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Le anomalie climatiche di un’estate pazza hanno pesato sulle imprese con un aggravio dei costi di produzione

La botrite e il marciume acido: i grandi mali della vendemmia 2014

Riceviamo e pubblichiamo.

 

marciume2Nell’estate più piovosa dagli anni Sessanta i viticoltori della provincia di Alessandria sperano negli “ultimi scampoli di bel tempo” prima di entrare nel clou della vendemmia 2014.

Una stagione vitivinicola che potremmo riassumere difficile dalla quale solo in pochi ne usciranno vincenti a causa dei pesanti costi di produzione a cui le imprese hanno dovuto far fronte per contrastare le anomalie climatiche.

Tutto perso dunque? Assolutamente no, almeno non ancora. Ma i prossimi dovranno essere giorni soleggiati e scarsamente umidi per salvare quella che nonostante le bombe d’acqua, il freddo e le grandinate sembra possedere ancora i numeri per definirsi una «buona annata».

L’auspicio è questo. Dal punto di vista qualitativo rischiano più i rossi dei bianchi, ma dal lato della quantità un dato è netto. Cioè, un calo produttivo del 5% dovuto alle gradinate che hanno devastato i vitigni a macchia di leopardo.

“Questa è un’annata anomala e come tale la dobbiamo considerarla fino alla fine. – dice Alberto Pansecchi, responsabile viticolo Coldiretti Alessandria – Le curve di maturazione si iniziano a fare in questi giorni e questo vuole dire che previsioni più concrete arriveranno tra un paio di settimane. Di certo abbiamo bisogno di sole e non di umidità per non avere complicazioni fitosanitarie. Il discorso cambia per i rossi. Ed è qui che questa estate fredda e piovosa potrebbe fare ulteriori danni”.

“Ciò che emerge dalle previsioni sull’esito della raccolta nelle vigne è un quadro in chiaroscuro nel quale, anche a causa proprio del clima atipico della stagione, la quantità è destinata ad essere inferiore a dodici mesi fa quando la vendemmia era stata particolarmente ricca con un totale di 49 milioni di ettolitro di vino prodotto (per offrire un termine di confronto in Francia, nostra storica rivale del settore, la media degli ultimi 5 anni si è attestata sui 46,4 milioni). – afferma il presidente della Coldiretti provinciale Roberto Paravidino – Ma se i quantitativi dovrebbero registrare una flessione, la buona notizia è invece che la qualità media sarà decisamente alta”.

Numeri importanti non solo dal punto di vista agroalimentare ed enologico, ma con un preciso ritorno anche sul versante economico. La vendemmia 2014 coinvolgerà sul territorio nazionale complessivamente 650mila ettari di vigne e oltre 200mila aziende vitivinicole: “La decisa svolta verso la qualità – continua Paravidino – ha messo in moto un percorso virtuoso in grado di conciliare ambiente e territorio con crescita economica e occupazionale, anche attraverso l’integrazione di categorie come giovani, donne e immigrati che in questo momento hanno maggiori difficoltà nell’accesso al lavoro”.

Di certo non sarà questa una vendemmia anticipata simile a quella di due anni fa, ma standard nel suo inizio collocato in calendario tra il 20 e il 25 settembre: “Una considerazione che abbiamo avanzato già da metà luglio poiché l’uva arrivava da una primavera calda, dopo di che il tempo si era “guastato” senza più rimettersi in quadro e il processo di maturazione di conseguenza rallentato”.

“Per chi ha avuto la fortuna di non avere il vigneto messo KO dalla grandine di negativo c’è stato il gran lavoro da fare per mantenere la vigna e proteggerla dalle malattie – ha aggiunto il direttore della Coldiretti alessandrina Simone Moroni – tutte pratiche che si sono dovute concentrare nei pochi giorni soleggiati che ci sono stati. Ed ora tutti a sperare nel ritorno dell’alta pressione che potrebbe riportare un clima di serenità tra i produttori ed essere foriera di positive novità per i consumatori, partendo anche dalla consapevolezza che, in caso di tempo stabile, le escursioni termiche da sempre favoriscono profumi e aromi”.

Si parte nell’analisi dai tassi di umidità che è stata elevata, anomala, a causa delle prolungate rugiade estive. In conseguenza si sono verificati attacchi diffusi con cicli sovrapposti di peronospora. Attacchi gravi normalmente sulle femminelle, solo per le varietà tardive e nelle zone più alte e fresche al grappolo, anche gravi mentre quelli di oidio sono stati cadenzati ma frequenti.

Ciò ha comportato una anomala crescita precoce delle bacche nella settimana di caldo intenso, con conseguenti con scottature solari. E’ seguita poi una bassa luminosità ed inferiore efficienza foto sintetica, con maturazione lenta e ritardata a causa delle temperature inferiori alla media stagionale nel periodo invaiatura-maturazione.

“Intanto – prosegue Alberto Pansecchi – si sta attuando una consistente selezione in vigneto dell’uva: si sta passando a disfarsi dei grappoli colpiti da marciume acido. La botrite fa fatica a svilupparsi velocemente perché l’acidità è ancora alta; prende il sopravvento il marciume acido, più pericoloso. Per i produttori, sempre fatto salvo le microzone più favorevoli, sarà probabilmente l’anno peggiore di sempre. Lo stabilirsi di un’alta pressione stabile potrebbe consentire un buon recupero del barbera, quest’anno molto produttivo e molto arretrato nella maturazione e quindi ancora molto esposto ad un meteo avverso”.

Su quali vini potranno contare i consumatori e, soprattutto, saranno da comprare i vini della vendemmia 2014?

Alberto Pansecchi non ha dubbi: “Direi di sì, anzi, si potrebbero addirittura riscontrare piacevoli sorprese, sicuramente per spumanti e vini bianchi che in qualche modo gradiscono le basse temperature. Per i rossi sarebbe meglio decisamente meglio se tornasse un po’ di sole.”.

Infine, qualche valutazione sulla flavescenza dorata, oggetto di particolare attenzione da sempre da parte dell’area tecnica Coldiretti Alessandria, attraverso diverse prove in campo per poter capire meglio come la conduzione del vigneto ed altri fattori possano influire sulla malattia.

“Dai monitoraggi effettuati dai nostri tecnici in collaborazione con i Progetti attuati in collaborazione con la Provincia di Alessandria – ha aggiunto il direttore Simone Moroni – la popolazione dell’insetto vettore della flavescenza sembra essere leggermente più bassa rispetto agli anni passati e ciò fa sperare che con una minor presenza e attività del vettore, la malattia possa attraversare una fase di “stallo”; sicuramente non si può ancora parlare di regressione, almeno nel nostro territorio, dove la malattia continua a essere presente nella proporzione delle ultime annate”.

In base alle stime della Coldiretti la vendemmia attiva in Italia un meccanismo economico in grado di produrre 9,5 miliardi di euro di fatturato solo con la vendita del vino e che dà occupazione a 1,25 milioni di persone. Ogni grappolo raccolto nelle vigne coinvolge 18 settori di lavoro: dall’industria di trasformazione al commercio, dal vetro per bicchieri e bottiglie alla lavorazione del sughero per i tappi, fino a trasporti, accessori, enoturismo, cosmetica e bioenergie.

 

 

 

 

 

Coldiretti Alessandria
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