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Andando al mercato ci si laurea in Economia e Commercio, altro che i bocconiani!!!

Quel giovedì a Terralba

Il giovedì in piazza Terralba, punto nevralgico del quartiere di S. Fruttuoso immediatamente a ridosso del centro storico della Grande Genova e ancor meglio noto per aver visto crescere Beppe Grillo (nato a Savignone ), le cui prime barzellette presero forma, sostanza e applausi in piazza Martinez, si tiene un ricco mercato che assomiglia molto a quello di Novi Ligure dello stesso giorno.

Con Giusy giovedì 3 gennaio, me lo ricordo bene perché faceva un freddo boia e il mio cane Ugo tirava come un matto perché voleva tornare a casa vicino al suo termosifone, ero andato al mercato proprio per prendere una nuova ciotola di plastica più capiente per il suddetto Ugo che, slap slap slap, nella sua ciotolina beveva a più non posso “sbagniucchiando“, tra i benevoli strali di Giusy, tutto il pavimento di marmo della casa che allora avevamo in via Donghi, proprio dietro l’ospedale di S. Martino.

Gianni e Ugo

Avvicinandoci allo storico banco che, di padre in figlio, passando dalle padelle in rame a quelle in alluminio e poi a quelle più maneggevoli ed economiche in plastica, vendeva da una vita “tutto a mille lire“, mi accorsi che qualcosa non andava.

mille_lire_montessori

Quel cartello, lo avevo visto già il giovedì prima, per la precisione giovedì 27 dicembre 2001, a cavallo tra Natale e Capodanno, quando volevamo fare quella compera poi rimandata perché tutt’indaffarati nelle festività natalizie. E su quel cartello, ma me lo ricordo proprio bene, c’era scritto a carattere cubitali “Tutto a Mille Lire!!!” e ora a distanza nemmeno di una settimana, giovedì 3 gennaio 2002 vedo lo stesso cartello con sopra la scritta “Tutto a 1 Euro!!!”.

euro

Allora mi rivolgo a Giusy, che di matematica se ne intende, e le faccio: “Scusami Giusy…”, “Cosa vuoi!”,  mi dice lei con la sua “solita” gentilezza e mi accorgo subito che parlare con Giusy dei massimi sistemi, come mi stavo accingendo a fare, non era giornata. Giusy infatti, tra un regalo da fare a Tizio e uno da fare a Sempronio, si era dimenticata  di comprare i regali per i suoi nipoti e quindi aveva un diavolo per capello e naturalmente si scaricava, come sua abitudine, con il sottoscritto, per cui molto spesso più che un marito mi sentivo e mi sento un santo. E per la precisione “San Cassulo da Capriata d’Orba”.

Cassulo tre

Ma tanto era il mio sbigottimento, misto quasi ad un senso di “fregatura”, che proseguii nel discorso dicendo: “Scusami Giusy, volevo semplicemente dirti questo: un euro quante lire sono al cambio?. E lei seccamente: “1936,27 lire ovvio, no? Ma a Scienze Politiche di che cosa parlate se non sai queste cose?”. “Era una domanda retorica la mia, Giusy! E te l’ho fatta più che altro per farti notare quanto questo cartello sia scorretto oppure premonitore – dico io quasi per scusarmi – Poiché se giovedì scorso questo bancone vendeva tutto a mille lire, a distanza di una settimana, con la nuova moneta, gli “Euri”, dovrebbe vendere tutto a circa 50 centesimi !stando al cambio che tu mi stai confermando!”, e lei di rimando: “E sì, che quello per 50 centesimi ti da una padella, semmai te la dà in testa a te e a tutti quei sapientoni dell’Università anche a gratis, perché ormai nei portafogli da oggi in avanti invece che carta moneta avremo delle monetine…” mi risponde Giusy finalmente un po’ più disponibile, forse perché preoccupata per il futuro.

Giusy – gli rispondo – Se io fossi il Magnifico Rettore darei a questo bancarellaio la Cattedra di Economia, perché ha capito subito dove andremo a parare e, per quanto ti riguarda, ti farei titolare di un Master sulla Sopravvivenza della gente comune che all’improvviso si troverà, anche se ancora non lo sa, con i redditi completamente dimezzati, perché se quel bancarellaio, mettendo tutto ad un euro ciò che poco prima vendeva a mille lire, ha praticamente raddoppiato il prezzo della sua merce, mentre invece così non è e non lo sarà per stipendi e pensioni”.

E allora ci guardammo negli occhi e cominciammo a camminare tra i banchi stando tra noi più vicini ed anche il nostro cane Ugo, sembrò volersi nascondere tra le nostre gambe, quasi a trovare protezione, dato che, all’improvviso, capimmo, quel giovedì a Terralba, che i bei tempi sarebbero ben presto diventati un ricordo sia per noi come per milioni di famiglie.

coppia_convivenza

 

Memorandum per i più distratti

  • 1995: Governo Dini, l’Euro, dal Consiglio Europeo, sarà la futura moneta unica
  • 1999: Romano Prodi nella sua veste di Presidente del Consiglio Europeo indica l’Euro come moneta unica virtuale (transazioni bancarie).
  • 1999: Governo D’Alema, l’Italia entra nell’Euro a partire dal 1° gennaio 2002
  • 2002: Governo Berlusconi, l’Euro inizia il suo corso

 

Lamberto_dini_pl prodi dalema berlusconi2

 Chi la fa, l’aspetti

I commercianti hanno fatto i furbi con l’arrivo dell’euro raddoppiando i prezzi (mille lire= 1 euro). La gente lì per lì non se n’è accorta ma gli stipendi sono sempre rimasti gli stessi e adesso le famiglie son rimaste senza un centesimo in tasca…perché di euro ce ne sono sempre meno in giro!!!

Gianni&Pinotto

Gian Battista Cassulo
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