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Come potremmo essere e invece non siamo... ALTRO CHE 80 EURO!

Che le banche tornino a fare il loro mestiere

Caro (Super) Mario Draghi,

Draghi3

 

Mi presento: non sono un “bocconiano” ma lavoro in un forno, praticamente sono un fornaio.Sono fiero perché anche io termino in –iano anche se non ho la fortuna di sedermi ad un piano alto come il tuo. Ma devo dire  comunque che ciò che faccio mi piace. È bello prendere la farina, mischiarla con l’acqua, aggiungerci un po’ di sale, metterci il lievito, impastare, creare le forme più strane, trecce, rosette…e  poi infornare. E ancora più bello è assistere dal vetro del forno alla crescita, quasi fosse una creatura, di quell’impasto bianco che prende una forma dorata, emanando un profumo che si espande anche nella strada ancora vuota della mia città. Non sono proprietario del forno, ma sono un semplice garzone. Ho conosciuto una bella ragazza e abbiamo deciso di sposarci. Io ho una casa al mio paese di origine, che dovrei vendere, perché troppo lontana dal posto di lavoro. Anche la mia futura sposa ha un appartamentino,  a lei già intestato ma occupato da sua madre che gode dell’usufrutto e perciò “intoccabile” e speriamo che sua mamma goda di questa possibilità per molto tempo, perché è davvero una persona squisita. Mia moglie lavora. Fa la maestra, e quindi ha uno stipendio statale. Io non mi lamento, il mio salario è buono e soprattutto sono molto apprezzato dal mio datore di lavoro. Quindi problemi non ne abbiamo. L’unica cosa che ci manca è un buon deposito in banca, ovvero sul nostro libretto di risparmio abbiamo “malcontati” diciottomila euro che ci servono per delle eventuali necessità improvvise, i cosiddetti “non si sa mai”. fornaio

Il fatto

Ieri, camminando per la mia città, abbiamo un cartello: Vendesi 125.000 euro. Era l’alloggio dei nostri sogni perché relativamente vicino alla scuola di mia moglie, al forno dove lavoro, c’era una cameretta in più per i nostri futuri bebè e soprattutto un bel poggiolo sul quale fare scodinzolare il nostro cagnolone che spesso resta solo in casa. Il proprietario dell’alloggio ci ha detto che il prezzo era molto convenite perchè aveva urgenza di vendere in quanto doveva trasferirsi per lavoro in un’altra città dove era già in trattativa per comprarvi un alloggio. Oggi , con la mia futura sposa, conviviamo e siamo in affitto. Mensilmente spendiamo 450 euro per la padrona di casa ed altre 300 tra condominio, riscaldamento e spese varie. In totale il nostro volume di spesa, solo per la casa, è di 750 euro ai quali facciamo tranquillamente  fronte. Abbiamo dei “beni al sole”  ma non abbiamo la liquidità che ci servirebbe per comperare questo appartamento che  risolverebbe tutti i nostri  problemi. E allora dove trovare  i soldi?

Le banche

 

 

I soldi sono in banca e  lì dove siamo andati per chiederli. Un suo collega tutto azzimato, incravattato, impomatato, ingellato e profumato, ci ha accolto in maniera regale, quasi da farci sentire due principi bene accomodati in un salottino soft, dove su una parete troneggiava un’antica stampa riproducente la severa e tranquillizzante Banca d’Italia.  A questa squisita persona abbiamo spiegato quanto sopra riportato, pensando di avere già in tasca il mutuo, perché persone più solide di noi credo non esistano. E invece purtroppo non è andata così. Sempre gentilissimo, il suo collega ci ha spiegato che l’erogazione del mutuo non avrebbe potuto superare l’80% del prezzo di acquisto della casa, che sulla casa stessa bisognava mettere un’ipoteca sul suo valore totale 100% , che occorreva almeno la firma di due garanti e che, comunque, se si avesse voluto ottenere un qualcosina in più, si sarebbe dovuto mettere un’ipoteca anche su una delle altre due nostre proprietà.  Mario Draghi magniloquenza Bocconi

 

 

 

 

Conclusioni

 

Siamo rimasti basiti e gli abbiamo detto: “Ma scusi se sino ad oggi siamo riusciti a far fronte ad una spesa di 750 euro mensili, tra affitto e riscaldamento e abbiamo anche delle proprietà e soprattutto abbiamo il lavoro, perché ci create così tanti grattacapi e problemi? Se proprio non vi fidate, siamo anche disponibili a farci fare le analisi del sangue ma più di tanto non possiamo”. Ci siamo alzati, abbiamo rispettosamente salutato e se come principi eravamo entrati, da quella banca siamo usciti come due meschinetti.

 

Cosa sarebbe successo se…

Allora caro Mario, io che sono un fornaio, vorrei fare a te che sei un bocconiano (mi verrebbe voglia di  chiamarti “caro collega” dato che terminiamo tutte e due per -iano!!!) un “quadretto” di quanto sarebbe successo qui nella mia città se il tuo collega “banchiere”si fosse comportato, nei nostri confronti, in un modo diciamo diverso.

 

 

 

Anzitutto se il tuo collega ci avesse fatto il mutuo ipotecario da 125.000 euro completi, con quella cifra chi ci avrebbe venduto la casa , ne avrebbe comprata un’altra  nella sua nuova città di residenza, mettendo lì in moto un nuovo meccanismo di compravendita.

Noi, entrati in possesso dell’alloggio,  saremmo andati al Mercatone  Uno a comprare i mobili, al Brico Center ad acquistare le tende e prima ancora ci saremmo recati dall’impresa Cifalà a far dare il bianco e dall’Edil Centro per cambiare i servizi igienici. Ma anche dalla BG Elettronica per riordinare l’impianto elettrico e infine avremmo interpellato Stock Trasporti per il trasloco e io mi sarei anche comprato un tablet nuovo per i miei passatempi.

 

Amare riflessioni

Ecco caro Mario (consentimi questo trasporto dì’amicizia)  è questo che vorrei dirti:

se io avessi avuto da quel tuo collega quei famosi 125.000 euro guarda un po’, sia io sia chi mi ha venduto la casa, quante cose avremmo potuto “mettere in moto”!!!

Tieni presente che chi ti scrive è uno che il lavoro ce l’ha.

 

Un abbraccio dal fornaio Gian Battista Cassulo
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