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Intervista con Alberto Podestà, autore de "Il mistero della Tavola Bronzea"

La Tavola Bronzea diventa un giallo

mistero La Tavola Bronzea di Polcevera, una delle più antiche testimonianze scritte del diritto romano, rinvenuta nel torrente Pernecco a Serra Riccò e, dal 1993 restaurata e trasferita al Museo di Archeologia di Pegli, è la “protagonista” del primo romanzo di Alberto Podestà, intitolato “Il mistero della Tavola Bronzea” edito dalla casa editrice “La lettera scarlatta” di Cuneo. Abbiamo intervistato l’autore del libro al suo primo romanze che, nella vita, svolge la professione di designer ed è stato il creatore di una mascotte e di una maschera allegorica ispirate alla Val Polcevera. Sul numero cartaceo de L’Inchiostro Fresco di ottobre vi sarà una breve recensione del romanzo.

 Questo è il suo primo libro che scrive?

Si, è stato una sorta di esperimento, che parte dai giorni nostri per arrivare al periodo della nascita della tavola bronzea, ovvero quasi duemila anni fa. Ho sempre avuto un amore ed una passione verso la Val Polcevera, il mio territorio, che ho dimostrato creando ad esempio Corzy, il pupazzo che si rifà al “corzetto”, la tipica pasta dell’entroterra genovese e realizzando la maschera allegorica Procobera, l’antico nome della Polcevera, ispirata alla “Primavera” dell’Arcimboldo e tutto realizzato con i prodotti locali : le pesche di Valleregia, la zucca di Murta, ecc…

L’idea di partire da questo reperto per ambientare un giallo come nasce?

Dall’esperienza che ho avuto una decina di anni fa, all’epoca della Pro Loco della Val Polcevera, che si occupava degli eventi e degli aspetti del territorio, tra cui c’era ovviamente la Tavola Bronzea, un reperto storico eccezionale. In realtà molti eventi si riferivano al periodo del ritrovamento, ovvero agli inizi del XVI Secolo, mentre io mi sono concentrato sul periodo della stesura della tavola, cercando di capire perché questi due consoli romani si erano spinti fino in Val Polcevera per risolvere questa disputa.

Uno dei protagonisti si chiama Alberto, è un “io narrante”?

Diciamo di si, è un mio omonimo che si muove ai giorni nostri, vi sono diversi personaggi, come Flavio Trivio che svolge la professione di investigatore nel periodo dell’Impero Romano, con tutte le difficoltà ed i pochi mezzi che c’erano a disposizione in quell’epoca. E’ ambientato nel tratto che ci riguarda personalmente, ovvero nei territori contesi tra le terre dei Langensi e quelle dei Genuati. Tutto quello che riguarda la Val Polcevera a salire, fino alla valle dell’Ede, oggi Val Verde, fino ad arrivare all’Oltregiogo.

La maschera Procobera

La maschera Procobera

Un investigatore di duemila anni fa è decisamente particolare…

Abbastanza, penso sia stata un’idea originale, considerando che, a differenza degli investigatori classici, non aveva davvero praticamente nulla a disposizione e lavorava con l’ingegno, ho dovuto studiare attentamente quali erano i mezzi dell’epoca per creare questo personaggio.

Il libro poi si conclude nuovamente ai giorni nostri…

Dopo aver capito cosa era successo, l’Alberto iniziale viene lasciato dalla fidanzata che si chiama Valeria, mentre nel periodo della Tavola Bronzea Flavio Trivio a Pontedecimo si innamora di una popolana che si chiamava proprio Valeria! Al giallo si unisce una storia d’amore.

 Infine dopo “Il mistero della Tavola Bronzea” ha in mente un altro libro?

Si, ho appena terminato in questi giorni una cosa completamente diversa : una commedia brillante degli equivoci con al centro della vicenda nientemeno che il grandissimo Gilberto Govi. E’ una cosa divertente che spero diventi in seguito fonte di ispirazione per una commedia.

Fabio Mazzari
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