Home | Appennino | “LE ERBACCE NEL PIATTO” di Carlo Fortunato

Presentazione del libro al Parco delle Capanne di Marcarolo

“LE ERBACCE NEL PIATTO” di Carlo Fortunato

Abbiamo ricevuto e pubblichiamo

Venerdì 30 maggio alle 21.00 presso la sede operativa di Lerma (via Baldo, 29) il Parco Capanne di Marcarolo ha organizzato la presentazione del nuovo  libro di Carlo Fortunato LE ERBACCE NEL PIATTO” a cura dell’autore.

L’invito è aperto a tutti gli appassionati che vogliano approfondire le loro conoscenze sull’utilizzo delle erbe selvatiche in cucina e sulle loro caratteristiche e proprietà.

Il giorno successivo, sabato 31 maggio con ritrovo alle 9.00 sempre alla sede di Lerma, lo stesso autore accompagnerà in una breve escursione sul sentiero che dal ricetto del castello di Lerma arriva al torrente Piota.

Una passeggiata di 2 ore circa alla ricerca delle erbe descritte e proposte nel libro per ricette gustose ed economiche.

Per l’escursione è necessario essere muniti di scarponi da montagna (o scarpe da ginnastica), giubbotto impermeabile, acqua.

Per partecipare all’escursione gratuita.

 

Approfondimento

Nuova pubblicazione per Carlo Fortunato, dopo il “Ricettario d’approccio”  alla cucina con le piante spontanee, nato con nobile finalità, ecco il format “Le erbacce nel piatto” arricchirsi e trasformarsi in un più completo e strutturato lavoro su carta patinata dedicato agli appassionati cercatori di spontanee, ma anche di chi timidamente mostra interesse ad una particolare branca della cucina tradizionale. Correda la pubblicazione un’ampia carrellata di immagini dei vegetali da individuare e riconoscere realizzate dall’autore stesso, filtrate dall’occhio attento del ricercatore d’erbe.  Suscitare curiosità su quanto da sempre ognuno di noi  calpesta normalmente con estrema indifferenza è l’intento dell’autore, per  farci scoprire  un mondo sorprendente, fatto di erbe e fiori spontanei, ma anche per proporre, attraverso diverse angolazioni, prospettive per una cucina sostenibile, proprio perchè  buona parte delle “erbacce” presenti nei nostri giardini e orti non necessariamente sono da destinare al bidone del verde o come di consueto da diserbare, ma possono costituire risorsa, da utilizzare in luogo di prodotti spesso meno sani, meno buoni e molto più costosi, anche in termini di risorse impiegate per produrli. Ecco quindi una valida alternativa alla preparazione di piatti gustosi e insoliti o di tisane benefiche, fondamentale è  riconoscere e raccogliere quelle spontanee che possiedono maggiori potenzialità.

image002Il libro, forse anche con un pizzico di nostalgia, tratta diversi punti vista legati all’approccio alimurgico, in quanto la valorizzazione delle cosiddette “erbacce” nei diversi usi e nelle preparazioni alimentari rappresenta anche un vero e proprio intervento di salvaguardia della biodiversità, inteso nella sua accezione più ampia, come un insieme di aspetti che vanno al di là del mero numero di specie presenti in un contesto territoriale. Salvaguardare la biodiversità significa mantenere l’equilibrio di ecosistemi sempre più fragili e minacciati. Ad essa sono fortemente correlate connotazioni culturali del territorio, quali le opportunità di sfruttamento e utilizzo in cucina e in campo fitoterapico, gli aspetti linguistici dialettali, le innumerevoli storie che hanno accompagnato il percorso parallelo dell’uomo e delle piante. In sostanza non si può conservare la biodiversità di tali specie senza conservare i “saperi” e ricondurre ai “sapori” a esse collegati. L’evoluzione tecnologica, del resto, oltre ad una sorta di disgregamento genetico ha determinato, nel contempo, anche il disgregamento della diversità culturale. Nelle nostre, sempre più spopolate, campagne  restano ormai ben pochi anziani depositari di tecniche di raccolta, di conservazione, di utilizzo culinario, di tradizioni, di rituali legati a tali piante, retaggio prezioso di secoli di esperienza e di civiltà rurale. Queste piante portano al palato sensazioni antiche, tralasciate dalla rigida selezione operata dall’uomo che ha privilegiato altri aspetti, quali ad esempio la resa, la standardizzazione del gusto, le qualità estrinseche, appiattendo e omologando le caratteristiche organolettiche dei cibi, creando una sorta di “addomesticamento ai sapori”. Riproporre questo sapere è un’operazione culturale complessa che coinvolge diverse discipline e richiede la collaborazione di esperti botanici, agronomi, nutrizionisti, studiosi della lingua vernacolare e delle tradizioni popolari, nonché il coinvolgimento dei viventi depositari  di questi saperi. Le nuove generazioni, ormai inserite in un mondo globalizzato e omologato, ritiene l’autore, debbono avere l’opportunità di essere portate a conoscenza di questi saperi affinché possano apprezzarli e, a loro volta, tramandarli. D’altro canto, il consumatore attento ricerca, oltre all’appagamento del palato, anche un ricordo, un’emozione, un pezzo della propria storia e probabilmente è portato ad attribuire sempre più valore a questi aspetti.

 

Per prenotazioni e informazioni:

Parco Capanne di Marcarolo  Tel 0143-877825 e-mail info@parcocapanne.it

Carlo Fortunato 338-7337100

 

Redazione
Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione con un commento all'articolo, che verrà moderato dalla redazione prima della sua pubblicazione. Affinché il tuo contributo possa essere pubblicato, dovrà attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato* Campi obbligatori *

*

Torna ad inizio pagina