Home | Acqui | Viva Stalin!

Riflessioni sull’articolo “La modernità di un signore di 90 anni” di Federico Geremicca (La Stampa 22/09/14)

Viva Stalin!

Nessuna cosa nuova può nascere

se prima le cose vecchie non scompaiono

e lascino il posto

Lucrezio

 

Oggi, 23 settembre 2014, visionando qui in redazione la rassegna stampa dei maggiori quotidiani italiani, non già per “l’inchiostro fresco” che è un periodico prettamente locale, ma per l’attività del nostro circolo culturale, l’Associazione “Club Fratelli Rosselli”, leggendo “La Stampa”, sotto il titolo “La modernità di un signore di 90 anni” a firma di Federico Geremicca apprendiamo che il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, incontrando tremila studenti al Quirinale, quasi arringando la giovane platea di fronte alla quale si trovava, stentoreamente sosteneva che: “Occorre rinnovare decisamente le nostre Istituzioni, le nostre strutture sociali, i nostri comportamenti collettivi”, perché “In questo Paese che amiamo continuava il Presidente – non possiamo più restare prigionieri di conservatorismi, di corporativismi e di ingiustizie”.

CRISI: NAPOLITANO, UNIFICARE QUOTE DEI PAESI UE IN FMISERVONO NUOVE REGOLE, EUROPA FACCIA CRESCERE IL SUO PESOFEDERICO GEREMICCA

 

Che belle parole!!! Ed anche l’articolista nel suo pezzo si profondeva in un ridondante sbrodolamento a queste affermazioni, dimenticandosi però che venivano proferite da un uomo che è nato e cresciuto in un sistema che proprio sul conservatorismo e sul corporativismo di fascista memoria ha impostato lo sviluppo della Prima e della Seconda Repubblica.  Addirittura Napolitano faceva parte di quel P.C.I. che nel’91, ai tempi della “svolta della Bolognina”, invece di perorare la fine della diaspora nata nella Sinistra italiana con la scissione di Livorno del 1921 (vedere nostro articolo http://www.inchiostrofresco.it/blog/2014/09/09/compagni-tutta-italia-era-ri-unirsi/ ), pur facendo parte assieme a Gerardo Chiaromonte ed Emanuele Macaluso  della corrente “migliorista” che si ispirava alle tendenze riformistiche di Giorgio Amendola, si schierò , senza se e senza ma, a favore della nascita del P.D.S., perseverando in  quel dualismo che aveva portato la Sinistra a ricorrenti sconfitte elettorali sia per non aver saputo puntare decisamente  sul rinnovamento del Paese, sia perché schiava di un conservatorismo di democristiana memoria, sia per non aver tenuto in considerazione  quelle teorie riformistiche ed innovative, quali quelle propugnate ad esempio dai Fratelli Rosselli, quand’ancora nel 1930 peroravano un modello si sviluppo sociale basato sul “socialismo liberale“. 9669820_ai-compagni-carlo-nello-rosselli-giugno-1937-giugno-2010-1

Cattura2

Sia negli anni’80 come nei ’90 nel Paese, e intendiamo nel “Paese reale”, le voci che invocavano un riformismo gradualista per ricambiare sia  la classe dirigente sia le Istituzioni, non mancavano. Ma queste voci furono sempre ignorate se non derise proprio da quelle strutture di Partito, come appunto il PDS prima, i DS dopo ed ora il PD, che, pur di continuare ad occupare posti di potere, non erano disposte a riconoscere i loro storici errori. Ed oggi dobbiamo leggere su La Stampa un elogio senza fine ad un esponente di spicco di quell’epoca, come Napolitano, che  dall’alto del suo scranno sta scoprendo solo e solamente ora quello che da anni invoca la gente comune.

Se ci fosse Totò direbbe “Ma mi faccia il piacere!!!

renzi-riforme

Viva Stalin quindi?

 

il Presidente del circolo "Fratelli Rosselli" Gian Battista Cassulo
Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione con un commento all'articolo, che verrà moderato dalla redazione prima della sua pubblicazione. Affinché il tuo contributo possa essere pubblicato, dovrà attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato* Campi obbligatori *

*

Torna ad inizio pagina