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Politica sputacchiosa

Porcellum, Italicum o Renzinculum?

Quando si è al bar o tra amici o anche in una riunione di partito informale, parlando e discutendo sulle scelte politiche o citando leggi, si può benissimo in termini discorsivi scendere pure ad espressioni colorite o barzellette del tipo di quella usata da Forattini nella sua famosa vignetta con Pertini e Craxi.

 

Il merdometro

 

La vignetta era intitolata “Il merdometro” dove i due politici, ambedue di estrazione socialista, ragionavano attorno ad un palo piantato per terra, riportante tacche in centimetri, con Pertini, notoriamente più basso di Craxi che con una asticella indicava al suo collega di Partito l’altezza giornaliera alla quale era arrivato il merdometro, ovvero l’indice della politica italiana degli anni’80.

Orbene, se questi discorsi sono accettabili nel contesto sopradetto, non lo sono quando vengono fatti nell’ambito delle istituzioni e dai rappresentanti e da chi nelle istituzioni siede.

 

Il Porcellum

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Ad esempio, prendiamo la legge 270 del 21 dicembre 2005, ovvero la legge “Calderoli” sulla Riforma Elettorale che eliminava le preferenze. Questa legge fu presto soprannominata, in primis dal noto politologo Giovanni Sartori, il Porcellum. Ed ecco tutti i politici all’improvviso avere in bocca questa stridente parola!!!

Tra essi chi ne ha più abusato è l’onorevole Pina Picierno del Partito Democratico, la quale forse per la sua stessa conformazione delle labbra, riesce a proferire questa parola con un disprezzo tale, una smorfia sputacchiosa, tanto che il Porcellum sembra ancora più Porcellum.

 

Le discussioni nelle Istituzioni sartori-full-243851

Noi modestamente riteniamo che i politici dovrebbero citare le leggi non con i soprannomi che qualcuno, anche del mondo accademico, molto goliardicamente ha dato, ma con il loro nominativo ufficiale. Perché se fosse ammissibile usare le smorfie negli interventi parlamentari (dove purtroppo ne abbiamo visto di “cotte e di crude”: dalle mutande, ai cappi, dalle manette, alla mortadella) allora quali smorfie dovrebbe fare Picerno quando si trova a parlare degli esodati, lasciati sulla strada dalla legge Fornero, oppure sui crolli di Pompei, dove ai tempi di Bondi per un muretto caduto ci fu un terremoto mediatico mentre oggi con Franceschini anche se crolla un’intera domus interessa a pochi se non a nessuno, per non parlare ancora della vicenda dei due marò, lasciati a marcire in India, per una demenziale decisione del governo Monti, che praticamente li ha consegnati nelle mani di uno Stato che a tutt’oggi non è ancora riuscito ad avviare un processo. Ed ancora, Picierno come commenterebbe la proposta, sempre di “barbapapà” Franceschini,  per la creazione dei “famosi” mille posti di lavoro per la tutela dei Siti Archeologici per i quali occorreva avere una laurea in Archeologia con una retribuzione di 500 euro lordi al mese con sede d’impiego Roma?

 

Conclusioni Picerno Porcellum

 

Ecco, Pina Picierno se dovesse descrivere tutte queste “politiche pubbliche” lo farebbe storcendo la bocca così come la storce quando cita il Porcellum?

 

 

Il Renzinculum

 

E poi ancora permettetemi un’altra riflessione, visto che oramai nella politica italiana stanno “volando gli stracci” come nelle classiche liti da ballatoio.

Se Picerno aveva così in antipatia il Porcellum, come mai attualmente sta sostenendo a spada tratta l’Italicum?

Con il Porcellum per lo meno si poteva andare a votare, con l’Italicum ci stanno togliendo anche questa possibilità, perché per eleggere un intero ramo del Parlamento non si può più andare alle urne, in quanto totalmente nomintato!

E questo ramo è il Senato, che esprime la seconda carica dello Stato.

A noi, de l’inchiostro a questo punto l’Italicum ci verrebbe da chiamarlo Renzinculum, così Picierno potrebbe sfogarsi a pronunciarlo come le pare.

Redazione
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