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I risultati dei ballottaggi tra continuità e sorpresa

Ballottaggi 2014: La “protesta” di Pirro

imagesQuasi tutti i politologi e sondaggisti avevano predetto, per questa triplice tornata elettorale (Comunali, Regionali e Europee), un Partito Democratico attestato sulla “soglia Veltroni” del 2008 (quindi intorno al 33%), un MoVimento Cinque Stelle in espansione, che faceva sentire il fiato sul collo a Renzi e infine una Forza Italia boccheggiante e in grande difficoltà, ben al si sotto della “soglia di galleggiamento” del 15%. Le cose, per certi aspetti, sono andate in maniera ben diversa. La storia è storia ormai  nota: il PD ha stravinto, con quasi il 41 %, il M5S ha invece avuto una decisa battuta di arresto e Forza Italia, a parte alcune sacche di resistenza, si è quasi disintegrata. Beppe Grillo Matteo Renzi Silvio Berlusconi

In alcuni comuni d’Italia si è andati però al ballottaggio e qui i sondaggisti e esperti delle “cose della politica” si sono subito affrettati a predire una compatta vittoria del Centrosinistra. Non è proprio andata così: a Livorno, dopo oltre 60 anni di ininterrotto Governo “rosso”, la poltrona di primo cittadino è andato all’esponente del MoVimento Cinque Stelle, a Perugia ed a Padova ha vinto invece il Centrodestra mentre a Modena il PD non ha sfondato. Qualche ombra insomma sul successo di Renzi, su cui,  però, secondo i meglio informati, hanno pesato notevolmente (soprattutto in Veneto) le vicende relative allo scandalo tangenti del Comune di Venezia.

Ma i praticoni della politica avevano predetto un’altra cosa: queste elezioni sarebbero dovute essere le elezioni della “protesta senza se e senza ma”. A conti fatti invece si è potuto notare come l’elettorato, tendenzialmente, non abbia espresso un voto di protesta ma bensì un voto di continuità, se si pensa che, non certamente con questi numeri “bulgari”, il CentroSinistra era già e molto presente nei Comuni. Alla fine quella protesta che aveva gonfiato i gonfaloni del MoVimento Cinque Stelle in primis, si è rilevata una sorta di “protesta di Pirro”: cioè una protesta più di facciata che di sostanza. La popolazione italiana, nonostante la grave crisi in cui versano il nostro Paese e la rappresentanza politica, non ha voluto segnare uno “strappo” netto con il passato. Si è lasciata conquistare dalla rottamazione di Renzi, molto più soft o, ancor meglio, “pop” nei toni che invece le invettive di Grillo, talmente caustiche da risultare a lungo andare corrodenti per il proprio elettorato. La visione di una comunicazione politica all’insegna della durezza e asprezza, linea perseguita da sempre dal tandem Grillo-Casaleggio, questa volta non ha pagato; si è dimostrata vincente la “linea di Renzi”, fatta di grandi slogan, freschezza e un gusto per la battuta che lo contraddistingue sin dai tempi della presidenza della Provincia di Firenze.

soccorso-rosso-militanteQuindi, riecheggiando in qualche misura il Sessantotto, una “risata ha seppellito le urla di Grillo”? Molto più semplicemente la voglia di tranquillità ha sopravanzato l’esigenza di cambiare radicalmente. Ancora una volta è stato evocato il povero condottiero epirota, Pirro re dei Molossi: il quale si era fatto notare per essere il più grande vincitore tra gli sconfitti della Storia.

Pirro

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Mattia Nesto
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