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Intervista al nuovo assessore alla cultura valligiano

Fazzari : rivitalizziamo Busalla con la cultura

Fazzari Fabrizio Comincia il viaggio di Inchiostro Fresco per conoscere i nuovi amministratori, eletti con la tornata elettorale del 25 maggio. Cominciamo da Busalla, dove abbiamo intervistato l’assessore alla cultura e comunicazione della giunta di Loris Maieron, Fabrizio Fazzari. Fazzari, 40 anni, nella vita di tutti i giorni è editor presso la prestigiosa casa editrice Sagep di Genova.

 Fazzari, per cominciare una curiosità: come si caratterizza politicamente la giunta Maieron, in quanto sui giornali sono uscite collocazioni tra le più disparate?

La lista “Insieme per Busalla” è assolutamente apartitica, all’interno di essa ognuno di noi ha le proprie idee e le proprie convinzioni, amministrare un Comune come Busalla è molto diverso da fare politica “di partito”. Personalmente le mie simpatie, così come quelle dell’assessore Tavella sono nel centrosinistra, mentre la vicesindaco Lindner le ha nel centrodestra. Nessuno di noi, a partire dal sindaco, è iscritto ad alcun partito.

 Quali saranno i suoi passi come assessore alla cultura del Comune di Busalla?

Innanzitutto per me è un ritorno, avendo già svolto il ruolo di assessore alla cultura, turismo e spettacolo e, ancora prima come delegato alla cultura. Lo definisco come un ritorno con idee nuove, maturate in questi dieci anni. La prima cosa, che sto già organizzando, è un percorso conoscitivo del patrimonio culturale busallese e la ricerca di un’interazione tra le associazioni che si occupano di cultura sul territorio. Io vedo l’assessorato come un punto di coordinamento e promozione di attività culturali destinate alla cittadinanza. A settembre ho intenzione di realizzare la “Giornata del patrimonio busallese”.

 Ci spieghi di cosa si tratta…

È una giornata dove i cittadini busallesi e non solo potranno scoprire la ricchezza culturale e storica del proprio territorio. Abbiamo molti punti di forza: a cominciare dall’Archivio Storico del Comune, che custodisce al suo interno informazioni importantissime e di estrema bellezza, come carte del territorio che risalgono dal XV secolo in poi, lettere autografe di personaggi storici e molto altro ancora. Ma anche la valorizzazione di figure locali di interesse, come Enrico Macciò che è stato recentemente riscoperto o Armando Frugone, un mecenate dell’arte benefattore del locale ospedale.

 Villa Borzino, che è una struttura potenzialmente molto bella si trova in uno stato di degrado evidente, cosa può fare il Comune?

Villa Borzino è il gioiello di Busalla, ma il degrado della stessa attualmente è evidente a tutti, vederla in questo stato mi crea un certo malessere. Qualche anno fa erano stati organizzati degli eventi, come “Le feste nel parco” ed era stata aperta una scuola di musica. L’idea è quella di riutilizzare la sala della musica, dove si trova un pianoforte a coda, per concerti o il salone per mostre d’arte e pittura. Oltre al bellissimo Ninfeo, altro punto forte della Villa è il suo giardino botanico, che è un patrimonio da recuperare e valorizzare.

 Attualmente è stato di grande interesse l’ingresso dello sciroppo di rose nei presidi Slow Food…

Assolutamente si, la stessa festa delle rose, che quest’anno è stata un grande successo e spero che cresca ancora, l’avevamo inventata già dodici anni fa. Si chiamava “Busalla è un fiore”. Era nata per dare una connotazione positiva al nostro paese. Purtroppo negli anni ’80 e ’90 Busalla era identificata come il paese della Iplom, a Genova vi era un’immagine del Comune come un paese inquinato e malsano. L’idea delle rose è molto ampia e spero ci sia la possibilità di svilupparla, perché le rose danno reddito e si adattano molto al nostro territorio. Pensiamo solo se i terreni abbandonati, oggi in preda ai rovi, fossero coltivati a rose da sciroppo…

 Busalla è data di forte associazionismo, notevole per un Comune di seimila persone, come pensa di collaborare il Comune con queste realtà?

Abbiamo un forte tessuto associazionistico e di volontariato, penso alla Pro Loco, l’Unitré, la Croce Verde, Paradase, la Scuola di musica “Emilio Borzino”, l’Unicef e molto altro ancora. Busalla dimostra con questo di essere un paese assolutamente vivo, quello che come Comune dobbiamo fare è creare una rete tra le diverse associazioni, per evitare sovrapposizioni tra le stesse e co-organizzare eventi ad ampio spettro.

 Infine l’ultima domanda: i bilanci dei Comuni in questi periodi di crisi e di tagli sono molto ridotti, come riuscite a lavorare in queste condizioni?

Purtroppo i tagli ci hanno colpito duramente e spesso la cultura viene considerata l’ultima ruota del carro, inevitabilmente bisogna saper utilizzare bene quel poco che arriva. Abbiamo in mente una serie di eventi che siano a costo zero o minimo per il Comune e la cittadinanza.

Fabio Mazzari
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