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Intervista con Walter Pieretti Lino, massimo esperto di birdwatching

L’uomo del birdwatching vive a Serra Riccò

Lago Blu Luglio 1997 - Maya e Famiglia

Walter Pieretti Lino a Lago Blu con la famiglia

 Un hobby nato realmente per caso, diventato la passione di una vita, stiamo parlando del birdwatching e di uno dei massimi esperti nazionali, Lino Pieretti, per tutti Walter, di Serra Riccò. Pieretti ha dato alle stampe, in proprio, il libro Gli occhi nella natura, presentato in anteprima alla Fiera Internazionale del Birdwatching tenutasi lo scorso Maggio a Comacchio nel Parco Naturale del Delta del Po e recentemente alla rassegna “Millerbe” di Torriglia, dove racconta la nascita della sua passione. Ora è alla ricerca di un Editore. Il libro, di cui vi sarà un’ampia recensione sul numero cartaceo dell’Inchiostro Fresco di settembre, sarà disponibile nel mercatino di San Rocco del prossimo 16 agosto, unitamente ad altri libri editi da scrittori del Comune polceverasco.

Sig. Pieretti, da quando è nata in lei la passione per il birdwatching?

E’ nata alla fine degli anni settanta, precisamente nel dicembre del 1978, prima di allora non avevo mai letto nulla di questa attività. Sabato 9 dicembre, lo ricordo ancora molto bene, eravamo appena sposati, andai a fare un’escursione con mia moglie sul monte Pizzo, qui in alta Valpolcevera, ed osservammo un uccello sconosciuto, scoprendo in seguito che si trattava di una Poiana. Da allora ho cominciato ad appassionarmi al birdwatching.

All’epoca, alla fine degli anni settanta, il birdwatching non era conosciuto in Italia…

No assolutamente, al di fuori dell’Inghilterra, era quasi completamente sconosciuto. Al punto che, quando iniziai ad appassionarmi al birdwatching molti mi prendevano fin in giro perchè “andavo dietro agli uccelli”.

Da quel dicembre del 1978 sono avvenute molte cose, come si è sviluppata, negli anni, la sua passione per il birdwatching?

Piano piano ho cominciato a leggere dei libri sull’argomento, prevalentemente francesi, ed ho scoperto che vi erano appassionati, seppure pochi, anche in Italia. La mia coscienza animalista, che avevo già, dalla nascita della passione per il birdwatching è ulteriormente aumentata. Sono entrato a far parte della Lipu, fondando dapprima una delegazione qui a Serra Riccò, divenendo poi Responsabile Provinciale, quindi Regionale ed infine, per dodici anni, nel Direttivo Nazionale. Nel Consiglio Nazionale della Lipu ho conosciuto Fulco Pratesi e sono entrato in rapporto di amicizia con personalità come Danilo Mainardi e il Giornalista Rai Mario Pastore, allora nostro Presidente.

Era riuscito a coinvolgere persone in questa passione?

Si, erano arrivati, molto incuriositi da quello che facevamo, un discreto numero di persone, giovani ma anche uomini e donne di oltre sessant’anni. Uno dei ricordi a cui sono più legato è una mia foto che ritrae un giovane Falco della Regina scattata al Campo di Protezione di Sant’Antioco, in Sardegna, e pubblicata sul primissimo numero della rivista “Airone”, del maggio 1981.

Dal 1981 ha cominciato ad organizzare viaggi di osservazione naturalistica in giro per il mondo…

Le nostre gite erano accompagnate da persone come Marco Lambertini attuale presidente del WWF internazionale e Fernando Spina, attuale Dirigente dell’ISPRA e responsabile europeo oppure l’indimenticabile Luciano Cortesogno, professore di petrologia e petrografia all’Università di Genova. Nel corso dei viaggi ho potuto visitare dei posti magnifici, come le Isole Gàlapagos, ma anche l’Africa Australe, l‘Amazzonia e molto altro ancora, anche posti più vicini a noi come la Càmargue, l’Extremadura, le Isole Svalbard

Ha mai effettuato osservazioni di uccelli notturni?

Tantissime volte, i rapaci notturni sono i più difficili ma i più interessanti da osservare, quando si studiano queste specie si va all’ascolto, cercando di cogliere le ore in cui si può sentire il loro canto. Trent’anni fa, le osservazioni notturne si facevano così, senza infrarossi e mezzi tecnologici.

Ci sono delle specie di uccelli che “preferisce” rispetto ad altre?

E’ difficile dirlo, ogni specie ha la sua bellezza, se proprio devo una specie che mi ha sempre appassionato è il Gipeto, i primi li avevo osservati in Corsica, mentre nel territorio della penisola italiana erano estinti, poi qualche tempo dopo li ho potuti osservare, con grande emozione ad Entracque ed adesso sono stati reintrodotti sul nostro territorio. La zona di Entracque, e la sua controparte francese del Mercantour ha la più alta biomassa animale quindi territorio ideale per il più grande Avvoltoio del Paleartico Occidentale.

Il viaggio più emozionante qual è stato?

Secondo me le Gàlapagos, che sono un vero e proprio paradiso terrestre, dove si va con barche particolarissime e c’è il numero chiuso di turisti, con un certo orgoglio sono stato io a proporre la tassa di ingresso al centro Darwin proprio per selezionare i visitatori. Altri posti meravigliosi sono le montagne Maya in Belize, dove si possono osservare i Giaguari, la Costa Rica ed il Pantanal in Argentina.

Il suo interesse è stato rivolto solo agli uccelli?

Assolutamente no, gli uccelli sono i più facili da osservare, appunto gli occhi nella Natura, ma tutto di essa mi affascina e dal 1984 raccolgo dati sulla presenza della Lince in Liguria e presto pubblicherò un libro dove racconterò l’incontro con tre giovani occorsoci Sabato 17 Marzo 2012 .

In tutte queste soddisfazioni ha un rimpianto?

Uno solo, nel 2002 stavo per trasferirmi a vivere, con mia moglie e mia figlia, in Sudafrica, il regno di Mandela, paese che da tempo mi affascinava, innanzi tutto per la sua varietà di ambienti ed ecosistemi, poi perché è uno dei terreni più antichi, potremmo dire il centro della Pangea, rimasto intatto dalla deriva dei continenti: nel suo territorio rari sono i terremoti e non ci sono vulcani attivi, inoltre era stata abolita da poco, 1992, l’apartheid perciò era una nazione in piena apertura verso il mondo ed il rispetto fra le razze umane. Volevamo aprire una Game Reserve esclusiva, confinante l’immenso Addo Elephant National Park, con Elefanti, Leopardi e Rinoceronti liberi ovunque. Avevamo stilato un Business Plan preciso, erano pronti anche i disegni dei lodge poi, purtroppo, dopo un anno di lavoro, per motivi non dipendenti da noi, dovemmo rinunciare.

Fabio Mazzari
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