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Dagli anni’90 riemerge una pubblicità su cui riflettere

Uno spot lungimirante

 

Leggendo la cronaca degli ultimi giorni si può assistere ad una ridda di notizie agghiaccianti provenienti dal fronte orientale ucraino. Il presidente neoletto Petro Poroshenko, magnate dei dolciumi, ha subito dichiarato di voler”mettere in stato di sicurezza le zone in mano ai ribelli”. Da domenica 25 maggio, giorno dell’investitura l’escalation di violenza, spesso perpetrata sui civili, è davvero impressione. Pensando al recente passato dei rapporti tra Ucraina e Russia, al direttore Gian Battista Cassulo è venuto in mente uno spot del Corriere della Sera della prima metà degli anni’90. Lo spot, che reclamizzava una collana di atlanti geografici, vede un astronauta russo (ma forse converrebbe dire sovietico) atterrare presso una fattoria ucraina. Il cosmonauta (che si ispira ad un evento realmente accaduto, cioè quello di un astronauta sovietico della stazione spaziale orbitante MIR rimasto nello spazio per oltre sette mesi) afferma, felice di aver toccato finalmente il suolo, “Madre Russia!”. Ma la contadina neoucraina lo corregge, dicendo che si trova in Ucraina. L’uomo dello spazio dice: “Ma si Ucraina, Russia. Di là Praga, Cecoslovacchia”. La matjiuska (piccola madre in russo, termine con il quale si è soliti indicare le signore in generale) lo rimbrotta dicendo che “l’Ucraina è Ucraina, di là è Slovacchia invece”.

Lo spot del Corriere della Sera

Lo spot del Corriere della Sera

Insomma in una maniera scanzonata si riflette sulle grande e piccole modificazione avvenute sui nostri atlanti. Modificazioni, non bisogna mai scordarlo, che se paiono innocue sulla carta stampata, sono state conseguite e contraddistinte da tante sofferenze, privazioni e morti per le popolazioni interessate.

Gian Battista Cassulo e Mattia Nesto
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