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Un giro tra Riviera, Valle Scrivia e Val Polcevera tra personaggi e aneddoti

Da Arenzano alla Guardia

carmelo balbi Sono sicurissimo di essere salito al Santuario della Guardia con diverse compagnie a partire dagli anni della mia gioventù sino a quelli della mia età variamente matura sempre partendo dal mio Paese.

Sono certo che alla circostanza non si potrà attribuire un significato particolare, ma per la prima volta dopo tanti anni un invito particolare ricevuto dal Rettore del Santuario Monsignore Marco Granara ha combinato che la stazione di partenza verso il Monte Figogna fosse Arenzano.

Perché non vi siano equivoci sul mezzo usato per salire agli 804 metri del piazzale del Santuario, proprio in questa coinvolgente atmosfera della prossima Mare e Monti, si deve ammettere di aver escluso il percorso tracciato che partendo dal Santuario del Bambino Gesù di Praga scavalca le dorsali della Valle Stura e porta sul monte di Ceranesi in una camminata insieme che non avrebbe lasciato il fiato per una conversazione necessaria.

Meglio con una vecchia Polo, in regola con bollo e assicurazione di legge, sulla Provinciale sino a Bolzaneto e poi sulla tortuosa strada verso il nostro Santuario, sentinella del Golfo Ligure dove ci attendeva una serata particolare proprio quel giorno di San Lorenzo, sabato 9 agosto scorso .

Monsignor Marco Granara riesce a governare tutte le attività che ruotano attorno al famoso Santuario, scende ogni settimana, generalmente il sabato, al suo Paese di San Bartolomeo di Vallecalda di Savignone avendo mantenuto la titolarità della nativa Parrocchia, presiede alcune Associazioni in Città, come per esempio quella assai importante della Antiusura Genovese.

Non perde neppure l’occasione delle Stelle cadenti per invitare l’Ingegnere Franco Malerba ad una conferenza che avrebbe dovuto concludersi con una illustrazione visiva della volta celeste se non fosse stato che la notte tra il 9 e il 10 agosto, sempre quella, il Monte Figogna risultò avvolto da una nebbia fittissima che nascondeva, con molta probabilità, nubi altrettanto ostili ad un esame del cielo.

Pensare che Franco Malerba, nostro compaesano di Busalla, illustre scienziato, primo astronauta italiano nello spazio, temeva la Luna piena e troppo luminosa per consentire una visione accettabile della volta!

E’ riservato ai semplici di cuore provare le forti emozioni di incontri insperati, ma io, che evidentemente sto invecchiando, ho rivisto Franco quando lui era bambino, figlio del Capo Stazione Principale della Stazione di Busalla, mentre usciva dalla casa destinata appunto al Dirigente, ed io ero un giovanotto vicino alla ventina in attesa di prendere un treno.

Abbiamo convenuto che la Stazione ferroviaria di Busalla è pressoché abbandonata consolandoci constatando che l’appartamento dove è cresciuto l’astronauta è oggi destinato ad aule dell’Istituto Primo Levi ramo ragionieri.

Poteva andare peggio, come sta succedendo all’ex Ospedale di Busalla destinato a diventare un cronicario che si aggiungerà a tutti quelli esistenti nella zona, tanto da far constatare che la vecchiaia può essere un felice, meritato traguardo, un guaio per chi la raggiunge povero, solo, acciaccato, ma un affare lucroso per chi ne gestisce le conseguenze sociali in regime di concorrenza.

Bisogna riconoscere che le visite di Franco Malerba in Italia, da Parigi dove risiede, ha famiglia e lavora non hanno mai solo un carattere di ritorno alla casa, ad alcuni affetti, a numerose amicizie come quella di Monsignore Granara.

L’ingegnere Malerba trova evidentemente il tempo di seguire le vicende italiane e di rendersi disponibile nelle sedi internazionali deputate a decidere sui programmi spaziali in favore della nostra.

La sua ampia relazione nella bella sala del Santuario, dopo una cena conviviale con una settantina di intervenuti, nel ristorante della Cooperativa San Giorgio, ha interessato un pubblico evidentemente non nuovo a seguire argomentazioni scientifiche sulla conformazione dell’universo e sulle possibilità dell’uomo di penetrare sempre più i suoi segreti.

Franco Malerba è stato un coraggioso astronauta, ma oggi sa essere un prestigioso divulgatore che mette al servizio di chi voglia conoscere meglio il mondo e se stessi la sua straordinaria esperienza. E lo fa accanto ad un Sacerdote, Monsignore Marco Granara, che si affida saldamente alla fede in Dio, ma non è ostile ad ogni approfondimento scientifico che innalzi il grado di comprensione dell’uomo e illustri le scoperte scientifiche in ogni campo.

Dopo la lunga e documentata esposizione della presenza dell’uomo nello spazio attraverso la specifica esperienza di Franco Malerba, di qualche anno più giovane, sempre sorridente nelle varie fasi del lancio da Cape Canaveral e della permanenza in orbita nel lontano 1992, non sono mancate domande di un pubblico assai interessato e partecipe.

Alla fine anche Don Marco ha sentito la necessità di esprimere il proprio apprezzamento per l’attività spaziale in generale e per l’amico Malerba, con la convinzione che le scoperte e i progressi scientifici non sono in antitesi con l’idea dell’esistenza di un Dio che governa gli infiniti universi che, a quanto pare, ci circondano.

L’ora tarda e la nebbia fittissima che avvolgeva il Monte Figogna consigliavano una permanenza lassù, un pernottamento e una buona colazione il 10 agosto, la mattina, dopo una notte, a dire il vero, assai travagliata da sogni che avevano, almeno taluni, le caratteristiche di incubi fastidiosi.

Il sogno più inquietante che valse una sudata abbondante e forse qualche lamento, per altro non rilevato da mia moglie, è stato quello del Provvedimento di Grazia concessa dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano a Silvio Berlusconi !

Con il sogno del Presidente che esprime tutta la sua eccezionale benevolenza per l’ex Cavaliere si chiude una notte alla Guardia che lascia qualche incertezza in più dopo la lezione di pragmatica tecnologia e di ardimento del giorno prima.

La Santa Messa chiude la mattinata al Santuario. Si riprende la stessa strada del sabato 9 per ritornare ad Arenzano, con gratitudine per l’occasione che ci è stata offerta di imparare stando con amici da sempre.

Arenzano 12 agosto 2014

Dott. Carmelo Balbi

Dott. Carmelo Balbi
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