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Un reportage de L'Inchiostro Fresco tra Valpolcevera e Valle Scrivia

Il dopo alluvione nell’Oltregiogo genovese

Oggi, martedì 14 ottobre, primo giorno senza allerta meteo in Liguria e nella Provincia di Alessandria, L’Inchiostro Fresco ha realizzato un reportage, in Val Polcevera e Valle Scrivia per documentare la situazione post-alluvione.

Questa alluvione dell’ottobre 2014 che, malgrado abbia provocato “solamente” un morto (a Genova) ed un disperso (a Parma), si è distinta dalle altre per l’eccezionale vastità del territorio coinvolto : dalla parte orientale della Provincia di Savona fino alla Provincia di Parma, ma, come ogni alluvione che si rispetti, ha colpito a macchia di leopardo, con maggiore o minore intensità a seconda delle zone.

Di questo fatto ce ne accorgiamo subito attraversando la bassa Valpolcevera, ancora nel Comune di Genova, ad eccezione del fango nella zona vicina alla Metropolitana di Brin, a Rivarolo (che avevamo già documentato sabato), attraversando Bolzaneto e Pontedecimo, nelle strade principali, non vi è traccia del passaggio dell’alluvione, i negozi sono regolarmente aperti e pure nei bar si parla di altro. Saliamo verso la Strada Provinciale dei Giovi, attraversando l’intero comune di Mignanego, anche qui nulla da segnalare : strada pulita, traffico nella norma ed il torrente Riccò scorre regolare, forse più pieno del solito ma abbastanza tranquillo.

Arriviamo nella Valle Scrivia, l’epicentro di questa alluvione 2014, a Busalla il Ponte Vecchio (intitolato allo sfortunato milite della Croce Verde Marco Paleggiati, ndr) è chiuso al transito veicolare e si può attraversare solamente a piedi, il Fiume Scrivia scorre ad una forza abbastanza impressionante e, vicino alla riva vi sono ruspe all’opera (quasi sicuramente lavori di Mediterranea delle Acque), in Via Vittorio Veneto la vita è ripresa comunque tranquillamente, i negozi sono tutti aperti e anche in Comune ci segnalano che le criticità dei giorni scorsi sono passate. Tuttavia la pista di atletica leggera a Sarissola è stata completamente devastata, come ci conferma anche il consigliere comunale Roberto Parodi, che segue da anni lo sport a Busalla.

Tappa successiva a Savignone, la frazione Ponte di Savignone presenta ancora numerose criticità, anche se il lavoro degli “angeli del fango” è stato davvero encomiabile, chi ha visto le immagini di domenica sera alla televisione in diretta da questa zona e chi vi passa oggi stenta davvero a credere che si tratti dello stesso luogo. In Municipio incontriamo il vicesindaco, Francesco Medica che, con molta gentilezza ci ha spiegato l’intera situazione nel comune valligiano «La situazione che avevamo nel fine settimana era ancora peggiore di quella vista domenica in televisione, vi sono delle famiglie ancora evacuate, a causa del cedimento di un muro di contenimento del torrente a monte dello Scrivia. Lo Scrivia faceva veramente paura, ma fortunatamente era pulito, l’acqua lambiva la Strada Provinciale, che abbiamo dovuto chiudere. Anche la stessa strada, che dopo tre anni ha avuto nuovamente una voragine, è stata riparata a tempo di record, in appena tre giorni. Nel momento di massimo rischio abbiamo evacuato trenta famiglie, molte di esse stanno tornando nelle loro case. Vi sono diverse attività che sono state devastate dall’alluvione, come ad esempio una falegnameria che è stata completamente distrutta. La frazione di Campogrande che era isolata, è nuovamente collegata e al momento non vi sono frane sul territorio comunale. Già da venerdì avevamo due persone in Comune che svolgevano da “centralino” ed aggiornavano costantemente la popolazione».

Da Savignone ci rechiamo a Casella, qui la situazione è decisamente più tranquilla rispetto al comune limitrofo, anche se vi sono alcune strade chiuse e deviazioni, nel parcheggio dell’area Expo è installato il campo della Protezione Civile, arrivata dal Piemonte, che stava lasciando la Valle Scrivia per far fronte, purtroppo, alla nuova emergenza, questa volta nella Provincia di Alessandria, con la situazione drammatica dei comuni di Arquata, Serravalle e Gavi. A Casella incontriamo, di fronte al Municipio, il sindaco Francesco Collossetti ed il vicesindaco Simone Campaner, il primo cittadino ci spiega la situazione «Nel nostro Comune, fortunatamente, abbiamo avuto molti meno problemi delle vicine Savignone, Valbrevenna e Montoggio. Abbiamo avuto delle frane, di cui una molto importante, su cui stanno già facendo dei lavori e per venerdì la strada sarà riaperta sia ai mezzi leggeri che quelli pesanti. Qui a Casella alcune ditte, come la Fip e l’Ultraflex hanno subito danni molto gravi dall’alluvione, ed anche alcuni privati che hanno avuto danni alle strutture. Ringraziamo anche il tempestivo intervento della Provincia per la riparazione della strada provinciale, che ha permesso di evitare l’isolamento della Valle Scrivia». 

Apprendiamo che la Valbrevenna è, purtroppo, ancora isolata nelle zone alte, l’ultima tappa in Valle Scrivia, è a Montoggio, il Comune più colpito dall’alluvione, il comune più orientale della valle si presenta come diviso in due : la parte iniziale, con la frazione di Casalino non ha subito particolari danni, mentre il centro paese è letteralmente devastato, a causa dell’esondazione del Rio Carpi, che divide in due il paese, a Montoggio erano ancora in attività i volontari della Protezione Civile, e vi erano diversi mezzi dell’Esercito, la zona colpita dall’alluvione è quella intorno alla piazza centrale, sono stati completamente devastati il bar del centro paese, il panificio ed il negozio di frutta e verdura ed alimentari, alcune case, compreso un condominio situato lungo il Rio Carpi sono stati isolati e anche la biblioteca ha subito gravi danni, tutti i libri negli scaffali più bassi sono irrimediabilmente persi. Il tratto iniziale del centro paese, invece, non presenta particolari criticità, ed alcuni negozi, come il ristorante erano già attivi, mentre le case lungo la sponda opposta dello Scrivia (lato Municipio), pur colpite anch’esse, sono regolarmente abitate, con i residenti che stavano ancora lavorando alla pulizia delle stesse dal fango e dai detriti.

Ultima tappa del lungo giro è a Sant’Olcese, vediamo che la frazione di Manesseno non è stata praticamente toccata dall’alluvione, mentre i segni delle criticità (come la presenza di fango sulla strada) si vedono nelle zone di Arvigo e Piccarello, dove vediamo dalla strada una piccola frana lungo il Rio Sardorella, anche queste frazioni, comunque, non hanno subito danni, davanti al Comune vi sono alcuni dipendenti dello stesso, reduci da un’altra mattinata di intenso lavoro sul territorio. In Municipio parliamo con l’assessore del comune polceverasco, Enrico Trucco che ci spiega «la situazione più grave è nella zona di Selino, con il cedimento di una zona affianco alla strada, vi è altresì una frana nella zona di Piccarello ed una sulla strada Provinciale presso Sant’Olcese chiesa, entrambe, per fortuna, di modesta entità, un’ulteriore frana è nella frazione di Beleno ma si può passare regolarmente. Non vi sono più frazioni isolate nel nostro comune e possiamo dire che Sant’Olcese non ha subito gravi danni, soprattutto a differenza di altre zone da noi non si sono registrati allagamenti di negozi o di attività produttive».

A giro concluso riflettiamo del fatto che, malgrado gli ingentissimi danni provocati, quest’alluvione non abbia prodotto, per fortuna, il tragico corollario di vittime che, troppo spesso, si registra nel nostro fragilissimo paese a causa degli eventi naturali e, soprattutto, di quanto sia prezioso, poco conosciuto e sottovalutato il lavoro degli amministratori locali: nel nostro breve giro abbiamo avuto, una volta in più, di come sindaci, assessori e consiglieri comunali siano tutto fuorché “casta”, queste persone, che ricevono quasi sempre compensi irrisori, hanno lavorato per 3-4 giorni incessantemente, quasi non dormendo, per controllare il territorio, andando a fare continui sopralluoghi e informando tempestivamente la cittadinanza, ci sembrano perciò operazioni di mero sciacallaggio le varie manifestazioni ed i gruppi, nati spesso sul web, che sfruttano le calamità naturali per attaccare gli amministratori locali. Le colpe, secondo noi, vanno ricercate nelle istituzioni “superiori” che, da un lato hanno latitato sulla prevenzione e, dall’altro, per troppo tempo hanno lasciato costruire senza regole, sfidando la natura.

Fabio Mazzari e Mauro Bonavita
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