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La storia curiosa e affascinante di Nisshin Taisen un musicista "dal cuore risplendente come un albero di pesco in fiore" che ha collaborato, tra gli altri, con Fabrizio De Andrè e Lucio Dalla

Da Massimo, sono diventato Nisshin

1) Qual è il tuo “primo” nome in ordine di tempo? E come mai questo cambiamento?

Sono nato cinquanta anni fa a Genova e dopo aver passato metàˆ della mia vita per farmi un nome nel campo della musica, quando avevo raggiunto il mio scopo, dopo la mia conversione al Buddismo mi è stato dato dal mio maestro il nome Nisshin Taisen che significa “l’eremita sole della fede”, così da Massimo, sono diventato Nisshin. Il cambio del nome rappresenta una nuova vita e lo è stato veramente.

 

2) Quando ti sei avvicinato alla fede buddhista?Massimo_Claus_1

Nonostante avessi ottenuto ciò che desideravo e la mia vita scorresse nel migliore dei modi, nonostante le mie collaborazioni con Fabrizio De André, Dalla e altri, ad un certo punto del mio percorso mi sono trovato ad avere la chitarra vicino e non avere nessuna voglia di suonarla. Tutto era diventato un’altra cosa da quando passavo ore ed ore in camera mia a studiare e ristudiare, per emergere da un quartiere a ridosso del porto, conosciuto sì, ma non per la gioia dei suoi abitanti. La mia grande passione e i molti sacrifici, avevano fatto sì che diventasse un mestiere suonare. Tutto meravigliosamente bello, ma la vita che tutti sognano e che avevo sempre sognato, si era presa la vita reale, ciò che prima che tutto si trasformasse mi aveva aiutato a vivere sia con me stesso che con gli altri. Avevo imparato a suonare per poter esprime ciò˜ che non riuscivo ad esprimere a parole, e tutto ci˜ò che avevo imparato lo usavo per cercare l’approvazione delle persone o per sentirmi importante. Un giorno mi sono reso conto che la musica dentro mi aveva salutato con un inchino, ma poi aveva girato i tacchi e se ne era andata da un’altra parte. Non so bene come andò˜, ma dal sentirmi un “grande”, mi ritrovai a considerarmi un cioccolatino al sole che faceva di tutto per non sciogliersi definitivamente. Un giorno, leggendo per caso in una rivista un articolo dedicato all’influenza dei suoni sulla psiche, arrivai a contatto con il Buddha. La mia nuova vita era incominciata e ancora la vivo.

 

3) Un libro che ti ha cambiato la vita.

I libri importanti sono quelli che quando li finisci di leggere, hai appena intuito l’argomento o cosa nascondono e ne vorresti sapere di più. Ci sono stati diversi libri importanti nella mia vita e spero di incontrarne altri.

 

4) Musica e buddhismo. Un binomio che “s’ha da fare”?

Io credo che la musica sia soltanto uno degli impieghi del suono, e nemmeno quello più importante. Il suono è il lievito madre e la causa della nostra reazione alla musica. Una volta accettato questo, ecco che la musica, da madre diventa figlia. Ci sono suoni in grado di guarire le nostre domande più intime e musiche che sanno portare questi suoni nelle nostre vite. Sono nati prima i suoni delle preghiere, perchéŽ ciò˜ che abbiamo dentro o le nostre paure è impossibile descriverle a parole, così“ l’uomo da sempre si e rivolto alla divinità attraverso i suoni, che poi ha imparato ad accompagnare con le parole. Nel Buddismo il suono ha un ruolo molto importante e la musica sacra aiuta sempre, di qualsivoglia religione sia. Non credo esistano musiche o canti più potenti di altri, ma solo più vissuti. Fin dall’inizio della proclamazione del Dharma – l’insegnamento del Buddha – la musica ha rappresentato un ottimo stratagemma per portare gli Insegnamenti alle persone e per esprimerli a parole. Ho fondato una piccola etichetta discografica che ha proprio questo scopo, quello di portare gli Insegnamenti del Buddha alle persone. Ogni musica che abbia determinate caratteristiche e lo scopo di alleviare la vita delle persone può considerarsi musica buddhista. Io credo che il musicista sia una sorta di mago che ha la capacità o possibilitàˆ di toccare le persone senza un contatto diretto. Tutto ci˜ò che noi siamo è presente in tutto ciò˜ che facciamo, dalle piccole alle grandi cose, cos“ì ogni suono prodotto dal musicista, arrivando a contatto con l’ascoltatore, libera su di lui tutto ciò che contiene. Se la musica che ascoltiamo è una seduta di psicoanalisi dell’autore ecco che noi arriviamo in contatto con quello. Per questo bisogna fare attenzione a ciò che si ascolta. I suoni hanno la capacità di penetrare nel nostro intimo, soprattutto inconsciamente. L’abitudine poi crea il danno.

 

5) Il tuo stile di vita: ci potresti dare dei brevi cenni?

Diventare monaco e vivere da eremiti e molto facile perchéŽ nessuno ti controlla o rimprovera. Ciò potrebbe sembrare comodo, ma l’uomo e un’animale sociale e inevitabilmente questo può˜ creare degli scompensi; così“ la connessione alla rete mi fornisce la possibilitàˆ di avere sempre una porta aperta verso il mondo – stando al riparo apparentemente, ma il mondo siamo noi con i nostri limiti e paure, così“ finisco per essere stressato a volte pur facendo l’eremita. Abito a nei dintorni di Morbello un paese a metà strada fra Ovada e Acqui Terme, in una casa isolata fra due boschi. Le mie prioritàˆ sono diverse da quelle di una persona che vive in città o in centri abitati, anche se anche io ovviamente ho bollette da pagare e spese da supportare. Non avendo stipendi viviamo io e mia moglie degli introiti di Myo Edizioni. In inverno viene prima la raccolta della legna e in estate, o quando è stagione, l’orto che aiuta l’economia della famiglia non poco visto che siamo vegetariani. La parte centrale della mia giornata e dedicata alla liturgia e allo studio, poi viene tutto il resto. Non ho orari da seguire e piuttosto seguo il corso delle giornate e di quello che portano.

 

6) La tua esperienza musicale?

Sono diplomato al conservatorio in chitarra e composizione e per diversi anni ho fatto il turnista per artisti famosi, ossia suonavo la chitarra per loro. Sono autore di diverse colonne sonore per il teatro. Ho fatto musica per documentari, pubblicitàˆ e cinema. Da più di venti anni mi occupo degli effetti della musica sulla psiche sia in campo musicoterapico che transpersonale. In altre parole mi occupo della “Mente” e il suo rapporto con la musica.

 

7) Qual è il più grande “musico” attualmente?

Ascolto molti generi musicali, fra i contemporaneo non ho un preferito. Mi piace il Blues, il Soul, ma ci sono anche delle pagine rock indimenticabili, che mi hanno segnato profondamente, come la musica dei Genesis, Pink Floyd e altri. Questo per dirti che dipende – come tutti – da come sto o da ciò˜ che sto studiando o scrivendo. Quando scrivo un album, non ascolto nulla perchéŽ sono giàˆ troppo impegnato a cercare di mettere in musica ci˜ò che sento o a riprodurlo al meglio, quindi cerco di eliminare tutte le influenze. Mia moglie e una grande consumatrice di musica e parliamo spesso di generi e di artisti. Quando scopre qualche artista, lo ascolta e poi ne parliamo. Questo mi permette di essere sempre aggiornato e di essere davvero onnivoro in campo musicale. In Italia l’arte e come la ricevuta di una bolletta che abbiamo pagato, ma che teniamo perché non si sa mai. Importate sì, ma appartiene al passato. Ci sono artisti e musiche stupende che non riescono ad emergere, perchéŽ se non vendi non esisti e se non esisti, come fai a vendere? Non ho mai capito il mondo discografico e adesso che nel mio piccolo ne faccio parte anche io lo capisco ancora meno. Mi limito a produrre ci˜ò che mi piace, che sento dentro, non mi pongo il problema del giudizio, non per arroganza, ma solo per esperienza diretta.

 

8) I tuoi prossimi lavori musicali?

Rappresento in Italia la più grande tradizione Buddhista, la Jodo Shinshu, conosciuta come la Scuola della Terra Pura. La pratica centrale èŽ l’invocazione del Nembutsu (il canto del nome di Amida Buddha). Il suono ha un ruolo molto importante nella nostra tradizione, così“ ho in programma alcune pubblicazioni molto particolari dedicate a questo. Recentemente ho prodotto il CD di un’artista emergente di nome Fhifty: la sua musica ha davvero la capacità di accompagnarti nella vita di tutti i giorni e questo lo considero giàˆ un risultato meritevole.

 

Per quanto mi riguarda il mio impegno Ž rivolto principalmente alla mia attività di rappresentante della Jodo Shinshu, ma conto al più presto di riuscire a fare uscire un mio nuovo lavoro musicale, dedicato interamente alla chitarra, al quale lavoro oramai da troppo tempo. Quando sarà pronto ti chiamo, così“ ne parliamo.

 

Grazie del vostro interessamento e spero che tutti voi stiate bene.

Mattia Nesto
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