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Venerdì 3 ottobre 2014 – Alessandria – Massimo D’Alema

La terza guerra mondiale è già cominciata?

Politici o statisti?

Il nostro inviato, Davide Boretti, è andato in Alessandria ad assistere ad un incontro per ricordare la figura di Luigi Longo, organizzato dall’omonima fondazione. Nel corso dell’incontro, come potrete leggere nel pezzo qui sotto riportato, l’on. D’Alema, invitato d’onore, nel ricordare le parole di Papa Francesco ha chiaramente detto che oggi ci ritroviamo nel bel mezzo della III Guerra Mondiale. Fortunatamente anche chi da anni siede nei posti di potere s’è accorto di quello che noi “piccoli uomini della vita di tutti i giorni” già da tempo avevamo capito.  Speriamo che oggi con questa consapevolezza, questi uomini di potere sappiano intraprendere la loro azione di Governo non tanto a favore di questa o quella parte partitica ma, finalmente, nell’interesse generale, così come dovrebbero fare coloro i quali aspirano a passare alla Storia come statisti.

La redazione

L’on. Massimo D’Alema è stato protagonista dell’incontro organizzato al Teatro Ambra di Alessandria dalla Fondazione Luigi Longo in occasione delle celebrazioni per la ricorrenza del 90° di fondazione de l’Unità.

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Dopo il benvenuto da parte del Sindaco della città, Anna Rita Rossa, Massimo D’Alema ha ricordato la figura di Luigi Longo, nativo di Fubine, conosciuto di persona agli albori della carriera politica. Un ricordo toccante: l’incontro a casa dell’anziano partigiano ormai malato, la rievocazione delle sue peripezie, campo di concentramento compreso, vissute assieme al quadro naif appeso sopra la sua poltrona.

Stimolato dal giornalista Ninni Andriolo, D’Alema è poi entrato nel vivo del tema: le pressanti riflessioni di Papa Francesco, la disamina della intricata situazione internazionale con 126 situazioni di guerra in atto. La sua analisi, storica, sociale e religiosa, è scesa alle radici più profonde delle culture oggi in contrapposizione fra loro. Grazie alla sua vasta esperienza internazionale ha offerto una chiave di lettura lucida di problematiche convulse, situazioni apparentemente inestricabili, paradossi e contraddizioni.

Nella seconda ora il focus si è spostato sull’attualità europea e nazionale. Qui Massimo D’Alema ha assunto toni meno soft, calandosi con crescente intensità nel suo ruolo ben noto di anima critica del partito di governo. Europa. Articolo 18 e job act. Riforme. Vicenda Fiat. Coalizioni e accordi con altre forze politiche. Ha difeso a spada tratta le proprie idee ancorché non pienamente allineate a quelle dell’establishment.

Prima di accommiatarsi, ha nuovamente ringraziato la Fondazione Luigi Longo per aver concretizzato molteplici iniziative a sostegno de l’Unità, giornale del quale è stato direttore, al momento alle prese con una crisi molto delicata.

Davide Boretti
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