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Angelo Spanò, portavoce provinciale dei Verdi, fa il punto della difficile situazione della discarica di Scarpino

Il rifiuto a parlare di rifiuti: il caso Scarpino

 

Genova - Discarica ScarpinoLa situazione della discarica di Scarpino è drammatica: il 7 giugno siamo stati informati che la Provincia ha concesso una proroga sino al 10 giugno. In questi giorni di chiusura ho notato che la città è stata invasa da cumuli di rifiuti. Ritengo che le responsabilità siano da addebitare in primis alla precedente gestione di Amiu,che non ha raggiunto, come prevede la normativa Europea,  il 65% entro  il 2012, mentre oggi forse siamo arrivati al 30%. Da fonti giornalistiche, vengo a sapere che in via informale la Regione sembra essersi mossa chiedendo alle regioni limitrofe (Lombardia e Piemonte), la disponibilità ad accettare accordi per il conferimento dei nostri rifiuti,cosa che, a quanto pare,non sembra essere stata accolta positivamente da tali regioni. Ma il problema della gestione del percolato e messa in sicurezza del sito, per cui si prevedono anche aumenti tariffari a carico dei cittadini, non sembra essere l’unica emergenza: di ben altri problemi   dovremo farci carico in caso di chiusura definitiva. Ci sarebbe da chiedersi come mai, fino a poco tempo fa la Regione potesse autorizzare conferimenti da altre regioni e ci chiediamo se questi accordi siano ancora in essere; mi riferisco all’accordo AMIU – UNIECO, quando evidentemente la gestione della discarica non consentiva tali conferimenti, anche a causa dell’insufficiente raccolta differenziata. Tutto questo evidenzia l’inadeguatezza dimostrata nella gestione della discarica e del ciclo dei  rifiuti: in considerazione dell’emergenza che potremmo dover affrontare, mi chiedo come mai il Direttore Generale di AMIU, Dott. Pietro D’Alema non abbia ancora sentito il dovere di dimettersi. Auguro nel contempo al Dott. Marco Castagna di raggiungere gli obiettivi che si è prefissato, cioè una seria raccolta differenziata degna di un paese civile. Auspico inoltre che questa emergenza, non venga usata come alibi per privatizzare l’Azienda.  Quando si assiste ad un “rifiuto a parlare di rifiuti” bisogna sempre drizzare le orecchie!

Angelo Spanò

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2 commenti

  1. Credo, temo, sia una battaglia persa. I genovesi non sono mai stati educati alla raccolta differenziata e coloro che avrebbero dovuto educarli se ne sono guardati bene dal proporre sistemi di raccolta differenziata. Dunque la gestione è da anni ’60, non ci sono impianti di trattamento alternativi alla discarica. E’ il sistema perfetto per gonfiare le discariche dove vanno i rifiuti tal quali. Come soluzione non credo basterebbe il licenziamento di D’Alema. Credo andrebbe azzerato l’intero CDA ma anche chi nel Comune di Genova ha per anni concesso e chiuso gli occhi di fronte alla totale indolenza dell’AMIU, e poi chi per volontà politica nelle giunte e nei consigli ha sempre opposto un rifiuto incondizionato alla costruzione di impianti di trattamento delle frazioni differenziate. Chi ha spaventato la popolazione, chi ha diffuso informazioni sbagliate. Insomma, secondo me il collasso è solo rinviato di qualche settimana o di qualche mese.

    • mnesto

      Grazie per il suo commento. Per quanto ci è possibile, in quanto “giornale piccolo ma tosto” continueremo a monitorare la situazione, nella speranza che le cose cambino, nettamente.

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