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Lunedì 29 settembre l’inaugurazione della nuova facciata del ristorante “Il Moro” di Capriata d’Orba

Arte e cucina nel palazzo dipinto

Inaugurazione in grande stile per il ristorante “Il Moro” di Capriata D’Orba che lunedì 29 settembre ha “svelato” la sua nuova facciata, realizzata con le più moderne tecniche di costruzione nel rispetto dell’aspetto originario. “Mimmo Proto aveva una vecchia cartolina di inizio Novecento che ritraeva il nostro ristorante – ci dicono i due titolari Simona Boteri e Claudio Rebora –  Tramite quella vecchia immagine, grazie all’aiuto del decoratore Dario Diamanti e della ditta Edil Daniel, abbiamo riportato questo palazzo storico di Capriata al suo antico splendore”. Infatti  “Il Moro” oltre ad essere presente ormai da sette anni nella prestigiosa “Guida Michelin”, è anche un punto di riferimento per Capriata: “Il Moro si affaccia sulla piazza principale– ci dice Claudio – Dev’essere un bel biglietto da visita per il paese. Inoltre essendo Capriata una tappa, sulla Garavellona-Toce, contiamo di intercettare  i numerosi turisti svizzeri che attraverso l’autostrada  raggiungono la Riviera oppure la Costa Azzurra, proponendo menù tipici e legati al territorio, come quello realizzato in collaborazione con il Consorzio di Tutela dell’Ovada docg”.  Il palazzo del Moro è tornato ai suoi passati fasti: una facciata degna di Capriata, antica sede di mandamento e snodo fondamentale per i traffici che dall’Oltregiogo si riversavano nella Pianura Padana.

Eleuterio

 

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Le damigelle d'onore

Le damigelle d’onore

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Con il rifacimento della facciata de “Il Moro”, la piazza principale del paese si può dire sia praticamente completata nella sua scenografia. Mancano soltanto due facciate per terminare l’opera di recupero di questo patrimonio storico-artistico che testimonia la passata grandezza di Capriata d’Orba. Un plauso dunque ai proprietari di questi immobili che, nel valorizzare la loro proprietà privata, hanno reso un servizio anche all’immagine complessiva della comunità capriatese. Per completare l’opera, a nostro avviso, bisognerebbe dare un senso alla piazza, creandovi al centro un’opera d’arte, come una fontana o una statua, arricchendola con aiuole e panchine, mentre la corte del prospiciente Palazzo municipale potrebbe continuare a svolgere, ancor meglio, il suo ruolo di agorà del Paese.

 

 

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2 commenti

  1. caro Gianni, la piazza è piccola. se ci metti il monumento e le panchine, non ci metti più i parcheggi. E il ristorante di quelli ha bisogno.

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