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La nota di "ermeneutica politica" a firma di Franco Astengo e Patrizia Turchi

DARE VOCE ALL’OPPOSIZIONE: UN SINTETICO RIASSUNTO DELLA SITUAZIONE POLITICA ITALIANA

1)      La situazione politica italiana, all’interno di un quadro internazionale ed europeo che non può assolutamente essere considerato come “a parte” ma come elemento determinante di ciò che sta accadendo, si sta evolvendo verso la trasformazione da quello stato di “svolta autoritaria” di cui si è scritto qualche tempo fa in un vero e proprio “regime”, il cui architrave è determinato dalla definitiva trasformazione del PD (soggetto politico “architrave” del sistema a “pensiero unico”) in un partito personale nel quale il segretario , che è anche presidente del Consiglio, punta prima di tutto a smantellare l’impianto politico – istituzionale disegnato dalla Costituzione Repubblicana per affermare il potere assoluto di determinati gruppi economico – finanziari sul modello disegnato dal documento di “Rinascita Nazionale” redatto dalla P2 di Licio Gelli nel 1975, in anticipo sull’ondata reaganian-tachteriana . Il tachterismo poi adottato da Blair e Schroeder  rimane, comunque, il riferimento portante per quel che riguarda agli assetti economico – sociale del sistema. E’ stato fatto cenno al precedente del fascismo: certo in forme diverse da quelle del ventennio, ma dal punto di vista della sostanza siamo lì;

2)      La risposta a questo drammatico procedere delle cose appare del tutto inesistente. Quando si legge (in un’intervista al “Manifesto”) che l’obiettivo è quello di “una sinistra repubblicana che abbia a cuore l’alternanza e un rapporto diretto con i propri concittadini, non in senso populistico ma politico”. Ponendo come obiettivo, in questo senso: un PD e un centrosinistra diversi e non una forza di opposizione tout court, si dimostra semplicemente o di essere complici oppure di non aver proprio capito nulla di ciò che sta accadendo. Il fatto è che sono molti a cullarsi in queste pie illusioni, mentre cresce la devastazione sociale, politica, morale;

3)      Quella che fu la cosiddetta “sinistra radicale” figlia della tragedia dell’Arcobaleno non esiste più, distrutta dagli errori storici compiuti sul piano – opposto – del rapporto con il governo e con i movimenti. I tentativi che si stanno sviluppando, in questa direzione, sono frenati e deviati dall’esigenza di raccogliere i cocci di una presenza politica e culturale che rappresenta un retaggio fortemente negativo, intriso di tatticismi e politicismi del tutto fuori del quadro reale ed esistenti soltanto nella mente di esponenti di un ceto politico che cerca il proprio personale riciclaggio;

4)      E’ possibile indicare un solo obiettivo: quello di dar voce e forma politica all’opposizione. Un’opposizione che si nutra delle lotte sociali ma offra anche una visione alternativa “di sistema” comprendendo e ponendo ben in chiaro che non sono possibili, in questa fase, combinazioni di governo sia in sede nazionale sia (a maggior ragione) a livello locale presentando, invece, la necessità di una presenza (nella prospettiva necessariamente anche istituzionale) di opposizione quale espressione, insieme, di un rifiuto dell’esistente e di una sintesi d’alternativa;

5)      Questa possibilità di dar voce all’opposizione non può nascere dal nulla limitandosi alla raccolta spuria dei movimenti sociali, con l’appoggio di qualche gruppo politico non strutturato. Serve subito mettere in moto il meccanismo più utile per costruire un soggetto politico compiuto che offre possibilità di aggregazione, sintesi, proposta politica avendo alle spalle un retroterra teorico adeguato. Non servono, in questa fase, “agenzie di servizio” o nuovi “suggeritori del principe” o semplici “organizzatori di manifestazioni”. Proprio perché l’andamento del sistema politico (e mediatico, non dimentichiamolo) è quello dell’asservimento al regime dell’uomo solo al comando e del pensiero unico occorre muoversi in direzione affatto alternativa (riconoscendo di essere “alieni” in questo sistema) e proponendo una rinnovata strutturazione dell’agire politico di massa.

matticchio538

Patrizia Turchi e Franco Astengo
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