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Claudio Ferro analizza alcune mancanze dell'amministrazione del territorio alessandrino

Le problematiche del paese di Castelceriolo e della circoscrizione Fraschetta del comune di Alessandria

Castelceriolo, insieme a Spinetta Marengo, è la frazione alessandrina che conosce il maggior incremento demografico, come saldo attivo dei flussi immigratori interni del comune di Alessandria. Questo non perché sia diventata una amena località “turistica” o fonte locale di benessere occupazionale, quanto grazie ai “benefici”, come attrattiva economico-logistica, dovuti al fatto di essere il paese della megadiscarica consortile ormai “esaurita”: svalutazione delle proprietà immobiliari locali e vicinanza con le zone industriali D5 e D6, con importanti aziende come Michelin e Guala. Purtroppo non ha superato il problema dei miasmi che si spandono da quel sito, in quanto l’origine di tali emissioni (come è stato ricordato negli anni per infinite volte dal sottoscritto) sta’ nell’annesso impianto di compostaggio, sempre superattivo e trattante la frazione umida che qui perviene dalla raccolta  “maldifferenziata” dei rifiuti solidi urbani di ben 32 comuni del bacino alessandrino, raccolta “maldifferenziata” sempre più incontrollata ed ormai nemmeno più domiciliare, in quanto basata solo sulla “in-civile” collaborazione dei cittadini residenti in tali comuni consortili, premiata dall’assenza di controlli ispettivi sui cassonetti stradali e dalle rare sanzioni finora thumb_max_592x480297974547_castelceriolo3comminate. E nemmeno sono bastati i sostanziosi finanziamenti pubblici finora arrivati all’Ente gestore di questo impianto per costruire adeguati capannoni per impedire le emissioni nauseabonde. Esse, solitamente nelle ore serali, quasi quotidianamente, anche e soprattutto nei giorni festivi, continuano ad esalare dai cumuli di rifiuti misti-organici che gli addetti a tale impianto periodicamente sversano all’aperto: perché appunto i capannoni, oltre a non essere a tenuta “stagna” con adeguati filtri, sono finalizzati al solo compostaggio di rifiuti organici ma non al deposito delle loro masse  trattate in attesa di “maturazione”. In compenso sta’ aumentando la “fauna” locale, che vede l’incremento insalubre di volatili, ratti, insetti con alcune interessanti mutazioni genetiche circa la loro varietà e le loro dimensioni. E forse ne sono contagiati anche i rassegnati ed ignavi umani che qui da sempre ossequiano i politici mandrogni: ogni tanto qualche “opportuno” mugugno per ottenere miserabili monetizzazioni dei disagi e dei rischi alla salute, con una “mutazione genetica” anche dello storico “ruffianesimo” verso Palazzo Rosso. Un finto comitato antidiscarica ha contenuto ed arginato finora l’opposizione popolare e forse è anche in arrivo, dai soliti notabili locali, un nuovo finto comitato per proporre il comune di Spinetta e Fraschetta, giusto in tempo ora che il comune di Alessandria ha varato un regolamento del suo Statuto che rende di fatto impossibile qualunque referendum consultivo in tal senso: peccato che nel decennio passato, il sottoscritto, con pochi altri sinceri sostenitori, quando cercava di utilizzare le allora più favorevoli condizioni (normative ed istituzionali, senza la “spending review” odierna …) per promuovere il comune di Marengo tramite la separazione della circoscrizione Fraschetta dalla città di Alessandria, ricevesse solo indifferenza e boicottaggi (nonostante le profetiche denunce sui rischi di incrementi di patologie e mortalità a causa dell’inquinamento locale) ed ormai è davvero “troppo tardi” per difendere i diritti alla salute e alla dignità con qualche “comitato” nascente da questi tardivi risvegli dal cronico servile letargo della coscienza e della ragione !

Claudio Ferro
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