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Ad Olbicella una comunità piccola ma unita che chiede maggiore considerazione:” Questo paradiso non deve morire!”.

Una “fabbrica” a cielo aperto: Olbicella

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La vallata di Olbicella accoglie il turista, il viaggiatore o l’amante della natura come il ventre fecondo di una madre antica quanto la Terra. L’aria pungente e schietta solletica i pensieri e le gambe si muovono più svelte quando si cammina fra i boschi verde inglese e le rocce ferrose rosse come le toghe dei cardinali. Ad Olbicella (toponimo di derivazione pre-indoeuropea in qualche modo collegato con l’idea di acqua), laddove nasce l’Orba che bagna i paesi di Rondinaria, vive una comunià di 27 persone che curano il posto nel quale vivono con l’attenzione e la perizia di un botanico di fronte ad una specie rara di fiore tropicale. Il piccolo paese si anima il 10 di Agosto, la notte magica di San Lorenzo (patrono locale), quando si svolge la Fiera di San Lorenzo.

Da sinistra a destra: il Presidente della  Pro Loco Riccardo Zunino, Diana Goldchmied e Franco Facino

Da sinistra a destra: il Presidente della Pro Loco Riccardo Zunino, Diana Goldchmied e Franco Facino

WP_000367 (1)La Fiera di San Lorenzo, quest’anno dall’8 al 10 agosto, è una manifestazione che arriva a portare ad Olbiella quasi 1500 persone” ci dice con orgoglio il presidente della Pro Loco Riccardo Zunino “Si tratta di un grande sforzo da parte della Pro Loco, ma graditissimo. Offriamo, freschi ogni giorno, agnolotti, taglietelle al sugo, ai funghi e poi grigliate miste, contorni di patate e vino. Sono felice di poter dire che negli anni, anche grazie alle orchestre che rendono musicale la nostra valle, abbiamo ricevuto grandi soddisfazioni da questa fiera. Il tutto è organizzato grazie al volontariato di tutti gli abitanti di Olbicella, dai più giovani ai meno giovani.” Ma le iniziative non sono finite. Infatti il 16 Agosto ci sarà la Festa Medioevale: “La Festa Medioevale è un’occasione unica per tuffarsi in quella magica atmosfera di mille anni fa” ci dice l’ingegnere Franco Facino, una vita spesa a lavorare tra Genova e Milano ed ora  “fresco arrivato” nella terra dell’Orba selvoso “Il nostro paesino è lo scenario ideale per ricreare quelle atmosfere. Tramite fuochi, costumi e combattimenti d’epoca, grazie a delle compagnie specializzate che vengono da Genova e all’impegno di tutti i nostri volontari, chiunque vorrà avrà la possibilità di immergersi a pieno nel Medioevo”. La Pro Loco di Olbicella ha inoltre una particolare attenzione per le iniziative a carattere culturale: “Siamo piccoli ma abbiamo passione e curiosità da vendere” afferma Diana Goldschmied, che dal Golfo di Trieste diviso tra il Sud e il Nord dell’Europa e venuta ad abitare ad Olbicella: “Tutti gli anni organizziamo un tot di incontri culturali di grande prestigio”. Tanto per citarne solo alcuni” precisa Zunino “ l’anno scorso è venuto a parlarci il professore Bonaria di Molare, in merito alla questione dell’orografia della zona. Molto interessante la lezione che ha tenuto il professore di Linguistica Cacciafoco, dell’Università di Pisa. Anche se l’argomento era piuttosto tecnico, cioè l’origine del toponimo Olbicella, il docente è riuscito a rendere il tutto semplice ed interessante. È stata un’occasione unica per capire quanta storia è passata su queste alture e quanti passi di popoli e genti diverse hanno attraversato i boschi che ci circondano”.  Alla nostra domanda su cosa, in questo senso, fosse programmato per quest’anno Zunino ci dice: “Quest’anno verrà la marchesa Camilla Salvagoraggi, proprietaria dell’abbazia di Tiglieto, a parlarci della storia della sua beneamata famiglia. Poi verrà anche lo scrittore, pittore, eclettico artista e otorinolaringoiatria di grande fama Davide Reverberi a presentera la sua ultima opera “Le quintulle di Olbicella”. È stata organizzato anche l’incontro con Gianni Repetto che illustrerà il suo apprezzatissimo libro Il sapore della terra.”. Ma ad Olbicella non tutto è rosa e fiori. “La strada provinciale 207 che ci collega a Molare, dove risiedono tutti i servizi oltre che il Comune é sotto gli occhi di tutti. È un pericolo pubblico” stigmatizza il presidente della Pro Loco“trovo scandaloso che l’amministrazione comunale, provinciale o regionale non faccia nulla. Quando prendiamo la macchina, la moto o la bicicletta è come andare in guerra. Buche, piccole e grandi frane oppure improvvise asperità della strada rendono un percorso anche breve una via crucis. Inoltre vorrei sottolineare come, per recarsi ad Ovada, ci sia soltanto una corsa del bus, il martedì mattina, con partenza da Olbicella alle 8.30 e ritorno da Ovada intorno alle 11.30. Davvero troppo poco per una comunità, la nostra, che vuole vivere”. “Di sicuro non ci lamentiamo se qui c’è maggiore isolamente che da altre parti, ma non per questo dobbiamo rimanere tagliati fuori dal mondo” afferma deciso Facino “L’idea sarabbe di realizzare un grande servizio wi-fi che attraverso il campanile possa irradiare il segnale della connessione a tutti gli abitanti. Ma mi rendo conto che rimane una mera utopia se si considera il fatto che basta una piccola turbolenza per lasciarsi senza telefono per mesi. I cavi telefonici sono sottili come spaghi e un niente li fa staccare. Rendere più funzionali questi servizi elementari vorrebbe dire darci linfa vitale. Perché noi di Olbicella abbiamo tanti progetti per la nostra terra”. Infatti la Pro Loco sta tentando di ristrutturare il mulino: “Non so se ce la faremo a ristrutturarlo perché è un lavoro immane e molto costoso” ricorda il presidente della Pro Loco Zunino “ma per il momento l’ìntenzione è quella di rendere l’edificio un piccolo museo della civilità contadina. Chiediamo che qualche autorità ci dia una mano”. Diana Goldschmied ricorda: “Il medico più vicino è a Molare. Fino a 40 anni fa si recava una volta ogni 15 giorni ad Olbicella ora non è più cosi. Perché non ripristinare il servizio?”. Le persone che abitano Olbicella ci insegnano cosa vuol dire l’amore per la propria terra. Mentre stiamo per uscire dalla bella sede della Pro Loco, la signora triestina ci ferma e amichevolmente ci invita ad ammirare una curiosa strega, intagliata nel legno di un albero (opera del già citato dottor Riverberi): “Mai sottovalutare lo spirito dei luoghi. Amare un luogo significa amare se stessi: se non si ama se stessi né il luogo dove si vive, si potrebbe andare incontro a delle streghe malvage  lungo il percorso della propria vita”. Olbicella un posto da ricordare e visitare, pietra rossa dopo pietra rossa.

La "Strega" di Davide Reverberi

La “Strega” di Davide Reverberi

 

L’inchiostro fresco ha fatto visita alla gente di questa splendida vallata, sospesa tra il Pleistocene che vide il sorgere dell’essere umano e un ideale Colorado fatto di canyon e acqua limpidissima. Quando si legge che l’Italia potrebbe reggersi benissimo soltanto sul turismo i più storcono il naso, affermando che senza l’industria pesante e le fabbriche non si va da nessuna parte. Forse hanno ragione, forse hanno torto. Ma quando si attraversa una fabbrica a cielo aperto come questa vallata, non si può fare a meno di pensare che, attraverso una presenza dello Stato (nelle sue diramazioni comunali, provinciali e regionali) maggiore, si potrebbe trasformare questo scrigno di natura in un magnete potentisssimo per frotte di turisti da ogni parte del mondo. L’augurio de l’inchiostro fresco è che possa sorgere un nuovo Medioevo, ma non in senso negativo. Un nuovo Medioevo significa che queste valli e gole ricolme di natura e storia ritornino calpestate dai passi di pellegrini da ogni angolo del globo, come accadeva mille anni fa. Con mezzi, tecniche e idee diverse certamente. Ma l’uomo, che indossi un saio marrone oppure una tuta in gore-tex arancione non modifica il proprio gesto nel cammino: bisogna mettere sempre un piede dopo un altro, respirare a pieni polmoni e godere con gli occhi bene aperti tutti l’incanto di una vallata che nasce dalla notte dei tempi.

Gian Battista Cassulo e Mattia Nesto
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