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Una legge elettorale che dura il tempo di una bustina del thé

Tovo (UDC) : l’Italicum è un rischio per la democrazia

cropped-foto-tovo Il Segretario Provinciale dell’UDC Genova, ed ex assessore del Comune di Sant’Olcese, Massimiliano Tovo esprime, in questa intervista, i forti dubbi in merito alla legge elettorale “Italicum” che il Parlamento sta votando in questi giorni, oltre che sulla futura Città Metropolitana. Nel suo blog personale Tovo ha definito l’Italicum come la “legge del thé” perché dura il tempo di infusione di una bustina.

Dott. Tovo, lei nel suo blog ha espresso parecchi dubbi sull’Italicum e soprattutto sull’abolizione del Senato…

Assolutamente si, stiamo scivolando in un nuovo populismo, attualmente c’è malcontento verso la politica ed è facile dire “tagliamo la classe politica” e “togliamo le risorse ai partiti”, quando il paese è in crisi queste cose prendono. Ma prendiamo la seconda ipotesi, se si toglie il finanziamento pubblico ai partiti si toglie la possibilità a tutti di accedere alla vita politica, che tornerà ad essere dei “notabili”, ovvero imprenditori che saranno in campo in prima persona oppure, molto più facilmente dietro le quinte.

Forti dubbi li aveva espressi anche sulla futura “Città Metropolitana”…

Anche qui siamo di fronte ad una negazione della democrazia, si è parlato di abolizione delle Province, che in realtà sono state trasformate, quelle piccole eleggeranno un presidente scelto dai sindaci in conclave, mentre per quelle di grandi dimensioni, come Genova, si è giunti alla città metropolitana che è una cosa inutile per noi.

In che senso è inutile?

Le città metropolitane all’estero sono grandi agglomerati, di città vicine, che hanno minimo tre milioni di abitanti. In Italia solo Roma, Milano e Napoli arrivano a questa cifra, nel caso di Genova si parla di una realtà di circa 870mila abitanti, con un ulteriore rischio antidemocratico : chi vive nel Comune di Genova voterà il suo sindaco ed il “sindaco metropolitano” che saranno la stessa persona, mentre chi vive in un qualunque comune della Provincia voterà solo il suo sindaco e si vedrà imporre un rappresentante non eletto.

Passiamo alla riforma del Senato, lei nel suo blog ha espresso fortissimi dubbi sulla riforma della camera alta e sulla legge elettorale…

Sono molto preoccupato, sia sulla cosiddetta riforma del Senato che sul cosiddetto Italicum, che non ritengo altro che un ultra-porcellum, una vera e propria “porcata della porcata”. Che senso ha avere cento senatori, non eletti ma nominati? Non sono tanto i senatori che costano ma la macchina che c’è dietro, se davvero il Senato non va più bene piuttosto aboliamolo del tutto, anche se, personalmente, ritengo che il Senato è utile, perché la camera alta è quella della “saggezza” e non del “vecchio” come si pensa adesso, ovvero il riconoscimento di chi aveva avuto esperienza e poteva metterla a disposizione dell’uso per il bene comune. Con questa riforma prevale nettamente il populismo, inoltre a questa riforma sta partecipando il padre della “porcata”, ovvero l’ex ministro Roberto Calderoli, che sembra essere passato da “genio del male” a padre costituente, queste cose sono inammissibili.

Quindi anche la politica di Renzi si inserisce nel populismo…

In molti campi si, mi sembra che dopo il populismo di Berlusconi siamo passati al populismo di Renzi, inoltre considero l’Italicum, se passerà così come proposta, ampiamente anticostituzionale, questa proposta di legge non tiene conto di due sentenze della Corte Costituzionale del 2010 e del 2013, dove ci sono dei principi che spiegano che non si può limitare, con legge elettorale la possibilità di scelta dell’elettore, la lista bloccata invece è un limite dell’elettore a scegliere, la sentenza parla chiaro : ci vogliono le preferenze.

I detrattori delle preferenze dicono che si rischia il voto di scambio…

Se vogliamo evitare i rischi del voto di scambio allora anzichè le preferenze possiamo adottare il sistema della Gran Bretagna, ovvero turno secco su collegio uninominale.

Un altro problema è dato da un sistema proporzionale con voto di maggioranza…

Esattamente, siamo dinanzi ad un controsenso vivente : il proporzionale è proporzionale, il premio di maggioranza esiste solo nei sistemi maggioritari. perché prima ho detto “porcata delle porcate” perché l’Italicum rischia di legittimare la vittoria ad una forza politica pur non ottenendo il 50% più uno, non si è mai vista la maggioranza di una minoranza, la legge Calderoli è stata dichiarata anticostituzionale proprio per questo. Ancora peggio è il sistema del ballottaggio se una forza non raggiunge il 40% dei voti, ciò è assurdo, il ballottaggio si fa se uno non raggiunge il 50+1 dei voti, perché la legge che vale per i sindaci non deve valere per il Parlamento?

Secondo lei perché hanno pensato una legge elettorale come questa, che presenta palesi anticostituzionalità?

E’ molto semplice, stanno pensando ad una legge elettorale fondata sui sondaggi! Siamo all’assurdo, per vent’anni si è combattuto il berlusconismo che era considerato un sistema basato sui sondaggi e si sta seguendo la stessa strada. Io mi ribello a questo, preferisco essere un pesce fuor d’acqua ma denunciare una cosa che non appartiene ad un popolo repubblicano, la vera Resistenza non è andare in piazza una volta all’anno il 25 aprile, ma difendere tutti i giorni i principi ed i valori della nostra Costituzione, che è ancora oggi una delle più moderne del mondo, il suo unico difetto è di non aver mai avuto una classe politica adeguata che l’abbia attuata.

Da dove si potrebbe partire per avere una legge migliore di questa?

Non è molto difficile, basterebbe prendere i principi dell’Illuminismo di Montesqieu, ovvero la divisione dei tre poteri : esecutivo, legislativo e giudiziario. Se passasse l’Italicum avremmo l’unione dei primi due perché il Governo da esecutivo diventerebbe anche legislativo, compito invece del Parlamento. Un ultimo punto a cui terrei molto è il limite di mandato, dopo tre legislature non deve essere più possibile candidarsi in Parlamento.

Fabio Mazzari
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