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La nota di "ermeneutica politica" a firma di Franco Astengo

Opposizione e sinistra

 

Massimiliano Smeriglio

Massimiliano Smeriglio

Massimiliano Smeriglio presenta oggi, 27 Settembre, sulle colonne del “Manifesto” la manifestazione nazionale indetta da SeL per il prossimo 4 Ottobre e dichiara: “Sarebbe un passo avanti se Sel dichiarasse la propria insufficienza per mettersi a disposizione di chi vuol dare significato alla sinistra e ai suoi valori, al suo programma minimo. Per mettere insieme le parole sinistra e governo contro la deriva tecnocratica e populista di Renzi”.

Un’analisi sbagliata quella di Smeriglio che deve essere contrastata con grande fermezza attorno a due punti che è necessario risultino molto chiari:

1)      Non esiste, in questa fase, alcune possibilità di tenere assieme le parole sinistra e governo: non ci sono i presupposti materiali, di contenuto, di aggregazione sociale, di possibile proposta politica;

2)      Quella di Renzi non è una deriva tecnocratica e populista: i due termini, tra l’altro, sono antitetici e non possono stare assieme in una seria analisi politica. Soprattutto, però, non ci troviamo all’interno di quell’ipotetica situazione. L’Italia è retta, in questa fase, da un regime di tipo sostanzialmente salazarista del quale la figura dell’attuale presidente della Repubblica è il principale ispiratore e garante.

La sinistra può pronunciare una sola parola: OPPOSIZIONE nella politica come nella società.

Opposizione globale e sistemica.

Dovrebbe essere sulla base di una riflessione di questo tipo che andrebbe valutata l’opportunità (indiscussa) e la possibilità (concreta) di avanzare un progetto di nuova aggregazione, sintesi, soggettività politica in grado di superare i negativi retaggi del passato (così evidenti nell’articolo di Smeriglio) e di preparare una seria prospettiva per il futuro.Testatina_2bis_copia_400x400

Franco Astengo
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