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ll nostro affezionato lettore fa un affresco della cittadina alle porte di Genova

Carmelo Balbi : ad Arenzano per risarcire

africa 2012 037 Nel breve scritto “Da Arenzano in ritiro”, generosamente ospitato sul sito “Inchiostro fresco” edito dal Club Fratelli Rosselli di Novi Ligure, testimoniando di una antica vocazione dei giovani arenzanesi per la vita sacerdotale e missionaria, si era riconosciuta vivace tale inclinazione nell’antico borgo del secolo scorso formato, e qui si deve fare ammenda, da pescatori e maestri d’ascia, come se i contadini delle sudate fasce di Arenzano non vi fossero a produrre già allora una discreta quota del prodotto interno di Arenzano.

Questa involontaria omissione della categoria dei lavoratori della terra, così importante nell’equilibrio di sempre : terra –mare della Città di Arenzano, e alla quale è difficile del resto sentirci estranei nell’entroterra genovese, ci restituisce il piacere di ritornare sui nostri passi per amabilmente rimediare.

Lasciando libero sfogo alla fantasia viene da chiedersi se chi arrivasse per la prima volta ad Arenzano, per esempio dalla pianura assolata integralmente a coltura o dalle colline ricoperte di splendide viti, rimarrebbe prima attratto dai monti pressoché spogli incombenti sulla Città o dal mare luccicante colpito dal sole d’estate?

Una retorica domanda per ribadire il perfetto binomio dal quale trae la sua capacità di attrazione il territorio arenzanese, interamente compreso nel Parco naturale regionale del Beigua, per gran parte di tipo montuoso, dalla costa verso il crinale della massima altitudine di 1.183 metri s.l.m. del monte Reixa e poi, verso il comune di Cogoleto, il monte Rama e il monte Argentea.

Intanto si deve fare un accenno alla morfologia del territorio, giudicata dagli esperti quanto meno particolare, poiché alcuni tratti montani si affacciano, come si è tentato di spiegare, direttamente sul tratto costiero con inevitabili riflessi sull’esercizio dell’attività agricola, specialmente quando doveva essere intensa nei tempi passati.

Il centro urbano di Arenzano era sino alla metà del secolo scorso raccolto attorno ad alcune strutture storiche come via Capitan Romeo, la bellissima passeggiata delle palme e dei pini mediterranei piegati dal vento, il porticciolo, alcune Ville di gran pregio, tra le quali il magnifico Castello Negrotto-Cambiaso residenza di antica famiglia nobiliare acquisito al patrimonio comunale all’inizio degli anni ottanta del secolo scorso come corollario necessario di una complessa operazione urbanistica che nel suo insieme ha in parte inciso, assieme ad altre iniziative, sulla capacità di ospitare della Città, con le inevitabili conseguenze sulla onerosità dei servizi.

Nei primi decenni del secolo scorso le famiglie contadine avevano dunque molti più terreni a disposizione per praticare la loro attività di semina e di cura di alberi da frutta. Il clima mite della Riviera favorisce molte delle colture tradizionalmente praticate con risultati soddisfacenti rispetto alla fatica richiesta appunto da un territorio a balzi, per il quale si sono sempre rese indispensabili opere di graduale sostegno, come avviene del resto un po’ in tutte le zone a vite o a frutto della Liguria sospese tra il monte e il mare.

Tutti i siti specializzati che trattano di Arenzano indicano il turismo come attività prevalente. Si vantano le molte strutture ricettive. E’ sicuramente importante il porticciolo turistico che, si dice, verrà ampliato, aumentando i posti nave.

Quel che sembra potersi scrivere è che i contadini sono ancora presenti ad Arenzano. Per rendersene conto è sufficiente visitare una parte, quella a loro evidentemente riservata, del “mercato” del venerdì.

La freschezza dei prodotti esposti per la vendita testimonia di un lavoro costante, fatto con la stessa passione di un tempo, esposto talvolta alla inclemenza del tempo, sempre ripreso con le regole di chi rispetta la natura e sa di potersi attendere anche eventi contrari, ma ha la fiducia di chi crede nella terra.

Adempiuto all’obbligo risarcitorio verso i lavoratori della terra di Arenzano contratto in precedente pezzo comparso sul sito “on line” dell’editore Club Fratelli Rosselli di Novi Ligure, si deve però concordare con le Autorità comunali della Città della Riviera di Ponente Ligure, quando indicano nel turismo l’attività assolutamente prioritaria del loro Comune.

Si deve anche rilevare che coerentemente con un visione di progressivo sviluppo del turismo, in un contesto di equilibrata espansione generale della Città, stanno prendendo sempre più corpo iniziative di riqualificazione di aree e ville di notevole valore culturale.

Alla fine del risarcimento sembra opportuno fare un passo indietro: si sente la necessità di confessare che si è familiarmente parlato del Parco naturale regionale del Beigua e della vetta del monte Reixa senza aver mai avuto purtroppo la volontà di raggiungerla.

23/6/2014 – Carmelo Balbi 

Arenzano_panorama

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