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La rubrica “A suma sempre chi”

La Cervinia d’ Caviriò

Più gli anni passano, più i bei ricordi tornano alla mente. Io, Pierino Cassulo, di anni ne ho tanti, quest’anno saranno ottantanove, e per fortuna sono in ottima salute per cui riandare con la mente ai bei tempi passati fa sempre piacere. Ad esempio oggi 5 gennaio 2007, guardando dalla finestra mentre sto scrivendo queste righe, vedendo un bel sole splendente primaverile mi ripenso ai tempi in cui avevo 16 o 17 anni. Anche allora il sole splendeva, ma il paesaggio era tutto coperto da un bianco manto di neve e l’inverno, sotto quella coltre, durava non meno di tre mesi.

La neve per me era un vero divertimento perché avevo la passione dello sci. Io e  Tonino Ponasso (Vaciö) eravamo una coppia affiatata. Purtroppo Tonino ora non c’è più. Era un ottimo amico che ricorderò per sempre. Il nostro maestro era il signor Pio Borgata, una persona buona e generosa, che mi rimarrà sempre nel cuore con stima. Col signor Pio eravamo un trio perfetto. Io e Toni cercavamo le discese più belle per poi divertirci insieme. Una di queste era la strada della Rapallina e, anche se era stretta, riuscivamo a trovare lo spazio per poterci fermare. Sciavamo dalle 13 sino alle 16,30 o 17 tutti i giorni. Poi vennero altri ragazzi come Tonino Saia e Luigi Tambussa. Le piste della nostra Cervinia iniziarono a riempirsi e così fu per molti inverni compresi quelli del 1943, quando tornai dal fronte, del 1944 e del 1945, che furono i migliori, anche se eravamo ancora in piena guerra.

Un giorno a ricordarcelo furono due aerei “Testa rossa” americani o inglesi che, tutto d’un tratto dal lato di Castelletto d’Orba, sbucarono in picchiata sul nostro campo fortunatamente senza mitragliarci. Erano tanto bassi che riuscimmo a vedere i piloti, i quali, in cuor loro, forse ci invidiarono. Nella zona detta il “Brico di Brizzolesi”, dove adesso sorge il campo da golf di Villa Carolina, c’era una meravigliosa discesa. Lì sciavano le marchesine parenti della marchesa Finocchio. C’era anche la marchesina della tenuta di Castelvero. Sapendolo, un giorno ci andammo anche noi. Facemmo conoscenza e ci accolsero con grande piacere, facendoci i complimenti per il nostro splendido modo di sciare. Insieme alle marchesine passammo giorni fantastici, anche se la strada del ritorno ci faceva un po’ di paura. Dal Brico, infatti, per rientrare a Capriata dovevamo affrontare la discesa della strada dei Ghisoni, un budello dalla forte pendenza, ma  anche quello, con gli sci ai piedi, era un bel divertimento. Questa discesa partiva dalla cascina Fraccia e arrivava alla Villa Borgata. Ricordo che nel 1938 la GIL (Gioventù Italiana del Littorio) mi scrisse per un campionato di sci che si svolgeva a Bormio in Valtellina. Andai sotto falso nome perché avevo superato l’età. Con me era stato prescelto anche un certo Mario Maria, che abitava in via Roma a Tortona. Non partecipai alla gara perché in un’altra squadra scoprirono un concorrente non in regola con i requisiti anagrafici e così i miei superiori, per non incorrere in sanzioni, mi sostituirono con uno di Bardonecchia. Non partecipai al campionato, ma in compenso feci dieci giorni da nababbo sciando tutto il giorno su piste ben diverse da quelle d’ Caviriò, ma forse non ugualmente divertenti come quelle del mio paese!!!

Cattura

Questi erano gli inverni della mia gioventù. Ora la neve si vede molto di rado e quando viene si scioglie in pochi giorni. Per la mia età è molto meglio, perché non rischio di scivolare, però rimpiango quei vecchi inverni nevosi più che altro per  la mia gioventù spensierata. Ero sempre allegro e cantavo tutti i giorni. Ciao gioventù che non ritornerai mai più. Ti penso e ti ricorderò per sempre. Ciao Tonino e signor Pio che con questo mio racconto ho voluto iscrivervi nella galleria dei personaggi di Capriata  per farvi restare, per l’affetto e la profonda amicizia che ci ha legato, nella memoria collettiva del nostro paese.

 

Da “l’inchiostro fresco” del gennaio 2007 a pag. 25

 

Cassulo Pierino 

Pierino Cassulo
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