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15 settembre: ricominciano le bugie

Primo giorno di scuola: la maestra, abbonata alla rivista di psicologia, saluta teneramente i suoi alunni, poi li fa accomodare nei banchi. Quindi chiede come hanno passato le vacanze, dove sono stati, quali ricordi hanno portato a casa insieme alla gondola comprata a Varazze e il Colosseo al mercatino di Moena di Fassa. Quante cose sanno dire le maestre il primo giorno: tutti i bambini sono uguali, tutti hanno gli stessi diritti, tutti hanno il dovere di impegnarsi per ottenere buoni risultati e far contenta l’INVALSI! non si dice piacere_gondola

 

E Luigino, che le domeniche d’estate le ha passate all’aria condizionata del Bennet, che le barche di Venezia pensava si chiamassero vongole, starà lì, in silenzio, perché lui non sa nemmeno bene che classe frequenta. L’anno scorso era in terza, o forse in quarta, ma la maestra gli dava da compilare le schede di seconda. Perché l’attività didattica deve essere personalizza, solo che Luigino non capiva. Non capiva come mai quando la nonna si ruppe il femore, avendo un fisiatra a disposizione, in sei mesi guarì e adesso andasse di nuovo in bicicletta. Non capiva come mai Matteo, che a calcio era il più scarso, dopo sei mesi d’allenamento con il mister dei Pulcini, adesso lo scartasse tutte le volte. Lui, invece, continuava ad avere le schede di seconda anche quando faceva terza, o forse quarta. A forza di scrivere ciliege senza la i aveva fatto indigestione delle rigacce della maestra, che del frutto avevano sì il colore, ma il sapore amaro dei risolini dei compagni, che facendo quarta avevano le schede di pari classe.vongole1

Quando la mamma andò al colloquio, sentì dire che lui fosse un BES, che bisognava compilare un sacco di fogli e che comunque non avrebbe avuto l’insegnante di sostegno. Che sarebbe stato come il fisiatra per la nonna o il mister per Matteo. Magari anche lui avrebbe imparato a dribblare le insidie della grammatica, e a compilare le schede come aveva imparato a fare le sgommate in bicicletta. Persino l’INVALSI sarebbe stata contenta! Chissà se la maestra spiegherà che i bambini sono davvero uguali solo se lo Stato li mette in condizione di ottenere tutti il massimo delle loro possibilità. Chissà se dirà a Luigino che se la nonna aveva diritto al fisiatra e Matteo all’allenatore, lui ha il diritto all’insegnante specializzato. Perché se i bambini devono far felice l’INVALSI, chi ha il dovere di far felici i bambini? Ah, che belle le vacanze! A proposito, quando finiranno quelle dello Stato? In attesa, Luigino continuerà a compilare le schede di seconda, l’Inchiostro fresco a pubblicare le poesiole sulle nonnine e la Scuola a tacere la verità agli alunni.  Combricola di vasi in giardino

BISio Dom&Nico
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