Home | Appennino | Emarginazione all’Outlet di Serravalle?

Una riflessione, tra sentimenti e rapporti umani, a proposito di un articolo postato su Facebook da Magdi Cristiano Allam all’Outlet di Serravalle

Emarginazione all’Outlet di Serravalle?

Prologo

 

Mi ricordo che nel pieno degli anni Sessanta, quando Novi era in mano ai vandali che la stavano trasformando da centro agricolo/commercial borghese in un’anonima periferia, con i suoi informi casermoni incombenti sugli antichi villini che hanno resistito alle ruspe dei palazzinari,  così come oggi si presenta agli occhi di uno sprovveduto viaggiatore, ero  innamorato perso di una bella ragazza: Silvia.

Appena il suo sguardo incrociava il mio, diventavo tutto rosso come un peperone, ma avevo quindici/sedici anni e il rossore ci stava bene!!! 

GB Cassulo tra i quindici e sedici (prima di rovinarsi)

GB Cassulo tra i quindici e sedici (prima di rovinarsi… crescendo!!!)

 Un giorno, doveva essere una domenica mattina di inizio primavera, la vidi da lontano arrivare tutta elegante, fresca e vaporosa, per la messa grande, quella delle undici. Io stavo andando in tutt’altra direzione, ma al suo apparire, feci una repentina inversione ad U, stando bene attento a non essere notato in quel mio improvviso cambio di direzione e, destreggiandomi in modo che la cosa sembrasse il più naturale possibile, mi misi esattamente sulla linea d’aria del suo passo. Era con un’amica ma i miei occhi erano solo per lei.

La segui in chiesa, quella dei Frati, da poco rimessa in ordine grazie al buon cuore dei parrocchiani che si erano autotassati comprando i mattoni “faccia a vista” con buoni da 50 lire e che ancora sorgeva quasi in campagna, anche se su di essa si stavano pericolosamente allungando le ombre delle gru della più sfrenata, sfrontata e selvaggia speculazione edilizia (vedi anche http://www.inchiostrofresco.it/blog/2014/07/29/1961-1971-piano-regolatore-novi-ligure-spinte-speculative-false-illusioni/).

Ero un po’ titubante nell’entrare dato che, dopo la dura educazione impartitami dai Gesuiti quando ancora  frequentavo l’Istituto Arecco di Genova, più che avvicinarmi alla religione me ne ero allontanato rifugiandomi in un laicismo del quale ancora oggi vado fiero, ma per se “per Parigi valeva bene una messa”, per Silvia andava più che bene una capatina in chiesa.  

Inizialmente,  nella penombra della navata, non fui subito in grado di capire dove la Silvia fosse andata a sedersi. Ma, dopo aver girato la testa di qua e di là, un po’ in imbarazzo nel rimanere lì in piedi come un fesso, finalmente, la scorsi: era seduta su una panca delle ultime file a sinistra, bella come un’apparizione di un angelo.

Allora, quatto, quatto, andai a sistemarmi nella fila dietro di lei.

Ero al settimo cielo, perché finalmente potevo vedere da vicino quella  ragazza per la quale spasimavo, anche se mi sentivo a disagio, perché intorno a me c’erano solamente donne, e infatti, mentre guardavo il dolce profilo di Silvia,  ecco che il mio sogno d’amore si interruppe bruscamente, perché qualcuno mi toccò sulla spalla dicendomi: “Ragazzo cosa fai nella fila delle donne? Vai immediatamente nello spazio degli uomini, screanzato!”.

Era stato il sagrestano a rimbrottarmi e a farmi vergognare come, è il caso dirlo, un ladro in chiesa

 

 

Gian Battista Cassulo

 

Magdi Cristiano Allam

Magdi Cristiano Allam

La cronaca

Il breve episodio sopra raccontato è avvenuto realmente e protagonista è stato il nostro direttore Gian Battista Cassulo. Tutto ciò non è accaduto nell’Ottocento ma nei relativi più recenti anni Sessanta, l’epoca delle Vespe e dei balli ye-ye­, o per meglio dire quelli del boom economico che ci hanno fatto dimenticare gli orrori della Seconda Guerra Mondiale. 

Questo quadretto di gioventù ci serve però per commentare la notizia, che tanta eco sta avendo sui social media, per la quale presso l’Outlet di Serravalle Scrivia ci sarebbe in atto un “tentativo di applicare la sharia”. Infatti, scorrendo la pagina Facebook del convertito al Cattolicesimo, il famoso giornalista Magdi Cristiano Allam, si legge che a Serravalle è stata organizzata “un’area di preghiera e meditazione”, di fianco al fiammante Ferrari-Store, con un ingresso riservato agli uomini e uno per le donne. Tuoni e fulmini sul cielo di Libarna!

La "zona di meditazione" dal profilo Facebook di Magdi Cristiano Allam

La “zona di meditazione” dal profilo Facebook di Magdi Cristiano Allam

Ecco che uno stuolo di commenti al vetriolo, ondate di sdegno e polemiche si sono levati dal popolo del web, dimenticandosi che la distinzione nell’assegnazione per sesso degli spazi durante le funzioni religiose era pratica comune anche qui da noi sino a non molto tempo fa, come riportato nell’episodio sopra esposto.

Il fatto dunque di per sé, ad un’osservazione un poco meno superficiale, come da terminologia tribunalizia, “non sussiste”. Infatti la zona di culto con ingressi separati è stata pensata dagli organizzatori per dare modo ai credenti di religioni che precettano ciò, di entrare in modo separato, mentre a quelli professanti religioni che non lo esigono, di entrare assieme. Non è una scelta escludente, ma tutto l’opposto: si vuole dare la possibilità di includere tutti i possibili culti.6

 

Il fatto di per sé, ad un’osservazione un poco meno superficiale, come da terminologia tribunalizia, “non sussiste”. Infatti la zona di culto con ingressi separati è stata pensata dagli organizzatori per dare modo ai credenti di religioni che precettano ciò, di entrare in modo separato, mentre a quelli professanti religioni che non lo esigono, di entrare assieme. Non è una scelta escludente, ma tutto l’opposto: si vuole dare la possibilità di includere tutti i possibili culti.

 Le riflessioni di noi de l’inchiostro fresco

E quindi, permetteteci una riflessione  finale traendo spunto dall’episodio iniziale. Non più tardi di 50, 40 ma anche 30 anni fa nelle chiese d’Italia vi erano le file per gli uomini e quelle per le donne. Non si poteva entrare in minigonna, canottiera o con il capo scoperto, almeno limitandoci agli indumenti femminili. È inutile fare tanto quelli “moderni e tecnologici” quando basta una scritta in arabo per metterci paura e muoverci a reazioni spropositate.

In questo senso, proprio per conoscerci meglio ed evitare a priori incomprensioni, già da tempo, noi de “l’inchiostro fresco” abbiamo iniziato a dare spazio e voce a questi nostri concittadini venuti dall’altra sponda del Mediterraneo. Come testimonia l’articolo titolato “Un pezzo d’Oriente nel cielo di Novi Ligure” , a firma di Gian Battista Cassulo apparso sul numero di Dicembre 2006, dove si descrivevano le attività e le persone del Centro culturale islamico di Novi Ligure, con un’intervista al locale Imam Hannimi Hassan. E da allora ciclicamente pubblichiamo pagine, inserti o servizi mirati riguardanti la comunità islamica qui da noi presente.

 

 

Robespierre & Scaramouche
Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione con un commento all'articolo, che verrà moderato dalla redazione prima della sua pubblicazione. Affinché il tuo contributo possa essere pubblicato, dovrà attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato* Campi obbligatori *

*

Torna ad inizio pagina