalità – ovvero, nuove forme di impiego – necessarie per partecipare a tutte le forme di finanziamento comunitario utili alle attività della pubblica amministrazione e a quelle dei cittadini. Con l’Europa la Grande Novi può sopperire ai tagli dei trasferimenti statali, essere competitiva, partecipare attivamente a una rete internazionale di scambi, dare impulso a una nuova progettualità – economica, sociale e istituzionale – innovativa e di qualità. Essere in Europa vuol dire anche dotare la Grande Novi di una rete di trasporti, locale ed extraurbana, efficiente, integrata, di qualità, e funzionale alle esigenze di chi si sposta ogni giorno per raggiungere il luogo di lavoro o di studio.

Noi siamo per la Grande Novi città aperta allo sviluppo economico e sociale. Nella Grande Novi non c’è più posto per chi resta indietro nella mobilità dei lavoratori, nel trasporto delle merci, nella produzione e diffusione dell’energia, nella tecnologia dell’Informazione e nella consapevolezza di cosa vuol dire fare impresa e creare lavoro, oggi e domani. Oggi, nel settore manifatturiero, vi è un posto di lavoro nuovo ogni 250 occupati. Nel commercio all’ingrosso, ogni 300. Questo significa che nei settori in cui Novi è specializzata vi sono enormi difficoltà a creare posti di lavoro nuovi.  I settori attualmente in crescita sono altri, le attività professionali, scientifiche, tecniche, i servizi alle imprese, i servizi di informazione e di comunicazione: dobbiamo muoverci in questa direzione, con proposte innovative, semplici, concrete.

Noi siamo per la Grande Novi della cultura: Una città vivibile dal punto di vista culturale significa prima di ogni altra cosa che i cittadini possono scegliere di spendere parte del loro tempo libero in attività che si svolgono nella dimensione pubblica. In questo senso, nella Grande Novi la cultura è una sfida per nuove forme di impiego. Ci vogliono gli spazi adeguati per la creazione e la diffusione, la capacità di fare rete con istituzioni culturali regionali e nazionali, la capacità di attivare forme di collaborazione con gli Atenei universitari a noi più vicini, la capacità di incentivare e promuovere tutte le forme di cultura e di creatività che nascono dal territorio, un servizio bibliotecario efficiente e al passo con i tempi, un’offerta diversificata e diffusa dal centro alla periferia, che consenta a cittadini diversi per età, per grado culturale e per interessi di trovare nella città un’offerta su misura per sé.

Cecilia Bergaglio Daniele Gualco
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