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La posizione come Partito Comunista dei Lavoratori sulla vicenda riguardante l'inchiesta della Procura di Genova nei confronti della Chil Post srl e della famiglia Renzi

L’ inchiesta sulla famiglia Renzi va avanti! Tanti lavoratori sono rimasti senza stipendio! Il pcl si propone di organizzare da subito gli ex dipendenti della chil post srl e delle altre aziende per avere quanto spetta!

Riceviamo e pubblichiamo

La notizia di questi giorni, riportata dalla stampa locale e nazionale, dell’inchiesta avviata dalla Procura di Genova per la sospetta bancarotta fraudolenta, riguardante Tiziano Renzi – padre del Premier Matteo Renzi – e  l’azienda di famiglia “Chil Post srl” , specializzata nella distribuzione di giornali e materiale pubblicitario, non può vederci indifferenti nei confronti di tutti quei lavoratori rimasti senza stipendio per diversi mesi e poi finiti sul lastrico.

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Evans Omoigui

Evans Omoigui

Tra le manovalanze della “Chil Post srl”, per la consegna dei quotidiani nelle ore serali, figurano anche tanti lavoratori stranieri, spesso assunti in nero, come il nigeriano Omoigui, balzato al centro della cronaca il 9 febbraio del 2013, quando minacciò pubblicamente di volersi gettare da una gru del Porto di Genova, dopo l’ennesimo tentativo andato a vuoto di ricevere le paghe arretrate dalla “Chil Post srl”. Come Omoigui sono ancora tanti i lavoratori della “Chil Post srl” finiti nella stessa situazione, in attesa da anni con i loro legali di una risposta positiva.

Ancora di più sono tutti i lavoratori delle successive ditte subentrate alla Chil Post srl e condotte dagli imprenditori Gabelli e Massone. Alcune di queste società sono già state individuate dagli inquirenti e sono: la “Delivery Service”, la “One Post Adriatica”, la “Directa srl”, la “M e M Trasporti srl” e la “A.Esse srl”.

 

Come Partito Comunista dei Lavoratori (PCL) esprimiamo totale solidarietà di classe a tutti i lavoratori che sono stati truffati da queste aziende.

Invitiamo tutti questi lavoratori a confrontarsi con noi, affinchè insieme si possa costruire delle iniziative di mobilitazione e di propaganda pubblica, contro le truffe di questi imprenditori-banditi, da attuarsi in tempi brevi.

Alcuni lavoratori ci hanno già contattato, altri arriveranno, mobilitiamoci tutti !

Perchè nessun lavoratore, assunto in regola e non, di queste aziende resti solo!

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

http:www.pclavoratori.it ; info@pclavoratori.it,

pclgenova@libero.it, 3478930356 pcl

Redazione
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1 commento

  1. Gian Battista Cassulo

    Caro Partito Comunista dei Lavoratori

    Suvvia non fare il cattivone con il povero Tiziano Renzi!!!!!! D’altronde nella sua ditta, la Chil srl, un assunto a tempo indeterminato lo ha pure fatto ed ha scelto una persona nella quale riponeva grande fiducia. e questo mi sembra sia un sacrosanto diritto di un qualsiasi imprenditore che si rispetti!!!!!
    E poi se questa persona verso la quale si nutre il massimo dell’apprezzamento è il proprio figlio che male c’è?
    Tiziano Renzi aveva bisogno di un general manager per coordinare il lavoro di una pletora di dipendenti, sia pure precari ma pur sempre lavoratori (alcuni dei quali, forse per necessità di bilancio, pagati in “nero” come si legge in un articolo titolato “Le prime grane un anno fa sotto la Lanterna” a firma di Giuseppe Filetto apparso su “Il Lavoro/la Repubblica” del 19/9/2014).
    Un lavoro delicato quindi, dove, per far quadrare i conti in tempi difficili come i questi, a volte occorreva “chiudere un occhio” e quindi: chi meglio del proprio figlio, sangue del suo sangue, Tiziano Renzi poteva fidarsi?
    E poi chi se ne importa se un loro dipendente, come si legge nell’articolo a firma di Filetto prima citato, si è arrampicato su una gru nel porto di Genova per protestare contro i Renzi, perché lavoratore in nero dal 2006 al 2010, d’altra parte una opportunità i Renzi glie l’avevano pur data!!!
    Quindi, caro Partito dei Comunisti dei Lavoratori, non essere così duro con la famiglia Renzi il cui rampollo, Matteo oggi gode anche dell’incondizionata stima del nostro beneamato Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che gli ha affidate nelle mani il destino del nostro Paese.

    Un sincero abbraccio da
    Gian Battista Cassulo

    Post scriptum: Caro Partito Comunista dei Lavoratori tieni comunque sempre bene a mente che noi siamo in un Paese dove, sia al tempo del fascismo sia oggi nel pieno della nostra democrazia, la gente è adusa a giustificare le proprie scelte all’insegna dello slogan: “Tengo famiglia”, che in termini politologici si traduce nel modello del cosiddetto “Familismo amorale”, tratteggiato nel lontano 1958 dal sociologo statunitense, Edward Banfield.

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