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Dal 1814 ad oggi, l'Arma protagonista della vita nell'Oltregiogo

I Carabinieri della Caserma di Arquata

Si celebra quest’anno il bicentenario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, nata per volontà di Vittorio Emanuele I. L’Arma ha seguito l’evolversi della storia del nostro Paese, diventando punto di riferimento nella vita di tutti. In due secoli i carabinieri hanno realizzato un intreccio fra l’istituzione militare e la società civile, stando sempre vicino alla popolazione e al territorio. Autorevoli, rassicuranti, molto popolari, sono amati dalla gente, perché punto di riferimento così come lo è  il parroco nella piccola comunità di un paese.

Bicentenario_CC_1814_2014

La storia

Nel 1814, anno di fondazione dell’Arma dei Regi Carabinieri, ad Arquata Scrivia si insedia un loro contingente. Arquata si trovava e si trova, infatti, in una posizione determinante, sul confine tra diverse entità territoriali e allo sbocco della dorsale appenninica, punto strategico per il passaggio di merci e uomini, tra cui anche sconfinati e malandrini, che da Genova, scavalcavano l’Oltregiogo, per raggiungere  la Pianura Padana.      FestaCarabinieri2011_(1)

L’esistenza della caserma arquatese dei Carabinieri trova riscontro  nella lettera, datata 5 novembre 1814, del Governatore  della “Giurisdizione d’Oltre Giovi”, R. Sansoni, al capo Anziano Cantonale di Arquata, dove “si raccomanda di provvedere coperte e altro  necessario per il bisogno di queste Guardie di Polizia, assicurando che le spese sarebbero state rimborsate ai comuni dalla Cassa Camerale”. Inoltre aggiunge anche la nota di una lamentela pervenuta dalle stesse guardie, in cui si fa presente che “la caserma è mal riparata e che vi piove continuamente”. Purtroppo non si conosce esattamente l’ubicazione di questa precaria caserma dei primi anni di insediamento dei Regi Carabinieri, però, da notizie tramandate oralmente da alcune persone anziane, sembra che una piccola caserma fosse posta nei pressi di Vico Mazzarello. Si sa, invece, con certezza che dal 1860 in poi, la caserma dei Carabinieri trovò la sua sede in un palazzo di proprietà della famiglia Pessino. Questa  famiglia benestante risiedeva nel vico omonimo:  tra i componenti vi era il notaio Antonio e i due sacerdoti rev. d. Federico e rev. d. Giovanni Battista. Ai primi del Novecento, con l’estinzione di questa famiglia, la caserma fu acquistata da Angelo Campi di Isola del Cantone, il quale vi installò un pastificio orientato sul lato nord dello stesso edificio e opposto all’ubicazione dei locali dei Regi Carabinieri. Questa caserma, situata in via Libarna all’odierno numero civico 198, aveva la sede e l’ufficio al pian terreno, mentre al piano superiore alloggiava il comandante con la famiglia. Nel cortile retrostante del nucleo si svolgeva nel mese di giugno la festa dei Carabinieri, con intervento di tutte le autorità locali.  Con la costruzione delle tre villette nella nuova via Roma dei primi anni ’30 del secolo scorso, la caserma dei Carabinieri venne trasferita nell’immobile all’angolo con l’allora Viale Principe di Piemonte, oggi Viale Italia. Lì vi rimase fino al 13 aprile 1996 quando fu approntata la nuova sede costruita appositamente per l’Arma in via S. Gerolamo. L’inaugurazione in forma solenne della nuova Caserma dei Carabinieri avvenne  sabato 19 ottobre 1996 alle ore 10, con la partecipazione  delle autorità civili, militari e religiose.                Domenica_del_corriere_1899_52-773178

 L’inaugurazione

La cerimonia per l’inaugurazione della nuova caserma sita in via San Gerolamo iniziò il 19 ottobre 1996 alle ore 10 in piazza Caduti con la deposizione di una corona d’alloro alla base del monumento. Il corteo proseguì poi verso la nuova caserma accompagnato dalla fanfara del III° Battaglione Lombardia e dal picchetto d’onore. Alla manifestazione parteciparono il generale Bozzo della Divisione Pastrengo, il comandante provinciale dell’Arma, colonnello Ferrari, il sottosegretario alla Difesa, on. Gianni Rivera, i comandanti delle compagnie di Acqui, Alessandria, Casale, Novi e Tortona, il Vescovo Emerito Mons. Luigi Bongianino, il Sindaco di Arquata, Giuseppe Malaspina, e i sindaci dei comuni vicini. La cerimonia continuò con la consegna della bandiera al Maresciallo Luigi Arberi, l’alzabandiera, il taglio del nastro, lo svelamento della lapide e la visita ai locali. La nuova caserma di Arquata è stata dedicata all’Appuntato dei Carabinieri Vittorio Vaccarella, nato a Ponte, in provincia di Benevento, il 5 gennaio 1930 e perito in uno scontro a fuoco a Gavi il 19 ottobre 1970, mentre conduceva in caserma un malfattore, colpito da arma da fuoco da parte di due complici. Il Vaccarella fu insignito con Medaglia d’Oro al Valor Civile “per il sacrificio della giovane vita ai più alti ideali di dedizione al dovere e di ardimento”.

Uomini e caserma

Dell’istituzione della caserma dei Carabinieri in Arquata, avvenuta 200 anni, si possono ricordare alcuni gruppi e nominativi di gendarmi qui risieduti nei tempi passati. Nel 1827 risiedevano in caserma: Brigadiere         Dhò Marco                              di anni 36

Carabiniere      Arulatti Andrea                       ,,    ,,     32

,,                Origotti Giuseppe                  ,,    ,,      32

,,                Reputti Pietro                         ,,    ,,     32

,,                Robiolo Pietro                        ,,    ,,      32

Abbiamo notizie della morte avvenuta in caserma di tre carabinieri a metà ‘800, probabilmente per causa di malattia, il comandante della caserma,  brigadiere Silvestro Biche di 44 anni, originario di Allonda (Savona), morto il 16 giugno 1839,  testimoniato dagli appuntati Pietro Bozzo e Michele Loglio. Il 31 ottobre 1842  scomparve l’appuntato Bernardo Davico di 44 anni, nato a Roreto nel comune di Cherasco, testimoniato dal brigadiere Effisio Addis. Infine il 12 gennaio 1860 moriva, sempre in caserma, il carabiniere Carlo Leidi di 33 anni, nato a Brignano, assistito dal brigadiere Giovanni Smiraldi. Nel 1856 erano in Arquata: Brigadiere         Pavignano Giuliano, Carabiniere       Bofrò Tommaso, carabiniere Carello Giovanni, carabiniere                    Lungo Giuseppe, carabiniere Venturino Valerio. Nel 1893 si trovavano in caserma: Pennacchi Carabinieri

Brigadiere       –  Arnoletto Virginio fu Mattia      nato a Rondissone (Torino) nel 1848

Carabiniere     – Besana Enrico di Carlo                    ,,       Bernareggio (Milano) ,,  1860

,,              – Dova Domenico di Francesco       ,,       Alessandria                    ,,  1851

,,              – Menin Eugenio di Antonio            ,,       Soave  (Verona)             ,, 1859

,,              – Porporato Pietro di Domenico     ,,       Ruino (Ferrara)              ,, 1860

 

Nel 1919 era presente in Arquata il Capitano Cumino. Nell’agosto 1924 se ne andava il maresciallo Monaca Luigi e al suo posto arrivava il maresciallo Pasi, a novembre dello stesso anno giungeva  il nuovo maresciallo Silverio Piacentini. Il 19 luglio 1925 si costituiva in Arquata l’Associazione Carabinieri in congedo. Nel maggio del 1930 troviamo il maresciallo  Liffredo Leandro, nel giugno 1931 il maresciallo Zambotto Mario, che rimarrà fino al dicembre 1931, giungendo in sua vece il maresciallo Merlano. Nel 1931 la situazione in caserma è la seguente: Maresciallo    – Zambotto Mario di Mario      nato a Montagnana (Padova) nel 1894, Carabiniere     – Bovio Giuseppe di Lorenzo   Buenos Aires   1909, car.  Caboni Silvio  Senamana (Cagliari)   1907

,,             – Rosso Pietro di Michele              ,,      Cornigliano (Genova)    ,,   1909

,,             – Saddi Angelo di Luigi                   ,,      Sinnai (Cagliari)               ,,  1898

,,             – Sulis Efisio di Antonio                  ,,     Lanusei (Nuoro)               ,,  1906

,,             – Traversi Emilio di Emilio              ,,     Cervesina (Pavia)            ,,   1907

 

Proseguendo avanti negli anni giungiamo all’ultimo mezzo secolo.

Negli ultimi anni del ’50, e per buona parte del ’60, presiedeva il nucleo arquatese dei Carabinieri il maresciallo Martello, di origine trentina.

 

Il maresciallo Piras rimase al comando della caserma dal 1972 al 1982 , quando lasciò per motivi di salute ad un collega il comando interinale per quasi due anni. Luigi Arberi è stato finora il maresciallo che più a lungo è rimasto a capo della caserma di Arquata. Giunto dalla caserma di Savigliano il 28 luglio 1984 tenne il comando nel nostro paese fino al 3 gennaio 2007, quando si ritirò per la pensione, passando il testimone al maresciallo Guido Pirrone, tuttora comandante della nostra caserma.

Marisa Pessino in collaborazione con lo storico arquatese Angelo Allegro
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