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Il pericolo è il nostro mestiere: lassù tra boschi e frane in fior

Sulla frana di Piampaludo, Urbe e Sassello si dan la mano

Sulla piazza principale di Urbe, sabato 20 settembre, seduto in quel Bar Ugo di Mirko, ancora non riuscivo a smette di pensare alla massacrante mattinata che con il mio autista, il dott. Gian Battista Cassulo, ho vissuto sulla strada tra Molare e Olbicella (http://www.inchiostrofresco.it/blog/2014/09/22/cronaca-giornata-vissuta-allinsegna-rischio/ ) e stavo riposando le stanche membra di fronte ad un fumante cappuccino, quando GB arriva di gran corsa dicendomi: “Dott. Nesto sbrigati che alle 5 della sera a Piampaludo, là dove la strada è interrotta da una frana, si terrà il consiglio comunale congiunto tra Urbe e Sassello e c’è già gente convenuta dai monti e dal piano che già si ammassa in quel luogo per perorare alle Autorità l’urgenza dei lavori per lo sgombro di tali macerie!!!!”.

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Gb, che a volte mi da confidenzialmente del “tu” ad “io” che per “lui” sono “lei”, è tutto emozionato perché si è innamorato di questi posti, dove la natura è selvaggia ma allo stesso tempo accogliente e dove la gente sembra sia aperta e franca.

E così senza nemmeno aver avuto il tempo di riprendermi, eccomi di nuovo in macchina verso il Beigua, dove ci han detto di passare, e li transitiamo di fronte ad un bell’albergo, il “Monte Cucco”, dove ci fermiamo a chiedere indicazioni. Il gestore, un simpatico friulano capitato qui in qualità di professionista nel settore della ristorazione e anche lui innamoratosi del luogo, ci dice che per giungere alla frana sarebbe meglio passare da Urbe e attraversare il ponte dell’Orbarina.

E mentre ci dà queste indicazioni ci fa vedere un parco per pic-nic che, più che un prato, sembra un immenso poggiolo aperto su una valle circondata da protettive e frastagliate cime.

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Ritorniamo sui nostri passi ed eccoci al ponte dell’Orbarina, dove lasciamo la macchina per proseguire a piedi assieme ad altri viandanti e con loro giungiamo al luogo dove la natura ha scatenato la sua furia contro l’incuria dell’uomo.

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Lì tra massi rotolati, acqua scrosciante dalla soprastante montagna e alberi abbattuti, i Sindaci di Sassello e di  Urbe, alla presenza del Presidente della Provincia di Savona, iniziano a parlare ai loro concittadini, attorno raccolti.

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E così, come nella  antiche comunità, quasi per incanto la politica diventa viva su questa innaturale Agorà dove le parole iniziano a prendere la forma delle cose concrete.

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Ma di questa cronaca, vi rimando al numero de “l’inchiostro fresco” che stiamo preparando e che sarà in edicola a fine Ottobre. Qui oggi mi preme solo riportarvi le immagini e il video di questa inusuale quanto bella giornata, dalle quali già potrete capire quanto la discussione sia stata esauriente e approfondita, anche se la soluzione a tale disastro (ahinoi) sarà ancora lontana dalla sua soluzione.

 

Mattia Nesto Accompagnato da suo autista, l’indomito Dott. Gian Battista Cassulo
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