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Il Direttore della Coldiretti Alessandria Simone Moroni fa il punto della situazione

Nell’estate che non c’è si “taglia” tutto… ma non la qualità

Riceviamo e con piacere pubblichiamo.

Strana è sicuramente strana questa estate che non c’è.

Pazza dal punto di vista del meteo, dannosa per il reddito delle aziende che si trovano a dover fare i conti con mancati raccolti e campi allagati, disastrosa anche per l’accoglienza turistica che da nord a sud registra un segno meno di prenotazioni.

Il maltempo, unito alla crisi, non sta giocando a favore del rilancio del  nostro Paese sotto nessun punto vista, a tal punto che un italiano su cinque che trascorre almeno un giorno di vacanza dormendo fuori ha scelto di rimanere nella propria regione di appartenenza.

Il dato emerge da una indagine Coldiretti/Ixè dove viene evidenziato che, per risparmiare, ben il 10 per cento ha scelto quest’anno destinazioni più vicine.

In ogni caso, il 74 per cento di coloro che si possono permettere una vacanza è rimasto, o rimarrà, nella penisola mentre il 23 per cento ha scelto un altro Paese europeo e solo una piccola minoranza si sposterà in Paesi extracomunitari.qualita

Cambia, dunque, il concetto di ferie dove a vincere in questa estate 2014 paiono essere gli spostamenti in giornata per raggiungere località turistiche al mare, al lago o in montagna purchè situati nelle prossimità. Ciò si può tradurre in una vittoria del chilometro zero, sancita anche dal fatto che il 36 per cento degli italiani in vacanza quando mangia fuori è attratto dalla cucina locale per la quale è disposto a pagare di più: è probabilmente questo il segreto del successo in Italia degli agriturismi dove si conservano le ricette della tradizione contadina. La crisi cambia però anche le tendenze: infatti, quest’anno quasi un italiano su quattro tornerà dalle vacanze con prodotti tipici come souvenir, magari acquistati direttamente nelle fattorie e nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica: il modo migliore per pubblicizzare l’enogastronomia locale, diventata una componente irrinunciabile della vacanza Made in Italy.

Ma un dato emerge su tutti: se si “taglia” su distanza, tempo e spesa rimane  alta l’attenzione verso la qualità.

Una qualità che è sinonimo di Made in Italy in tutto il mondo, a partire dall’offerta agroalimentare.  

Redazione
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