Home | Appennino | A Busalla abbiamo bisogno

Carmelo Balbi cita l'Enciclica di Pio XI

A Busalla abbiamo bisogno

varie 037 E’ sconsigliabile iniziare un breve commento su qualsiasi iniziativa di un certo rilievo dell’Amministrazione Comunale, che non voglia essere un semplice scarno comunicato, omettendo qualche considerazione, magari apparentemente sofisticata e retorica, sulle attività essenziali del Ente rispetto alle molteplici esigenze della sua collettività.

Così una saggia Amministrazione Comunale coltiva con intelligenza e discrezione tutti i rapporti che rientrano nell’esercizio delle sue attività.

E’ pacificamente ammesso che dalla positività dei rapporti intrattenuti con le Autorità alle quali l’Ente è per legge in qualche modo subordinato può, non sempre succede, conseguire un migliore sostegno per le esigenze della propria collettività, sia pure nel quadro di un’equa programmazione del medesimo Ente deputato a farla.

Sembra comunque potersi considerare come valida la regola di curare dignitosamente, con equità tutti i rapporti, anche quelli con soggetti apparentemente estranei al mondo dell’ amministrazione, sempre con giustizia.

Si tratta di una regola che potremmo definire di vita, intesa cioè come fondamento di una eticità che si traduce nel riconoscimento del ruolo di tutti, nella valorizzazione delle doti di ciascuno, nel premiare chi da prova di altruismo e di impegno nell’interesse della comunità alla quale appartiene e per la quale riveste o ha rivestito determinate posizioni.

Il fatto è dunque che abbiamo bisogno; che tutti hanno bisogno e spesso molti se lo dimenticano e trascurano l’obbligo di aiutare chi è nella miseria materiale o morale.

Tanto che è stato sufficiente togliere un non davanti ad altro “abbiamo bisogno” per risalire alla famosa lettera Enciclica di Pio XI che il 29 giugno del 1931 rispondeva duramente alla disposizione con la quale il Cav. Benito Mussolini scioglieva l’Azione Cattolica e disponeva la confisca dei relativi Circoli.

Il Papa aveva bisogno di reagire ai continui soprusi e al chiaro tentativo di instaurare una specie di religione di Stato che avrebbe portato inevitabilmente il Paese a conclusioni assai disastrose.

Di qui il titolo della lettera Enciclica, quasi sprezzante verso una Dittatura che aveva già superato momenti difficili, e che stava espandendosi in ogni campo.

C’era evidente il pericolo di dimostrare debolezza nei confronti del Duce; occorreva dire che “non abbiamo bisogno”. Pio XI scrisse l’Enciclica, con quel titolo, e non lesinò aspre critiche al Governo e al Partito Unico.

L’Amministrazione Comunale busallese non ha bisogno di particolari riconoscimenti se non quello avuto dall’elettorato, da conservare possibilmente intatto.

Deve perciò dimostrare di saper realizzare il suo programma e, compatibilmente con le risorse disponibili, erogare ai cittadini migliori servizi: sempre con riguardo al ceto meno abbiente e a tutte le opportunità di favorire insediamenti produttivi in grado di assorbire nuova manodopera.

Proprio all’esordio, ha voluto compiere un gesto particolare attribuendo un riconoscimento speciale ad un Sacerdote per tanti anni Parroco di Busalla- Capoluogo, nell’Arcidiocesi di Genova : a Don Carlo Canepa.

Con un atto solenne del Consiglio Comunale è stata conferita a Monsignore Carlo Canepa, da parte dell’Amministrazione Municipale di Busalla, la Cittadinanza Onoraria, secondo le norme che disciplinano la materia, in riconoscimento della sua trentennale funzione di Parroco di Busalla –capoluogo e della sua disponibilità a favore della cittadinanza

Anche dopo il suo trasferimento nella Chiesa Della Cella di Sampierdarena.

Si è voluto perciò riconoscere un impegno di Don Carlo che dura da tanti anni; assieme alla sua attitudine ad incontrare il bisogno dei parrocchiani, portando, tra l’altro, qualche aiuto allo stimato Parroco di Busalla Don Giovanni Battista Guastavino, Sacerdote di encomiabile semplicità e di notevole capacità interpretativa e divulgativa dei Sacri Testi.

C’è chi ha fatto notare che l’atto di conferimento di cui trattasi del Consiglio Comunale ha riguardato un parte del Paese, quella nota come capoluogo, posta sulla sponda sinistra del Torrente Scrivia.

In effetti Sarissola e Semino che stanno sulla sponda destra hanno Parrocchie dipendenti dalla Diocesi di Tortona, con propri Sacerdoti, una loro lunga storia fatta anche di nobili figure di Preti.

Ora si deve pensare che Monsignor Carlo, forte di una meritata cittadinanza onoraria, continui a coltivare l’attaccamento a Busalla in tutti i modi che gli sono congeniali e possibili.

Busalla ha bisogno, si è già rammentato, di tutte le energie disponibili per superare una fase di stagnazione, di stanchezza, per recuperare gradualmente la posizione di centralità in Valle che aveva in un passato non troppo lontano.

Le promesse non servono: potrebbe succedere, e non sembra proprio il caso di Don Carlo, come al Primo Ministro del Regno d’Italia nel 1902”, Giuseppe Zanardelli il quale recatosi in vacanza con la famiglia a Sorrento, fece strabilianti promesse alla cittadinanza.

Ritornato a Roma e ripresa la sua attività dimenticò completamente le necessità di Sorrento, incantevole località bisognosa di opere pubbliche di un certo spessore.

A quanto risulta da recenti ricerche musicologiche i fratelli De Curtiis scrissero la famosa canzone napoletana : “torna a surriento” che viene però, forse a ragione, considerata bellissima canzone d’amore, proprio per il suo silenzio, la sua dimenticata promessa.

C’è chi è arrivato a supporre, anche in mancanza di prove, che il testo della canzone potrebbe essere stato un sottile messaggio proprio al Primo Ministro Giuseppe Zanardelli, inadempiente e insensibile verso Sorrento.

16/9/2014

C. Balbi 

Dott. Carmelo Balbi
Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione con un commento all'articolo, che verrà moderato dalla redazione prima della sua pubblicazione. Affinché il tuo contributo possa essere pubblicato, dovrà attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato* Campi obbligatori *

*

Torna ad inizio pagina